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Kodia
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MessaggioInviato: Mer Lug 23, 2014 8:48 pm    Oggetto: qui sarebbe da farsi un bel caffè :) Rispondi citando

dal sito bandieragialla.it:

Un pomeriggio al Bar Senza Nome

barsenzanome.jpg
Ne avevano parlato i giornali del Bar Senza Nome, un nuovo locale in pieno centro a Bologna, dietro al Mercato delle Erbe, gestito da persone sorde. Subito, con una collega, ci siamo chieste: "Come si dirà mojito in lingua dei segni?". Incuriosite siamo andate a provare questo nuovo spazio, e la prima impressione è stata che è davvero un nuovo spazio da vivere. Si entra e ci si sente come a casa propria. Si può scegliere la zona preferita, tra tavolini di diverse altezze, materiali e forme, tra divani, un cortiletto interno, una sala al primo piano. Noi avevamo il pc portatile, e si può usufruire del wifi gratuito e occupare lo spazio per il tempo che si vuole, al costo di un caffè.

Ma è l’atmosfera che colpisce. Il bar è frequentato sia da udenti che da non udenti, per cui le forme di comunicazione convivono a volte separatamente, a volte si mescolano, a volte si integrano. Suono e silenzio vanno avanti alternati. I clienti udenti conversano fra di loro come in un qualunque locale, i non udenti conversano a gesti; non udenti e udenti conversano fra di loro sia parlando a gesti (per chi conosce la lingua dei segni) sia parlando a voce, sia leggendo le labbra. Anche per ordinare si può scegliere la forma di comunicazione preferita, o quella con cui ci si sente maggiormente ad agio. Appesi all’ingresso ci sono tanti bigliettini con tutti i cibi e le bevande che si possono ordinare. Basta scegliere il bigliettino corrispondente a ciò che si desidera e consegnarlo al bancone. Ma è molto più bello andare direttamente al bancone e ordinare, guardando la persona dritta in faccia in modo che possa leggere le labbra. Noi abbiamo avuto fortuna: accanto al nostro tavolo c’era un insegnante di lingua dei segni che teneva una lezione privata a uno studente. Entrambi udenti. Così ne abbiamo approfittato e ci siamo fatte insegnare come ordinare un cappuccino e un caffè d’orzo con i gesti giusti, e già che eravamo sedute accanto abbiamo imparato anche tante altre parole ed espressioni. Anzi, ci siamo rese conto che la lingua dei segni è molto più complessa di quanto pensano comunemente gli udenti. Non basta avere a disposizione dei gesti che sostituiscono le parole. Concordare aggettivi e sostantivi, concordare i verbi e le sequenze temporali richiede delle gestualità molto complicate e non è sufficiente conoscere la gestualità delle singole parole.

Arrivate alla cassa, abbiamo ottenuto uno sconto sul prezzo perché avevamo ordinato in lingua dei segni. Poi mi sono accorta che al piano di sopra c’era una mostra. Ho chiesto se si poteva visitare, ma il gestore mi ha risposto che stavano tenendo un corso di shiatsu e non si poteva disturbare. Al che ho esclamato: "Ma allora finora abbiamo disturbato!". E lui: "Perché?". E io: "Perché stavamo parlando forte [cosa di cui lui non si poteva ovviamente accorgere]". E lui: "Ma sta andando la musica in sottofondo? Perché se sta andando non avete disturbato, la musica copre le chiacchere". Abbiamo riso insieme di questo dialogo un po’ surreale, è stato bello potere comunicare in maniera così spontanea le proprie reciproche difficoltà a sentire, a non sentire. Non ci sono filtri al Bar Senza Nome, non è necessario essere politically correct e trattare la disabilità in maniera retorica o pietistica.

Ho chiesto come mai hanno deciso di chiamarlo "Senza Nome": la risposta è stata che in questo modo non ci sono barriere quando si arriva davanti alla porta, il bar non è caratterizzato dall’esterno come un bar di persone sorde.
Purtroppo però le barriere ci sono, quelle architettoniche: all’entrata il gradino è alto quasi il doppio di un gradino normale, come in molti locali del centro storico. I gestori dicono che non hanno avuto i permessi per abbattere le barriere esterne per mancanza degli spazi giusti. Peccato.
Peccato perché è davvero un ambiente accessibile e accogliente sotto tutti gli altri punti di vista, ed è stato molto piacevole sperimentare anche la dimensione del silenzio.

Per saperne di più:
Bar Senza Nome
via Belvedere 11/B, Bologna
Facebook: Senza Nome

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