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ricorsi per il sostegno 2010/2011

 
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Kodia
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MessaggioInviato: Mar Gen 17, 2012 1:19 pm    Oggetto: ricorsi per il sostegno 2010/2011 Rispondi citando

Sostegno: “Una famiglia su dieci fa ricorso per l’aumento di ore”

Indagine Istat

Fonte
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- Circa il 10% delle famiglie con al proprio interno un alunno con disabilità ha fatto ricorso per avere un aumento delle ore di sostegno. A sostenerlo è l'Istat, che ha pubblicato una statistica sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali (scaricabile cliccando qui). L'indagine prende in considerazione l'anno scolastico 2010/11 e specifica che dalla rilevazione sulle scuole è emerso che il 10% delle famiglie ha dichiarato di aver presentato ricorso al Tribunale civile o al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) per ottenere un aumento delle ore.

Sia considerando le scuole primarie che quelle secondarie di primo grado, nelle regioni del Mezzogiorno la quota delle famiglie che ha fatto un ricorso è circa il doppio rispetto a quella delle regioni del Nord (nella scuola primaria rispettivamente 13,1% e 6,2%; nella scuola secondaria di primo grado rispettivamente 12,5% e 6,5%). I numeri forniti dall'Istat differiscono da quelli forniti dal Ministero dell'Istruzione per il fatto che l'Istituto nazionale di statistica include nella rilevazione anche le scuole non statali (che il Ministero non censisce); d'altro canto, il Miur tiene conto anche della scuola dell'infanzia e della scuola secondaria di secondo grado, che l'Istat invece non include in questo suo rapporto.

In pratica, il quadro dell'Istat è un quadro completo (statali e non statali) ma limitato a quelle che un tempo venivano indicate come scuole elementari e medie. L'Istat fa dunque sapere che nell'anno scolastico 2010-2011 gli alunni con disabilità nella scuola primaria sono stati circa 78 mila (pari al 2,8% del totale), mentre nella scuola secondaria di primo grado sono stati poco più di 61 mila (il 3,4% del totale).

Nelle scuole primarie il 13,9% degli alunni con disabilità non è autonomo nello spostarsi all'interno dell'edificio scolastico, una percentuale che scende all'11,4% nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola primaria si registra anche la percentuale più elevata di alunni non autonomi nel mangiare (9,9%, a fronte del 6,4% di alunni della scuola secondaria) e nel recarsi al bagno da soli (20,1% degli alunni della scuola primaria contro il 13,2% della scuola secondaria di primo grado).

Gli insegnanti di sostegno (dati ripresi dal Miur) sono poco più di 63 mila: il 64,2% degli insegnanti di sostegno della scuola primaria e il 69,8% di quelli della scuola secondaria svolge l'attività a tempo pieno nello stesso plesso. La quota restante svolge la propria attività su più plessi scolastici sia all'interno dello stesso istituto sia su istituti diversi.

quindi se una su dieci..... prendiamo la cifra arrotondata per semplificare di 140.000 famiglie (i dati dei 78mila alunni alle primarie e 61 delle secondarie di primo grado) significa 14.000 ricorsi.
ecco chi è più bravo di me con i numeri e la contabilità, posto che TUTTI questi ricorsi siano stati vinti, quanto è costato alla Stato Italiano, cioè a noi. E come invece la cifra dovuta a pagare le spese processuali ed eventuali risarcimenti per danno, sarebbe potuta essere impiegata nella formazione degli insegnanti, negli stipendi etc...... Rolling Eyes

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Kodia
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MessaggioInviato: Mer Gen 18, 2012 10:38 am    Oggetto: una bomba!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Rispondi citando

La Sicilia del 18-01-2012

Insegnanti di sostegno: è caos. Il Tar impone il rapporto 1 a 1
In vista delle iscrizioni e dei prossimi organici la rischiesta di definire la questione con chiarezza tra dirigenti, uffici e azienda sanitaria

CATANIA. Sta destando notevole clamore l'esito di alcune sentenze del Tar di Catania che ha riconosciuto il diritto degli alunni diversamente abili inseriti nella scuola media ad avere, se affetti da problemi gravi, un insegnante di sostegno a testa. Le sentenze sono state notificate agli uffici scolastici regionali e provinciali, oltre che ovviamente ai capi di istituto interessati. Quella del sostegno è una problematica spinosa. Gli organici vengono assegnati alle scuole attraverso la distribuzione del budget provinciale conferito dall'ufficio scolastico regionale. Accade pertanto che spesso non è possibile riscontrare tutte le richieste che scaturiscono dalle scuole, a seguito degli alunni con certificazione «h» che risultano iscritti. In merito il preside Santo Mancuso, che dirige il 'Gabelli' di Misterbianco, evidenzia l'imbarazzo in cui ci si trova davanti ad un giusto intervento della Magistratura. C'è il dovere di dare esecuzione al dispositivo della sentenza, garantendo il diritto del minore ad avere l'assistenza educativa di un insegnante di sostegno per l'intera durata dell'orario di servizio, dall'altro lato non si può togliere o attenuare questo diritto ad altri minori. E' necessario, dunque, che l'ufficio scolastico regionale assegni ulteriori risorse conferendo qualche altra supplenza. Ma la questione rischia di diventare la goccia che fa traboccare il vaso, dal momento che sono centinaia gli alunni diversamente abili in provincia di Catania che non vedono riconosciuto pienamente il loro diritto a fruire delle attività integrative di sostegno. La stessa Andis, associazione dirigenti scolastici, ha più volte sottolineato lo squilibrio esistente tra il numero dei casi di alunni «H» presenti in una scuola e la quantità di insegnanti di sostegno assegnati. Tra l'altro è stato provato che il maggiore danno si riscontra nelle istituzioni scolastiche ubicate in territori «a rischio» o nelle periferie urbane, dove si trovano spesso anche cento alunni con certificazione «H». Un fenomeno che riguarda soprattutto il segmento della scuola secondaria di primo grado.
Il problema si pone proprio nel periodo delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico in base alle quali verranno fatte le mappe per gli organici da far funzionare a partire da settembre. Di qui la richiesta di promuovere una conferenza di servizio che tratti con urgenza le modalità per l'integrazione degli alunni diversamente abili con un confronto chiearo tra dirigenti scolastici, ufficio scolastico provincia e azienda sanitaria locale.

di Mario Castro

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