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Kodia
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 10:58 am    Oggetto: nuoto Rispondi citando

mi sto arrovellando per trovare un corso per mio figlio e leggendo questo articolo apparso oggi sul corriere diciamo che le speranze si sono rinfocolate - accidenti, complimenti a questo signore!!!!!!

Il 42enne aveva perso tutti e quattro gli arti in un incidente domestico a 16 anni
Dall'Inghilterra alla Francia: l'impresa
del nuotatore senza braccia né gambe
Philippe Coirzon ha attraversato a nuoto i 34 km del canale della Manica grazie a un boccaglio e due protesi
MILANO - Philippe Croizon c'è l'ha fatta: ha compiuto la sua missione impossibile di attraversare a nuoto i 34 km della Manica nonostante sia privo braccia e gambe. Croizon, francese 42enne che 16 anni fa perse gli arti in un incidente domestico, si è tuffato in acqua sabato mattina poco dopo le 8 a Folkestone, in Inghilterra. Alle 21,30, dopo 13 ore e mezza interminabili, è riuscito ad attraversare a nuoto il canale toccando terra alle 21.30 sulla costa francese. Croizon ha imparato a nuotare appena due anni fa. Con l'ausilio di due speciali protesi alle gambe e di un boccaglio è riuscito così a coprire la distanza che divide l'Inghilterra dalla Francia.

L'INCIDENTE DEL 1994 - Il nuotatore rimase vittima di un terribile incidente nel marzo 1994, quando subì diverse scariche elettriche a 20.000 volt mentre smontava un'antenna televisiva sul tetto di casa. Mentre era a letto dopo l'incidente e le amputazioni, 16 anni fa, promise che avrebbe fatto di tutto per tentare l'impresa. Padre di due figli, Croizon ha fatto concepire e costruire appositamente delle protesi equipaggiate di pinne che sono state fissate a quello che resta delle sue gambe. Con i monconi di braccio non può nuotare ma può aiutarsi a rimanere in equilibrio e non soffrire così il mal di mare. In media procede a meno di 3 km l'ora, contro una media di 4-5 per un nuotatore non handicappato. Ex operaio metalmeccanico, si è allenato fino a 30 ore a settimane per compiere la traversata.

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Kodia
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MessaggioInviato: Lun Ott 11, 2010 5:47 am    Oggetto: Rispondi citando

questo è un caso completamente diverso da mio figlio, ma dimostra che a volere si può..... cioè per esempio l'allenatore che si è messo lì.....naturalmente non mi aspetto certo che partecipi alle paraolimpidiadi, sarebbe un grandissimo risultato solo se imparasse a nuotare come tutti....... non demordo! Wink

La Stampa del 10-10-2010

La colletta del nuotatore autistico

Un intero paese, Castellarano, si "tassa" per mandare Kevin
alle Paralimpiadi del 2012

CASTELLARANO (RE). Quando sono in acqua mi sento come tutti gli altri». Con queste parole Kevin Casali, un ragazzo di 17 anni che soffre di autismo, una volta ha descritto alla madre la sensazione che prova mentre si allena o gareggia. Già, perché ogni giorno Kevin entra in corsia alla piscina Onda Blu di Formigine e si fa i suoi chilometri di vasche. Ma siccome dall’anno scorso ha cominciato a vincere gare su gare, e soprattutto a stare meglio, l’obiettivo è diventato ambizioso: riuscire a partecipare alle Paralimpiadi del 2012 a Londra. I risultati ottenuti finora fanno di lui qualcosa di più di una speranza per la squadra azzurra di nuoto categoria Fisdir, la federazione che raggruppa gli atleti con disabilità intellettiva relazionale: agli ultimi campionati nazionali di Pugnochiuso, Kevin si è messo in tasca i titoli di campione italiano nei 50, 100, 200 metri stile libero e nei 50 dorso. Non solo, ha stabilito anche i nuovi record italiani assoluti nei 50 e 100 stile libero, oltre che nei 50 dorso.

La strada per le prossime Paralimpiadi dunque sembrerebbe spianata, ma non è così: per allenarsi tutti i giorni e per andare in trasferta servono parecchi soldi, almeno 15mila euro all’anno, troppi per una famiglia normale come quella del giovane atleta. Ecco allora che tutta Castellarano, il paese di Kevin, si è mossa per raccogliere i fondi necessari per mandare il nuotatore a Londra fra due anni.

L’idea è nata fra le volontarie della sezione femminile della Croce Rossa, che hanno convinto l’organizzatore di una manifestazione locale di beneficenza, Alessio Aldini, a dedicare l’edizione dello scorso settembre di «Fashion Time for Charity», una sfilata di moda, al sogno paralimpico del ragazzo. L’iniziativa è riuscita: a Castellarano quella sera c’erano almeno cinquecento persone, è stato aperto un conto corrente per le sottoscrizioni e finora sono stati raccolti 8.700 euro.

Era stata invitata anche Francesca Pellegrini, ma la campionessa non è riuscita a intervenire e ha mandato un messaggio di solidarietà. La mamma di Kevin, Mirella Antoniani, ne è felice: «Il paese ha risposto benissimo. Per me una cifra così alta sarebbe stata impossibile da sostenere, anche se ci avrei provato comunque, perché vedendo i miglioramenti che ha avuto mio figlio negli ultimi due anni avrei fatto di tutto per continuare». Operaia in un’impresa di pulizie, la donna ha accompagnato il figlio in piscina fin da quando Kevin seguiva i primi corsi di acquaticità: «La prima istruttrice che ha avuto gli insegnava motricità e a socializzare con gli altri bambini. Poi quando è cresciuto e ha avuto problemi di scoliosi abbiamo trovato un istruttore, Emanuele Marinelli, che pian pianino ha visto che Kevin reagiva bene, perché lo ascoltava e imparava. Allora lo abbiamo iscritto alle prime gare ed è andata bene».

L’autismo, e la forma da cui è affetto il ragazzo è di media gravità, è un disturbo che si riverbera sulla capacità di comunicare con l’esterno. Per prevenire reazioni e crisi, bisogna preparare la persona in modo che non sia turbata da eventi imprevisti. Ecco perché tutte le volte che Kevin va a gareggiare in una piscina che non conosce, la madre lo istruisce con foto e informazioni dettagliate sul nuovo ambiente. A lui l’esperienza è subito piaciuta: «Dopo la prima gara che ha fatto gli ho chiesto come si era sentito e lui ha risposto che era felice e si sentiva come gli altri. Così abbiamo capito che gli piace stare in mezzo ai ragazzi, rispettare i tempi, ascoltare l’allenatore, e si è aperta una porta in più nel suo autismo: più fa progressi nel nuoto e più migliora nella malattia. Questo avviene in situazioni che possono provocargli disagi, perché può bastare un rumore strano o uno stato d’animo che non riesce a esprimere a provocare una crisi. Ora ha imparato ad accettare rumori e ambienti diversi».

Il suo allenatore Emanuele Marinelli, 32 anni, della società ASD Tricolore di Reggio Emilia, racconta come ha trasformato Kevin in un atleda da Olimpiadi: «Ho iniziato per caso ad allenarlo, ma adesso si è creata una sorta di simbiosi. Siamo partiti usando cartelli colorati ai quali associare delle azioni: per esempio un cartellino verde significa che deve appoggiare la testa al braccio. I risultati agonistici sono strabilianti, e lui è un vero portento. Ora gli piace la competizione e stare in mezzo agli altri, a volte lo alleno insieme ai ragazzi della squadra agonistica». Riguardo ai costi altissimi della preparazione alle Paralimpiadi, Marinelli spiega: «Spesso si allena in corsia da solo, due ore al giorno sei giorni alla settimana, e c’è un rapporto uno a uno allenatore-atleta, e questa è una spesa. Poi c’è il circuito internazionale di gare per qualificarsi, significa andare in giro per il mondo a nuotare, e siamo tre persone a spostarci». Ora Kevin è stato convocato in nazionale: è in gran forma, ma soprattutto «ha avuto un giovamento che nessuna terapia gli ha dato».

di Franco Giubilei
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MessaggioInviato: Lun Ott 11, 2010 1:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

l'Italia porta a casa 22 medaglie per il nuoto da Taipei:

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per chi è di Milano (ma magari le info riguradano tutta la Lombardia) e volesse iscrivere il/la pargolo/ a nuoto leggete qui (fonte: Bomprezzi dal forum del Corsera):

rivolgersi per informazioni alla società polisportiva milanese, tel. 02 66117030. Svolge da tanti anni attività di avviamento al nuoto, sia per ragazzi e bambini con disabilità fisica che per bambini e ragazzi con disabilità intellettiva. Dia un'occhiata al loro sito internet:

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