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Che scuola uscirà dalla manovra?
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Inviato: Lun Ott 23, 2017 7:28 pm    Oggetto: Ads

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bazen
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MessaggioInviato: Gio Lug 21, 2011 1:12 pm    Oggetto: Che scuola uscirà dalla manovra? Rispondi citando

Come interpretate la manovra per quel che riguarda la scuola? E perché?
Da ilsole24ore:
Scuola, dagli istituti comprensivi al blocco degli organici (articolo 19). La manovra di Tremonti conferma il blocco del rinnovo del contratto che slitta di un anno, al 31 dicembre 2014. Per gli organici docenti e Ata però non ci saranno nuovi tagli, ma ci sarà il blocco degli organici dal 2012/2013. In arrivo poi una riduzione del numero delle istituzioni scolastiche dotate di autonomia e degli incarichi di dirigente scolastico.
In particolare, dall'anno scolastico 2011/2012, le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado sono aggregate in istituti scolastici comprensivi, con conseguente soppressione delle attuali corrispondenti istituzioni scolastiche autonome. Per il conseguimento dell'autonomia scolastica i citati istituti comprensivi devono avere un numero minimo di 1000 alunni, ridotti a 500 per le scuole collocate in piccole isole, comuni montani e aree geografiche con specifiche caratteristiche linguistiche.
La norma prevede poi che la direzione delle istituzioni scolastiche autonome di fatto attualmente ospitanti un numero di alunni inferiore a 500 unità, ridotto fino a 300 per specifici contesti (istituzioni site in piccole isole, comuni montani, aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche) è assegnata in reggenza a dirigenti scolastici già titolari di incarico per altri istituti. Si limita poi la possibilità di esonero e semiesonero dall'insegnamento per i docenti con funzioni vicarie dei dirigenti scolastici e arriva infine un piano straordinario di reclutamento per Invalsi e Ansas da concludersi entro il 31 agosto 2012. Obiettivo? «Potenziare il sistema nazionale di valutazione», è scritto nella manovra. Le assunzioni presso l'Ansas avranno decorrenza 1° settembre 2012, data in cui il personale in comando presso l'Ansas rientrerà in servizio nelle istituzioni scolastiche. Da quella data l'Ansas sarà soppresso e verrà ripristinato l'Indire, come ente autonomo di ricerca.

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Il testo per esteso:

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andate all'art. 19.
IMHO non aspettavano di meglio che la scusa della fretta per salvare il Paese (!) per massacrarla ancora mandando tutti allo sbando. Bella presa per i fondelli....
Potenziano l'Invalsi invece di eliminarlo...
Non comprendo come si attuerà l'accorpamento solo con queste indicazioni.
Hanno tolto altri mattoni dal basso.
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margherita
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MessaggioInviato: Dom Lug 24, 2011 1:33 pm    Oggetto: Re: Che scuola uscirà dalla manovra? Rispondi citando

[quote="bazen"]Come interpretate la manovra per quel che riguarda la scuola? E perché?
Da ilsole24ore:
Scuola, dagli istituti comprensivi al blocco degli organici (articolo 19). La manovra di Tremonti conferma il blocco del rinnovo del contratto che slitta di un anno, al 31 dicembre 2014. Per gli organici docenti e Ata però non ci saranno nuovi tagli,

non è vero nella mia scuola hanno tolto sia bidelli che docenti.....

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Kodia
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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 10:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

di seguito posto qui i vari articoli che sto leggendo e che riguardano i tagli, deve restare come documento e invito chiunque a postare articoli analoghi, grazie.

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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 10:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Redattore Sociale del 26-07-2011

Lombardia, Ledha: "Mancano 3.600 insegnanti di sostegno"
Crescono gli alunni disabili da 28.685 ai 30.470, ma i docenti sono 42 in meno (sono 11.622).
Lettera aperta alla Gelmini: ''Di nuovo discriminati''

MILANO. “In Lombardia mancano 3600 insegnanti di sostegno e gli alunni con disabilità saranno di nuovo discriminati”. È la denuncia lanciata oggi da Ledha, Lega per i diritti delle persone con disabilità, contenuta in una lettera aperta al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Dalle tabelle dell'organico di fatto emanate dall’Ufficio Scolastico regionale, infatti, risulterebbe che il numero di alunni con disabilità iscritti nelle scuole lombarde è ancora aumentato, passando dai 28.685 dello scorso anno scolastico ai 30.470 di quest’anno. "A fronte di questo importante aumento - denuncia Ledha - il ministero dell’Istruzione ha assegnato 11.622 insegnanti di sostegno, ovvero 42 in meno dell’anno appena trascorso”. Un'assegnazione che Ledha giudica “del tutto insufficiente”. Con questi numeri, infatti, il rapporto tra alunni con disabilità e insegnanti di sostegno passa da 1:2,18 a 1:2,62. “Utilizzando il rapporto medio 1:2, che ricordiamo è solo un rapporto indicativo comunque ribadito come punto di riferimento anche nell'articolo 19 dell'ultima Manovra correttiva dei conti pubblici, mancherebbero all'appello in Lombardia 3.600 insegnanti di sostegno”, calcolano da Ledha.

“Il nostro appello ad un suo tempestivo intervento per sanare questa situazione non è però un appello generico a far fronte ad una carenza di organico -si ribadisce nella lettera-. Oggi è messo in discussione il diritto degli alunni con disabilità lombardi a poter godere del diritto allo studio in condizioni di parità con gli altri alunni”. Un diritto ribadito anche da una recente sentenza del Tribunale di Milano (del 10/01/2011) secondo cui la mancanza di tutti i supporti previsti dalla legge a sostegno dell'inclusione scolastica costituisce una grave situazione di discriminazione, lesiva dei diritti umani degli studenti.

“Pur perfettamente consapevoli e convinti che la presenza degli insegnanti di sostegno non garantisca la piena inclusione degli alunni con disabilità -concludono da Ledha- siamo altrettanto certi che, nella condizione odierna della scuola italiana, una carenza così grave e diffusa non consenta ai dirigenti, agli insegnanti curricolari, agli specialisti ed agli enti locali, di poter fare pienamente la loro parte per rendere la scuola una scuola veramente di e per tutti. Per questo motivo, a nome degli alunni con disabilità lombardi e delle loro famiglie, Ledha chiede al ministro Gelmini di incrementare il numero di insegnanti di sostegno assegnati alle scuole lombarde”. Per informazioni,
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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 10:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Repubblica del 27-07-2011

Scuola, sempre più alunni disabili ma senza insegnanti di sostegno
MILANO. Sempre più disabili fra i banchi delle scuole milanesi, sempre più corta la coperta del sostegno. A oggi il provveditorato conta oltre 12.500 alunni portatori di handicap, circa 500 studenti in più rispetto all´anno scorso, che salgono a 1.300 se si guarda a due anni fa. Numeri destinati a lievitare, perché la raffica di certificazioni inviate agli uffici di via Ripamonti potrebbe proseguire, come negli anni passati, fino all´avvio del prossimo anno scolastico. Le linee guida nazionali parlano di un rapporto di un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili. Ma a Milano, anche quest´anno, si sfora. «La proporzione è uno ogni 2.60, se non di più - ammette il provveditore Giuseppe Petralia - . Le certificazioni sono una valanga ma confidiamo nelle deroghe per strappare qualche altro insegnante».
Se da un lato la direzione scolastica definisce «anomalo e preoccupante» il numero esorbitante iscritti disabili degli ultimi due anni, tanto da aver avviato un minuzioso monitoraggio delle certificazioni «per capire a fondo il fenomeno», la Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) ha inviato ieri una lettera al ministro dell´Istruzione Gelmini per chiedere che gli studenti della regione con il più alto numero di certificazioni di handicap «non vengano ancora una volta discriminati». Il dramma del sostegno che non basta, o non c´è del tutto, riguarda infatti tutta la Lombardia. A livello regionale si parla di 42 insegnanti in meno a fronte di 1.785 alunni disabili in più rispetto all´anno passato. Secondo Ledha, mancherebbero all´appello almeno 3.600 docenti per garantire il diritto allo studio di chi ha bisogno di un supporto a scuola. «Come ha già stabilito una sentenza di gennaio del tribunale di Milano - spiega Fulvio Santagostini, presidente dell´associazione - , la mancanza di tutti i supporti previsti dall´inclusione scolastica costituisce una grave situazione lesiva dei diritti umani di questi bambini».
A Milano e provincia (compresa Monza e Brianza), i posti per il sostegno attualmente assegnati dal ministero dell´Istruzione sono 4.800, di cui 328 per i bambini delle materne, 2.162 per le elementari, 1.616 per le scuole medie e 1.694 per le superiori. «L´anno scorso in organico di fatto ne avevamo 96 in più - commenta Rita Frigerio, della Cisl - e già non bastavano». Più dura la Cgil, che dopo un anno passato a colpi di ricorsi e sentenze per riuscire a garantire i diritti agli alunni più deboli, ne prospetta uno ancora più drammatico: «Non dimentichiamoci che sono stati tagliati anche i bidelli che, soprattutto alle elementari, hanno un ruolo fondamentale nell´assistenza ai disabili - spiega Pippo Frisone, responsabile Cgil scuola - . Le risorse per loro bisogna trovarle, le ore di sostegno previste devono poterle avere dalla prima all´ultima, e il rapporto deve essere di un insegnante ogni due studenti».

di Tiziana De Giorgio

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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 11:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Tribuna di Treviso del 28-07-2011

Insegnanti di sostegno, taglio di 21 posti

TREVISO. Ventuno posti in meno per gli insegnanti di sostegno nelle scuole della Marca, nonostante un aumento di 98 studenti con certificazione. Le più penalizzate nel rapporto insegnanti/alunni sono le elementari e le medie. I numeri sono stati forniti ieri dall’Ufficio scolastico provinciale e sono preoccupanti. Stando così le cose infatti a partire da settembre il rapporto medio fra insegnanti di sostegno e alunni con certificazione sarà di 2,45. «Improponibile», dicono i sindacati che ora, insieme al provveditore Maria Giuliana Bigardi, sperano, come l’anno scorso, in un aumento del contingente a settembre. Questo il dettaglio. Sono 1032 i posti di sostegno autorizzati complessivamente in provincia (589 nell’organico di diritto e 443 assegnati dall’Ufficio scolastico regionale). Gli alunni che attualmente sono provvisti di certificazione sono 2543. Nella scuola dell’infanzia i docenti assegnati sono 63 per 112 studenti (rapporto 1 insegnante per 1,77 ragazzi), alle elementari su 1086 certificazioni ci sono 410 posti (rapporto 2,64), alle medie su 847 alunni gli insegnanti di sostegno sono 324 (rapporto 2,61) e alle superiori per 498 alunni gli insegnanti sono 325 (rapporto 2,12). Nell’anno scolastico trascorso, gli alunni con certificazione erano 2.445. Gli insegnanti in organico erano inizialmente 1053. In questo modo ogni docente poteva seguire 2,32 studenti che avevano bisogno dell’aiuto di un docente per lo studio. A settembre 2010 l’Ufficio scolastico regionale aveva aumentato i docenti di sostegno di 82 unità. (l.c.)

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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 11:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Gazzetta di Parma del 29-07-2011

Tagli ai docenti di sostegno: a scuola mancano 57 "prof"

PARMA. E ora mancano anche gli insegnanti di sostegno. L’ufficio scolastico di Parma ne aveva chiesti 630 al Ministero. Il prossimo anno ne arriveranno 573.

Difficile, a meno che non si corregga il tiro, coprire la situazione di tutti i 1.236 alunni con disabilità. In alcune scuole, i genitori stanno già ricevendo informazioni sulla novità che li aspetta. Dall’ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna tranquillizzano: «La situazione è ancora in evoluzione. A fine agosto sarà assegnato altro organico. Non si lascerà sguarnito il sostegno ai disabili».

Le scuole, però, apriranno con 57 prof. in meno di quelli previsti. Secondo la legge finanziaria, ogni due studenti disabili deve esserci un insegnante di sostegno. Nella provincia di Parma, i docenti specializzati nell’assistenza degli alunni diversamente abili dovrebbero essere 618. In realtà ne sono stati richiesti di più, 630, per evitare che si ripetessero le battaglie legali dello scorso anno, quando 5 famiglie ricorsero al Tar per vedere riconosciuto ai propri figli il sostegno pieno, non solo l’assistenza di poche ore alla settimana, incassando il verdetto a proprio favore del tribunale.

Da 630 docenti a 573 la differenza si fa sentire. Il risultato è che dal prossimo anno scolastico, soprattutto per i bambini con problemi maggiori, sarà ridotto il tempo in cui sono seguiti in classe. Quella del sostegno è una materia complessa. La certificazione della disabilità è di competenza delle commissioni mediche, che a volte sono più rigide in alcune provincie rispetto ad altre. Secondo una recente ricerca della fondazione Agnelli, negli ultimi dieci anni gli alunni disabili nelle scuole italiane sono aumentati del 45%, superando quota 200 mila. Anche gli insegnanti di sostegno sono cresciuti, da 75 mila a 95 mila, con un costo per lo Stato di 4 miliardi di euro l’anno. Ma la quota di «prof» assegnati a Parma non basta a garantire le ore di sostegno previste dalla legge.

Non aiuta poi il fatto che il Comune di Parma sia a corto di risorse per il settore educativo, e quindi non riesca a coprire le situazioni più difficili con personale comunale, che integri il lavoro degli insegnanti di sostegno. «Il problema è che sono tanti anni che l’agenzia disabili sta supplendo a una mancanza del ministero sull'assegnazione di insegnanti di sostegno. - dice Giordano Mancastroppa, maestro della scuola Corazza - Ma quest’anno non sarà più possibile. Come scuola abbiamo telefonato alle famiglie degli alunni per cui sono previsti i tagli sul sostegno, di fronte a questa situazione i genitori si stanno attivando per promuovere forme di protesta».

di Enrico Gotti

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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 11:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il Gazzettino del 29-07-2011

Bortolotto: «Vicenza resta ancora penalizzata nei posti di sostegno»

VICENZA. Vicenza ancora una volta penalizzata nell'assegnazione dei posti di sostegno nella scuola. Lo denuncia in una nota l'ex segretario provinciale della Gilda Francesco Bortolotto (gli è succeduta da pochi mesi Renata Veronese), già senatore dell'Ulivo dal 1996 al 2001. Il 22 luglio l'Ufficio Scolastico Regionale ha comunicato il numero dei posti di sostegno assegnati alle province venete per il prossimo anno scolastico. «Alla faccia delle dichiarazioni della ministra Gelmini - sottolinea Bortolotto -, in nessuna provincia è rispettato il numero di due disabili per insegnante. In media, in Veneto, ogni insegnante di sostegno deve seguirne 2,48. Dalla tabella inoltre risulta una distribuzione non omogenea dei posti: la già elevatissima media regionale è superata a Vicenza, Rovigo e soprattutto Verona. Meno penalizzate Belluno, Treviso, Padova e soprattutto Venezia». Al Vicentino sono stati assegnati 1360 insegnanti di sostegno per seguire 3391 alunni disabili, con un rapporto di 2,49 per ogni docente. (anlaz)

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MessaggioInviato: Ven Lug 29, 2011 11:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

per esempio il doc che linko rigurda la provincia di Vicenza, e sono le assegnazioni dei posti di sostegno (e quindi delle ore) dalla scuola dell'infanzia alla primaria di secondo grado.
La data è 22 luglio 2011.
Che vorrà dire il segno "-" sulle ore?
E significa che i dirigenti di tutt'italia hanno già ricevuto comunicazione?

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MessaggioInviato: Sab Lug 30, 2011 12:41 am    Oggetto: Rispondi citando

intervista rilasciata da Fulvio Santagostini, presidente Ledha

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MessaggioInviato: Sab Lug 30, 2011 3:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Kodia, superlativa nei riferimenti!

Kodia ha scritto:
Che vorrà dire il segno "-" sulle ore?
E significa che i dirigenti di tutt'italia hanno già ricevuto comunicazione

Forse si riferisce a che tutte le ore richieste son coperte, mentre dove c'è un "+" sono quelle in deroga, cioè che assegneranno ad un altro insegnante????
...
Secondo me si. E alcuni dicono che possono dare le indicazioni solo a settembre.... e parlo di realtà, eh!
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MessaggioInviato: Dom Lug 31, 2011 11:34 am    Oggetto: Rispondi citando

Cmq domani dovrebbero fare "gli annunci" anche da me, scommettiamo che la DS non mi telefona? - Wink

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MessaggioInviato: Mer Ago 03, 2011 3:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Gazzetta di Parma del 03-08-2011

Tagli ai docenti di sostegno, la Provincia scrive a Napolitano e Berlusconi

PARMA. Meno 57. È il taglio di docenti di sostegno che la Finanziaria prefigura per il Parmense. Un taglio oggetto di una lettera che gli assessori provinciali Marcella Saccani e Giuseppe Romanini hanno inviato al presidente della Repubblica Napolitano, al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro dell’Istruzione Gelmini, oltre che all’assessore regionale alla Scuola e agli Uffici scolastici regionale e provinciale. Le cifre di cui si è a conoscenza parlano di una netta disparità tra la richiesta formulata al Ministero dall’Ufficio scolastico provinciale di Parma (630 insegnanti di sostegno) e gli arrivi effettivi (573): 57 persone in meno, per coprire gli oltre 1.200 alunni con disabilità delle scuole del nostro territorio.
“Il nostro gesto vuole essere un grido d’allarme e nello stesso tempo manifestare la volontà ferma della Provincia di fare arrivare la nostra voce nelle sedi istituzionali preposte, perché il tema è delicatissimo e irrinunciabile. 57 insegnanti di sostegno in meno vuol dire che più di 100 ragazzi potrebbero veder messo in discussione un diritto fondamentale”, ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani in una conferenza stampa convocata oggi in piazza della Pace. “Parma – ha aggiunto - ha costruito l’ossatura di un sistema gestionale, qui i ragazzi disabili sono stati inseriti nelle scuole quando ancora nessuna legge lo prevedeva. Vogliamo continuare su questa strada. Per questo chiediamo che i numeri vengano rivisti”.
“Questa iniziativa dice che il territorio non vuole essere rinunciatario. Tutto quello che può essere messo in campo lo mettiamo, non rinunciamo a svolgere il nostro ruolo di amministratori, però siamo consapevoli che i rimedi in sede locale non bastano”, ha spiegato l’assessore alle politiche scolastiche Giuseppe Romanini, ricordando gli oltre 5 milioni di euro di progettazione complessiva investiti dalle amministrazioni locali per gli studenti con disabilità. “C’è bisogno di una presa di coscienza più ampia – ha continuato - per chiedere con forza che l’indirizzo che è stato preso sia cambiato nella sostanza: si tratta di sottolineare un diritto e di chiedere che questo sia effettivo. Dall’anno scorso a quest’anno il numero di alunni con disabilità certificati è passato da 1.170 a 1.237, con un incremento che è principalmente nella scuola secondaria: c’è insomma un incremento di bisogno e un calo di risorse, la situazione è preoccupante. Occorre che lo stato non tiri i remi in barca, affinché si possano mantenere i livelli di integrazione che ci sono propri”.
La manovra correttiva 2011 – 2014 dedica il comma 11 dell’art. 19 al sostegno agli alunni con disabilità. Dapprima vi si dice che è possibile istituire, per gli insegnanti di sostegno, posti in deroga allorché si renda necessario per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica. Poi però vi si stabilisce che l’organico di sostegno è assegnato complessivamente alla scuola o a reti di scuole in ragione della media di un docente ogni due alunni disabili. Questo per il Parmense comporta tagli sicuri e preoccupanti rispetto alle effettive necessità. L’arbitraria riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, che non rispetta nemmeno il numero minimo previsto di un docente ogni due studenti, fa venire meno risorse considerate essenziali allo sviluppo del progetto educativo personalizzato e rischia di annullare anche gli sforzi che, insieme con le famiglie, altri soggetti (le scuole, gli enti locali, l’ausl, le associazioni) hanno messo in atto, in un sistema di collaborazione partecipato di sicura efficacia. Saccani e Romanini fanno appello a un’interpretazione della legge di manovra che metta al primo posto l’esigenza di avere a disposizione un numero di posti necessario ad assicurare la piena tutela della integrazione scolastica, per realizzare il diritto costituzionale all’istruzione e all’uguaglianza tra cittadini.
La lettera inviata dalla Provincia è stata inoltrata anche ai Comuni del territorio e alle associazioni di disabili, affinché anch’essi prendano analoghe iniziative. Le prime adesioni sono già arrivate. Hanno già aderito i Comuni di Medesano, Collecchio, Sala Baganza, Felino, Fornovo, Berceto, Borgotaro, Varano, Terenzo, Bedonia, Langhirano, Noceto, Sorbolo, Colorno, Calestano, Parma. Tra le associazioni Ens, Unione italiana ciechi, Anmic, Movimento apostolico ciechi, Fondazione Tommasini, Anffas, Face, Special Olimpics.
Nel corso della conferenza stampa hanno espresso la loro partecipazione il sindaco di Medesano Roberto Bianchi (“un’iniziativa da condividere, nel nome di quella coesione sociale che è imprescindibile”), il presidente dell’Anffas Carlo Passeri (“una presa di posizione che sosteniamo, e potremmo anche percorrere vie legali”), Remo Pattini di Special Olimpcs (“il rapporto di uno a uno tra alunno disabile e docente di sostegno è fondamentale”), Carlo Baroni della Fondazione Tommasini (“adesione convinta e piena”), il vice presidente dell’Anmic Ivano Gardelli (“in una società civile che si rispetti i più deboli devono essere tutelati”), l’assessore alle Politiche scolastiche di Colleccho Giovanni Brunazzi (“iniziativa importante, ed è importante che il tema venga sollevato”), l’assessore di Borgotaro Rossano Botto, presidente della Commissione Welfare della Provincia (“numeri preoccupanti”), la consigliera del Comune di Berceto Enrica Zoppi (“iniziativa di rilievo, servono anche altri sforzi”)
Al termine della conferenza stampa è arrivata anche una breve nota di adesione dell’assessore alle Politiche per l’infanzia e la scuola del Comune di Parma Giovanni Paolo Bernini: “Pur non essendo potuto essere presente alla presentazione dell’iniziativa per motivi istituzionali, desidero ribadire la mia vicinanza e sostegno al progetto, in quanto ritengo fondamentale un adeguamento delle risorse per garantire una presenza adeguata di una figura importante come quella dell’insegnante di sostegno.

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MessaggioInviato: Gio Ago 04, 2011 9:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Redattore Sociale del 04-08-2011

Parma, taglio al sostegno: si mobilitano no profit e enti locali
PARMA. È stato subito condiviso dal terzo settore e dagli enti locali del Parmense il grido d’allarme lanciato dalla Provincia per il taglio agli insegnanti di sostegno che si abbatterà da settembre sulla scuola. Molte le associazioni non profit che chiedono la salvaguardia del diritto alla studio per gli alunni con disabilità, a partire da Ens (Ente nazionale sordomuti), Unione italiana ciechi, Movimento apostolico ciechi e Face (Associazione famiglie cerebrolese). È una “adesione convinta” quella della Fondazione Mario Tommasini, così come quella dell’Anffas, che per bocca del presidente Carlo Passeri annuncia di poter “anche percorrere vie legali”. Per Remo Pattini di Special Olimpcs “il rapporto di uno a uno tra alunno disabile e docente di sostegno è fondamentale”. Chiede tutela per i più deboli anche il vicepresidente dell’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Ivano Gardelli: “Ci sono altri capitoli di spesa che il Governo può tagliare prima di andare a colpire i diritti delle categorie più deboli, cosa che invece si verifica troppo spesso, quasi come una scellerata consuetudine. Noi cittadini – conclude Gardelli – dovremmo pretendere la massima garanzia dei diritti per i disabili, perché se i più deboli sono tutelati, tutti siamo più forti”. All’appello indirizzato al presidente della Repubblica hanno già aderito anche i Comuni di Collecchio, Sala Baganza, Felino, Fornovo, Berceto, Borgotaro, Varano, Terenzo, Bedonia, Langhirano, Noceto, Sorbolo, Colorno, Calestano e quello di Parma. Per il sindaco di Medesano Roberto Bianchi, questa è “un’iniziativa da condividere, nel nome di quella coesione sociale che è imprescindibile”. Preoccupato per i tagli l’assessore di Borgotaro Rossano Botto, che è anche presidente della Commissione Welfare della Provincia. Per la consigliera del Comune di Berceto Enrica Zoppi, è una “iniziativa di rilievo”, ma “servono anche altri sforzi”. (ml)

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MessaggioInviato: Gio Ago 04, 2011 9:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Redattore Sociale del 04-08-2011

Tagli al sostegno scolastico, appello della Comunità di Capodarco

CAPODARCO. “I tagli ed i provvedimenti per la scuola previsti dalla manovra finanziaria del governo non solo offendono i disabili e le loro famiglie, ma creeranno disagi che rischiano di produrre costi molto più onerosi”. La Comunità di Capodarco condivide l’allarme del comune di Grottazzolina (Fermo) in seguito al prospettato taglio di una sezione alla scuola per l’infanzia “Monaldi” e ha scritto una lettera alle autorità scolastiche delle Marche e di Ascoli Piceno per denunciare i rischi incombenti sul sostegno scolastico degli alunni disabili. “A Grottazzolina – si legge nel testo a firma dal presidente don Vinicio Albanesi - la riduzione di una sezione porterà alla creazione di tre classi da 30 alunni, in una delle quali è presente un bambino disabile grave. Ciò genererà una situazione di rischio per la qualità dell’insegnamento, violando soprattutto la normativa in vigore, che prevede classi di massimo 28 alunni e di non più di 20 nei casi in cui sono inseriti alunni disabili”.

“Queste condizioni renderanno fortemente problematica la gestione dei Piani educativi individualizzati (Pei) che non coincidono con il solo progetto didattico, ma consistono in un vero e proprio progetto di vita in cui vengono definiti gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’integrazione scolastica. Ancor peggio, in tale situazione il bambino disabile sarà vissuto dagli altri bambini e alle loro famiglie come un elemento di disturbo per il regolare svolgimento dei percorsi di apprendimento”. La Comunità, attraverso la segnalazione di questo caso, intende mettere in guardia dal verificarsi di altre situazioni simili che verosimilmente si ripeteranno nell’organizzazione delle scuole in corso in queste settimane.

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