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nonostante il TAR bimbo non può andare a scuola.....

 
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Inviato: Mer Set 20, 2017 2:50 am    Oggetto: Ads

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Kodia
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MessaggioInviato: Gio Giu 23, 2011 7:49 am    Oggetto: nonostante il TAR bimbo non può andare a scuola..... Rispondi citando

ancora una storia che riguarda la somministrazione del farmaco a scuola.... quando non sanno neanche dove hano i piedi e si rimpallano le competenze, vergognoso!

La Nuova Sardegna del 21-06-2011

Sentenza disattesa per il bimbo disabile
SASSARI. Neanche una sentenza del Tar è riuscita a far tornare all’asilo un bambino autistico ed epilettico. I genitori hanno presentato un nuovo ricorso per chiederne il rispetto, mentre domani si discuterà la loro richiesta di risarcimento danni.
Ha dell’incredibile il caso del bimbo. Nonostante i giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo, il 24 marzo scorso, avessero condannato il ministero dell’Istruzione, e per esso il dirigente del circolo didattico, a provvedere entro quindici giorni a fornire al bimbo, durante l’orario scolastico, un’assistenza specialistica per somministrargli il farmaco di cui ha necessità in caso di crisi epilettiche, la situazione non è cambiata. Infatti, il piccolo, quattro anni e mezzo, per tutto l’anno non ha frequentato ed è restato a casa. E così i genitori, stanchi di aspettare una svolta che non arriva, hanno presentato un nuovo ricorso che si discuterà il 7 settembre prossimo davanti agli stessi magistrati del Tar. Perchè la loro precedente decisione non rimanga carta straccia. Ricorso non solo contro la scuola ma anche contro il Comune (rappresentato dal sindaco Gianfranco Ganau) e l’Asl n. 1, anche loro parti nel precedente giudizio e condannati a pagare ciascuno 2000 euro di spese processuali. Mentre domani i giudici prenderanno in esame la richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia per una somma non inferiore ai 35mila euro.
Scuola, Comune e Asl si rimpallano le competenze sulla salute del bambino dallo scorso anno. E solo venerdì scorso hanno firmato il protocollo «per la somministrazione di farmaci a scuola» previsto dalle linee guida ministeriali, sottoscritto per prima dalla Provincia.
«Per questo li abbiamo di nuovo citati davanti al Tar - afferma l’avvocato Riccardo Caboni, legale dei familiari del bambino -: nessuno di loro ha finora ottemperato a quanto disposto. E chiediamo anche la nomina di un commissario ad acta. Il bambino, invalido totale, in quanto tale ha diritto sia a un insegnante di sostegno che a un operatore socio sanitario che possa somministrargli il farmaco in caso di crisi acute. Quindi una figura specializzata che possa intervenire e saper gestire un’attacco epilettico entro tre minuti, in un bimbo autistico che non è purtroppo in grado di avvertire quando ha necessità di aiuto». E anche i certificati medici allegati nel ricorso richiedono la presenza di un operatore sanitario specializzato, considerata la gravità del quadro clinico del bimbo. Invece la scuola sostiene che basta aver formato tre insegnanti, con un corso di primo soccorso per dare assistenza al piccolo. Ma alla richiesta di chi fossero i docenti coinvolti, non ha mai dato risposte, negando l’accesso agli atti. Il Comune, da parte sua, si è difeso sostenendo di non avere operatori socio sanitari in convenzione e di non poter prestare l’assistenza specialistica. L’Asl invece ritiene che possa bastare l’intervento del 118 se il bambino si trovasse in gravi condizioni. E sulla stessa linea è l’assessore comunale ai Servizi sociali Michele Poddighe, medico ed ex dirigente del Pronto soccorso. «Siamo vicini alla famiglia a cui ho spiegato che neanche un operatore socio sanitario ha le competenze specifiche per questi casi».
Parole che non hanno convinto la mamma. «Una volta - racconta - mio figlio si è sentito male a casa, l’ambulanza del 118 è arrivata dopo 40 minuti e lui è rimasto per quattro giorni in rianimazione. Non voglio che questo accada più. La realtà è che non si vuole creare un precedente: a Sassari ci sono almeno altri 60 bambini nelle condizioni del mio. E la mia battaglia è per tutti loro».

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nut
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MessaggioInviato: Gio Giu 23, 2011 8:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Si rimpallano le responsabilità e nessuno muove un dito
Per lo stesso motivo un alunno che conosco l'anno scorso non ha potuto frequentare e li bastava solo un OSS
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Kodia
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MessaggioInviato: Gio Giu 23, 2011 8:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Invece la scuola sostiene che basta aver formato tre insegnanti, con un corso di primo soccorso per dare assistenza al piccolo. Ma alla richiesta di chi fossero i docenti coinvolti, non ha mai dato risposte, negando l’accesso agli atti. Il Comune, da parte sua, si è difeso sostenendo di non avere operatori socio sanitari in convenzione e di non poter prestare l’assistenza specialistica. L’Asl invece ritiene che possa bastare l’intervento del 118 se il bambino si trovasse in gravi condizioni. E sulla stessa linea è l’assessore comunale ai Servizi sociali Michele Poddighe, medico ed ex dirigente del Pronto soccorso.
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pazzesco, ognuno ha interpretato le linee guida per la somministrazione del farmaco a scuola come gli pare.......

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bazen
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MessaggioInviato: Gio Giu 23, 2011 9:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Sarebbe "bello" sapere se nel corso di primo soccorso hanno dato questo genere di indicazioni. In base a che norma negano l'accesso agli atti? L'elenco degli addetti alle misure di emergenza deve essere diffuso a tutti i lavoratori della scuola...
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daniela
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MessaggioInviato: Sab Giu 25, 2011 9:44 am    Oggetto: Rispondi citando

Questo mi pare essere un caso estremamente complicato, non si tratta di somministrare un farmaco qualsiasi e da quanto leggo è necessaria una figura specialistica che sia in grado di intervenire SE il bambino dovesse avere una crisi epilettica, e in brevissimo tempo; il fatto che neppure la mamma sia riuscita ad intervenire (come risulta da lei dichiarato nell'articolo) durante una di queste crisi, mi fa pensare che il farmaco debba essere somministrato per via endovenosa e francamente non so se un OSS può farlo.
Ma a casa come gestiranno il problema questi genitori? Hanno una figura professionale specializzata in grado di intervenire entro tre minuti? Se così fosse la stessa figura non può esser spostata sulla scuola?

Non mi è tutto molto chiaro, resta comunque il fatto che nessuno si è mobilitato per risolvere questo problema.

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Daniela
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sarduspater
neoutente


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MessaggioInviato: Dom Set 04, 2011 5:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Conosco bene il caso in quanto amico di famiglia dei genitori.
Il farmaco che dovrebbe essere somministrato è in realtà un piccolo clisterino di nome Micropam o Micronoan che chiunque potrebbe effettuare dopo aver posizionato il bambino in posizione di sicurezza.
Purtroppo nonostante la sentenza del Tar non si è avuto al momento alcun esito positivo forse in attesa dell'ulteriore pronunciamento dello stesso tribunale, previsto per il 07/09/11, per il mancato adempimento di quanto in essa previsto.
L'unica nota positiva è stata la firma il 24 Giugno del Protocollo di somministrazione dei farmaci a scuola tra il Comune di Sassari, la Provincia, la ASL 1 di Sassari e il competente Ufficio scolastico Regionale per la prov. di SS.
Il problema è che tale protocollo non è stato pubblicizzato in alcun modo per evidenti motivi tanto che la famiglia del minore ha appreso la notizia da fonti "non ufficiali".
Intanto si è ancora in attesa della sentenza del Tar relativa al risarcimento danni per quanto subito dal piccolo e dai suoi familiari.
Confido in una punizione esemplare...

Twisted Evil
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Kodia
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MessaggioInviato: Dom Set 04, 2011 8:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

ciao Sarduspater, benevenuto e grazie per aver scritto Smile
ma per questo anno scolastico il bambino avrà questa figura addetta alla somministrazione del farmaco?
Credo che dopo l'uscita dell'articolo l'esistenza del protocollo (finalmente!) sia pubblica Wink
per favore tienici informati quando esce la sentenza, è qualcosa che interessa/è utile a tutti. Saluti e complimenti a questi genitori Smile

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Kodia
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MessaggioInviato: Ven Set 16, 2011 8:16 am    Oggetto: Rispondi citando

metto qui, perchè l'argomento riguarda la somministrazione di farmaci a scuola;
letta su un avviso stilato dal dirigente scolastico e distribuito ai genitori:
- l'eventuale somministrazione di farmaci in orario scolastico può essere fatta solo dal genitore o da personale infermieristico incaricato.
- i farmaci salva vita saranno somministrati dai docenti e dal personale non docente previa autorizzazione del ds su richiesta della famiglia e certificazione scritta del medico curante specialista (durata annuale).

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Kodia
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MessaggioInviato: Gio Ott 27, 2011 2:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

olèèèèèèèèèè
è importate sapere come vanno a finire le storie:

La Nuova Sardegna del 27-10-2011

Risarcito con 2500 euro bimbo autistico

Il dirigente del circolo didattico ritenuto negligente per non avergli assicurato la somministrazione di farmaci. Condanna del Tar: per un anno il piccolo non ha potuto frequentare l’asilo. Ora è ritornato alla materna ma solo per due ore al giorno

SASSARI. Scuola condannata dal Tar a risarcire un bimbo autistico ed epilettico e i suoi genitori: lo scorso anno scolastico il bimbo era rimasto a casa perchè nessuno nell’asilo che avrebbe dovuto frequentare poteva somministrargli i farmaci di cui ha bisogno in caso di una crisi convulsiva. La sentenza fa giustizia a una famiglia riconoscendo il danno esistenziale subito, anche se la quantificazione lascia l’amaro in bocca: appena 2500 euro.
La condanna anche al pagamento delle spese di giudizio, per un totale di 3500 euro, è stata pronunciata nei confronti del ministero dell’Istruzione e del dirigente scolastico del circolo in cui il piccolo, cinque anni da compiere, è iscritto. Secondo il collegio (presidente Alberto Ravalli, consigliere Alessandro Maggio e Giorgio Manca estensore) c’è stato un «comportamento negligente». Sia nei tempi, perchè «la situazione era conosciuta dall’amministrazione scolastica quantomeno dall’anno precedente», sia «nella mancata applicazione delle direttive ministeriali». Direttive che risalgono al lontano 2005 e che prevedono, nel caso non siano disponibili operatori scolastici per la cura dei disabili, che i dirigenti stipulino accordi e convenzioni con l’Asl e i Comuni. «È una sentenza importante perché riconosce innanzi tutto il danno esistenziale del bambino e dei genitori per la mancata assistenza scolastica - afferma l’avvocato Riccardo Caboni, del foro di Cagliari, che tutela gli interessi della famiglia -. Come danno riconosciuto nei confronti dei genitori è forse la prima, o almeno una delle prime del Tar Sardegna. Ed è fondamentale, poi, il riconoscimento che abbiamo ottenuto del diritto al risarcimento del danno per la mancata attivazione del servizio di somministrazione dei farmaci a scuola». Non solo. Il legale ricorda che è un’altra vittoria importante nella battaglia giudiziaria che i genitori del bimbo stanno conducendo: «Segue infatti, quella di marzo contro il silenzio di ministero, Comune di Sassari e Asl per la mancata attivazione del servizio di somministrazione farmaci». Tutte le tre amministrazioni in quell’occasione erano state condannate al rimborso delle spese legali ed il ministero ad adempiere entro 15 giorni (scadenza non rispettata per cui è in corso un’ulteriore causa) individuando le figure professionali all’interno dell’istituto scolastico capaci di intervenire per le cure. L’unico rammarico, da parte del legale, riguarda la quantificazione «troppo bassa» del risarcimento che nella richiesta era di 40mila euro. «Per l’assegnazione di un numero insufficiente di ore di sostegno il Tar Sardegna liquida oggi 3000 euro - afferma -: è inspiegabile che per il danno relativo alla mancata frequenza scolastica ne liquidi solo 2.500».
Non è però questo che importa alla madre del piccolo. «Il danno che ha subito mio figlio non ha prezzo, come non ha prezzo la sofferenza di noi genitori nel vederlo costretto a casa. Un’assenza forzata dall’asilo che ha avuto riflessi sulle sue condizioni fisiche: quando ha l’opportunità di stare insieme agli altri bambini della sua età ne trae giovamento».
Ma c’è un’altra questione che le preme. «Viene individuata la dirigente scolastica come unica responsabile - dice -. Ma in tutta la vicenda c’è stato un continuo rimpallo di competenze tra Comune e Asl che pure avevano degli obblighi: solo il 24 giugno scorso è stato firmato il protocollo a livello provinciale che prevede in questi casi la collaborazione tra enti. Ora mio figlio è ritornato all’asilo: solo due ore al giorno però, perchè non è possibile offrigli ulteriore assistenza. È giusto, questo?»

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