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CONTRO L'ABOLIZIONE DEL RAPPRESENTANTE DI CLASSE A SCUOLA

 
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Inviato: Dom Dic 17, 2017 9:40 am    Oggetto: Ads

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MessaggioInviato: Mar Mag 01, 2012 8:11 pm    Oggetto: CONTRO L'ABOLIZIONE DEL RAPPRESENTANTE DI CLASSE A SCUOLA Rispondi citando

casualmente grazie ad una mamma/socia, è emerso che in una prossima legge che sta concludendo il suo iter di approvazione (la prossima tappa è metà maggio, quindi due settimane) viene abolita la figura del rappresentante di classe cioè i genitori.
Leggete qui:

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per contrastare il tutto quest'associazione (Associazione italiana genitori Toscana) ha lanciato una raccolta firme da recapitare prima che quesi DdL arrivino alla commissione.
Qui il modulo.

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facciamo girare e almeno proviamoci con queste firme Smile

Ovviamente non ne sta (ancora) parlando nessuno eccetto quest'associazione toscana e ho trovato anche questo sito

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ma per accedere ai vari contrnuti bisogna registrarsi.
Noi ne stiamo parlando sul gruppo FB.

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MessaggioInviato: Mer Mag 02, 2012 1:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

copincollo dal sito ascuoladibugie.blogosfere.it:


Con un lettera indirizzata a tutti i genitori,Rita Manzani Di Goro Presidente A.Ge. Toscana annuncia il lancio di una petizione in difesa del Rappresentante di classe.


Figura che la nuova proposta di riforma degli Organi collegiali della scuola sta per cancellare (PdL n. 953 art. 6 c. 3).

La nota ,che qui di seguito pubblichiamo ,è indirizzata a:


Presidente del Consiglio di Circolo/Istituto , Consiglieri, Rappresentanti di Classe e per conoscenza al Dirigente Scolastico





ecco il testo :


Carissimi Genitori,

purtroppo è vero: la nuova proposta di riforma degli Organi collegiali della scuola sta per cancellare la figura del Rappresentante di classe (PdL n. 953 art. 6 c. 3). Potete trovare un approfondimento sul sito di AGe Toscana.



Vi inviamo la petizione in difesa del Rappresentante di classe (da stampare fronte retro, far firmare e compilare in modo leggibile, scannerizzare in .pdf e inviare a
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nei tempi più brevi possibile) e la Proposta di legge con a fronte il testo originario Aprea.

Nella Proposta di legge approvata dalla VII Commissione Cultura della Camera (certamente migliore rispetto al testo originario che parlava di Consiglio di Amministrazione e di scuole trasformate in Fondazioni), ci sono anche altri aspetti che non condividiamo: l'ingresso di esterni nel Consiglio e nel nucleo di valutazione; un'autonomia che si riduce a scegliere la propria 'leggina elettorale' ma non dà concreti strumenti di autonomia (come la certezza e l'adeguatezza dei finanziamenti); la sostanziale riduzione delle competenze dei genitori; la scelta di tagliare tutto ciò che degli Organi collegiali finora per lo più di fatto ha funzionato poco o male, invece di valorizzare le ottime esperienze che sono state realizzate in varie parti d'Italia e renderle strumento di promozione per tutta la scuola italiana.

Al fine di frenare questa inesplicabile corsa a concludere in pochi mesi ciò che -non a caso- non è stato fatto in 30 anni, effettueremo un primo invio a metà maggio, subito prima che la VII Commissione della Camera deliberi in via definitiva; quindi il percorso andrà avanti al Senato e insisteremo a inviare petizioni ai senatori, con un evento a ottobre, quando è il momento forte per la rappresentanza dei genitori.

A questo scopo, è bene che i fogli ci arrivino a getto continuo; se poi un foglio non è del tutto completo, meglio inviarlo subito che aspettare troppo.

Scrivete se vi occorrono ulteriori delucidazioni o se avete suggerimenti.

Grazie per tutto l'aiuto che potrete dare.

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MessaggioInviato: Mer Mag 02, 2012 9:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

da Tecnica della Scuola, 2 aprile - bello il paragone con il mondo del calcio:


di A.G.

02/04/2012

Riforma organi collegiali, i genitori contro la sparizione del rappresentante di classe


Secondo l’Age toscana, hanno pieno titolo ad essere parti attive e a sedere all’interno del CdC. Il vero problema è la mancata formazione: in 40 anni la gran parte di loro non è stata capace di apprendere le norme che regolano la scuola.


Come avevamo preventivato, anche le associazioni dei genitori si schierano contro la riforma degli organi collegiali (che ha ricevuto l’ok della Commissione di competenza si appresta ad essere esaminata dall’Aula): a dire no apertamente è stato l’Age della Toscana, che attraverso un critico comunicato si oppone alla eventualità dell’“abolizione del rappresentante di classe”. Perché “noi genitori abbiamo pieno titolo ad essere parti attive e a sedere all’interno del Consiglio di classe”.
Il problema è che negli ultimi anni è diventato sempre più difficile reperire rappresentanti di classe. Tanto che nella maggior parte dei casi chi si presta lo fa più perchè è tirato per la giacca piuttosto perchè crede sino in fondo nel ruolo che assume. E quando poi ci sono i problemi di affrontare, tutto questo affiora. Per questo, le associazioni si sarebbero aspettate una soluzione che rendesse più attivo il ruolo dei gentori all'interno del CdC. Invece “nella proposta di legge - sostiene l'Age Toscana - si persegue il falso obiettivo di un’autonomia costituita da un farraginoso sistema elettorale, diverso scuola per scuola e che sarà solo lavoro in più per le già ingorgate segreterie, invece di garantire finanziamenti certi e sufficienti, che sono il vero motore dell’autonomia”.

L’Age ammette “che il testo approvato dalla VII Commissione cultura della Camera è un po’ migliorato rispetto alla stesura originaria: se non altro non si parla più di consiglio di indirizzo ma di Consiglio dell’autonomia; inoltre il Presidente è un genitore e non il dirigente scolastico, ma tante magagne restano comunque immutate”.

Tra le parti da rivedere c’è anche la sparizione degli “spazi assembleari”, che “non sono più previsti”. Manca, poi, ancora una volta un serio progetto sulla “formazione”. Secondo l’Age Tocana, “se i Decreti delegati del 1974 sono falliti è stato proprio per mancanza di formazione: una lacuna colpevole, perché già da dieci anni esistono i Forum dei Genitori e mai sono stati studiati e messi a sistema gli ottimi risultati in termine di partecipazione raggiunti localmente. Eppure è stato dimostrato che i genitori formati riescono a vivere consapevolmente il loro ruolo all’interno degli organi collegiali; chiedono e si sforzano di capire, fanno proposte e mettono risorse a disposizione. Certo sono un po’ fastidiosi, pretendono il rispetto delle regole, informano gli altri genitori”.

Ma solo se sono informati riescono fino in fondo a portare a termine il loro ruolo. La realtà spesso è che i rappresenti dei genitori non sono adeguatamente informati della complessa e trasversale normativa scolastica. L’Age stesso ammette che “in 40 anni la gran parte dei genitori non è stata capace di apprendere le norme che regolano la scuola”, delegando alle altre parti (in particolare il dirigente scolastico e i docenti) gran parte dei compiti collegiali da condurre.

La soluzione che è stata trovata, eliminare la presenza dei genitori in seno al CdC, appare quindi più che dettata da motivi formativi, spinta principalmente da necessità economiche. Non potendo attuare quella adeguata formazione che chiedono le associazioni, si vorrebbe eliminare del tutto la presenza dei genitori. Ripercorrendo le sofferte scelte dei presidenti di calcio. I quali anziché mettere mano al portafoglio e sostituire i giocatori più deludenti, cambiano l’allenatore. Poi, nove volte su dieci, la squadra continua ad andare male.

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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2012 11:04 am    Oggetto: Rispondi citando

tanto per allargare la visione, poichè non si rischia solo l'abolizione delle rappresentanze dei genitori, una lettera aperta trovata sul sito di retescuole.net:

Italia , 04/05/2012
Lettera aperta a Pier Luigi Bersani sul progetto di legge per il governo delle istituzioni scolastiche: fermate questa pessima legge

--------------------------------------------------------------------------------
inviata da Associazioni e comitati per la scuola pubblica


Caro Pier Luigi Bersani,
sta per essere approvata la legge sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche. Il Pd, che è stato fin qui determinante per la stesura e l'accelerazione dell'iter del testo che unifica proposte di vari partiti, la giudica una buona legge. Per noi non lo è affatto.
Non lo è perché, nonostante ci si sforzi di negarlo, è molto simile alla prima parte della proposta di legge Aprea presentata nel 2008, alla quale il Pd - finora - si era sempre dichiarato contrario.
Non lo è perché si basa su una distinzione tra funzioni di indirizzo e di gestione che determina uno svuotamento delle funzioni di quello che ora è chiamato Consiglio di istituto (e che nel nuovo testo si chiama Consiglio dell'autonomia) e un accentramento di potere nelle mani del dirigente.
Non è una buona legge perché vengono stravolti i criteri di rappresentanza delle componenti che vivono e lavorano nella scuola: scompaiono i consigli di classe, i rappresentanti di classe, le assemblee e i comitati dei genitori, le assemblee degli studenti, i rappresentanti del personale tecnico e amministrativo. Secondo la proposta, saranno i singoli Consigli dell'autonomia a prevedere norme al riguardo nei regolamenti di istituto, senza alcun vincolo, senza stabilire che tipo di rappresentanza, quali poteri, quali meccanismi di nomina, quale agibilità all'interno della scuola.
Non è una buona legge perché alla crisi degli istituti di partecipazione introdotti dal legislatore nel 1974 si risponde rendendo quella crisi ancora più grave, in quanto la proposta rende la rappresentanza indeterminata, differenziata, frammentata, e propone una scorciatoia “dirigista” in luogo della necessaria elaborazione di nuove e più incisive forme di autogoverno.
Non è una buona legge perché introduce l'autonomia statutaria delle singole scuole, un passaggio davvero eccessivo se pensiamo che l'autonomia statutaria è riconosciuta ai Comuni, cioè all'ente territoriale che rappresenta l'intera comunità e che esprime i suoi organi di governo attraverso elezioni a suffragio universale.
Non è una buona legge perché l'autonomia che ne deriva non è quella che serve alla scuola: un'autonomia didattica e organizzativa in grado di valorizzare le competenze educative dei docenti, le forme di autogoverno che coinvolgono in modo attivo e non formalistico tutte le componenti che vivono nella scuola, i legami con le opportunità educative e la realtà sociale del territorio. Sarà invece un'autonomia fondata sulla separazione, l'autoreferenzialità e la parcellizzazione, un'autonomia centrata su un dirigente scolastico nominato dall'alto, un'autonomia più attenta alle logiche aziendali (competizione e mercato) che al progetto educativo e ai bisogni sociali.
Non è una buona legge anche per altre ragioni che saremmo lieti di spiegarle se ci ascoltasse. Ma è proprio la manzanza di ascolto il motivo che - prima ancora di tutti gli altri - rende questa proposta di legge una cattiva proposta di legge. La revisione e unificazione dei testi, infatti, è avvenuta in poche settimane nel comitato ristretto della VII Commissione della Camera. Nessuna informazione, nessuna trasparenza, nessun coinvolgimento del mondo della scuola. Nessuno ne ha saputo nulla fino all'ultimo, e ora rischiamo di non saperne più nulla fino all'approvazione finale.
Non è una buona legge quella che viene varata in fretta e in segreto, non è una buona legge quella che manda in soffitta senza alcun confronto pubblico l'intero sistema degli organi collegiali, che - pur con tutti i loro limiti - erano stati varati in ben altro clima partecipativo. Non è una buona legge quella che si abbatte sul sistema scolsatico senza dare ascolto alle sue componenti. Questo era il metodo di Moratti e Gelmini, ovvero il metodo di Berlusconi. Non pensavamo potesse essere anche il metodo del Pd.
Il suo partito si fermi a riflettere. Ascolti le nostre ragioni, prenda sul serio le nostre obiezioni, esamini le nostre proposte. Stabilisca un confronto non formale e non puramente simbolico tra noi e i parlamentari e i tecnici del suo partito che stanno lavorando alla legge. E infine, pretenda che la legge esca dalle commissioni e venga portata in aula, con i giusti tempi, la dovuta trasparenza e il necessario dibattito pubblico.

Associazione "Una nuova primavera per la scuola pubblica"
Retescuole, Milano
Assemblea delle scuole, Bologna
Coordinamento dei Presidenti dei consigli di Circolo e di Istituto di Bologna e provincia
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
La scuola siamo noi, Parma
Comitato genitori ed insegnanti per la scuola pubblica, Padova
NapoliScuole - Zona Franca
Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie, Torino
Coordinamento delle scuole secondarie, Roma
Comitato Genitori Istituto comprensivo, Castel Maggiore (Bo)
Coordinamento provinciale Presidenti Consigli di istituto, di circolo e Comitati genitori, Modena
Genitori e Suola – Coordinamento Nazionale Comitati e Genitori della Scuola
Coordinamento Provinciale Presidenti Consiglio d'Istituto, di Circolo e Comitati Genitori di Modena

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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2012 11:06 am    Oggetto: Rispondi citando

questo è il comunicato di Agetoscana.

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occhio:
Invitiamo tutti i genitori a inviarci le firme già raccolte entro il 10 maggio, in modo da poterle presentare alla VII Commissione della Camera prima del voto definitivo –è l’appello dell’AGe Toscana- Poi intensificheremo ulteriormente i nostri sforzi in vista del passaggio al Senato. Siamo disponibili a confrontarci, a offrire delucidazioni, a essere presenti a incontri, rapportandoci con chiunque si dimostri interessato al futuro della scuola e alla partecipazione dei genitori”.

COME INVIARE LA PETIZIONE: il modulo va stampato fronte retro, compilato in modo leggibile e firmato. Il foglio deve essere inviato a

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dopo averlo scannerizzato in formato .pdf (a bassa risoluzione) o .tif. In alternativa, è possibile inviare direttamente i fogli firmati alla Segreteria AGe Toscana presso AGe Argentario, via Baschieri 63, 58019 Porto S. Stefano.

È possibile diffondere l'evento tramite Facebook (http://www.facebook.com/events/215334701902676/) e seguire gli aggiornamenti su Twitter (#AgeToscana). Ulteriori approfondimenti sono disponibili su

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Per informazioni: 328 8424375,
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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2012 11:08 am    Oggetto: Rispondi citando

la petizione contro la legge aprea, sono a quota 1577 firme, un po' pochine......


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MessaggioInviato: Lun Mag 14, 2012 7:43 am    Oggetto: Rispondi citando

nuovo comunicato di AGE:

nonostante la ristrettezza dei tempi abbiamo già consegnato alla Vicepresidente della VII Commissione Camera quasi 1000 firme. L'impegno maggiore sarà quello per il Senato, dove, se il numero di firmatari sarà adeguato, potremo dire la nostra opinione.



La VII Commissione della Camera è ancora ferma in attesa di nominare il presidente (date previste 15 o 22 maggio o forse oltre se non trovano un accordo). Vi prego tutti di continuare a inviarci firme e a informare genitori di altre scuole e di altre città, perché finora abbiamo avuto una risposta consistente ma da provenienze ben localizzate, in quanto pochi ne parlano e la maggior parte dei genitori non è informata. Ogni giorno arrivano adesioni nuove ma sono sempre troppo poche.



Come potete vedere abbiamo accolto i vostri suggerimenti: nel modulo è chiesto di indicare luogo e data di nascita, come si conviene a una petizione seria, si è aperto agli studenti maggiorenni (anche se di fatto tutti i ragazzi delle superiori votano per gli Organi collegiali, non abbiamo voluto rischiare un'apertura totale) e il materiale di documentazione è più semplice e mirato, per una maggiore consapevolezza da parte di chi firma.



Le strategie che si sono dimostrate più efficaci per raccogliere adesioni sono: fuori dalla scuola, quando i genitori accompagnano o riprendono i figli, ai compleanni, alle feste di fine anno, al ricevimento dei professori, passaparola, email, facebook e, per i più avventurosi, un banchetto al mercato o al centro commerciale.



Oltre alle testate specialistiche della scuola, che ci seguono sempre, ci ha concesso una lunga intervista Tele Padre Pio, che è molto seguita, Lady Radio in Toscana e il numero di ieri di Io Donna del Corriere della Sera. Chi è interessato può intervenire sul Blog scuola di Io Donna, dove la giornalista Cristina Lacava segue con attenzione i problemi della scuola, pubblicando anche un post sulla nostra petizione (http://blog.iodonna.it/scuola/). Anche questo è un canale che potremmo sfruttare per dare visibilità alla petizione, per cui vi invitiamo a commentare con un vostro post.



Facebook: causa inesperienza, abbiamo lasciato scadere l'evento e ora non si può più iscrivere nessuno (però si può commentare e condividere). Gradiamo consigli su come rimediare, intanto potete trovare tutto il materiale in evidenza su
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Contiamo poi che ciascuno di voi rilanci la notizia a parenti e amici, specie se di scuole e città diverse.



Le scadenze che ci siamo dati per il momento sono:


1a scadenza, per il voto alla Camera: 15 (o 22) maggio 2012
2a scadenza, a scanso di sorprese agostane: 30 giugno 2012
3a scadenza, per l'invio al Senato: 31 ottobre 2012

Restiamo in attesa nei prossimi giorni delle firme che potrete mandarci, in modo da qualificare adeguatamente la nostra richiesta alla Camera.

Quanto al Senato, a ottobre si verifica sempre un grande picco di attenzione sugli Organi collegiali e siamo certi che insieme sapremo metterlo a frutto.



Un saluto cordiale e a presto

Rita Di Goro

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