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LEGGE 6/2004 AMMINISTRATORE DI SOSTENGO

 
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Inviato: Mar Giu 27, 2017 4:26 am    Oggetto: Ads

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daniela
utentesenior


Registrato: 25/10/09 12:35
Messaggi: 563

MessaggioInviato: Gio Set 09, 2010 4:18 pm    Oggetto: LEGGE 6/2004 AMMINISTRATORE DI SOSTENGO Rispondi citando

Alcuni genitori con figli in età adulta hanno sentito nominare la figura dell’Amministratore di Sostegno e vogliono avere informazioni a riguardo. Ho pensato di inserire nel nostro forum alcune note sulla figura dell’Amministratore di Sostegno affinché i genitori interessati possano avere una panoramica sulla Legge 6/2004 e trovare, anche se forse solo parzialmente, una risposta alle loro domande.
Vorrei che fosse chiaro un punto importante, poiché mi è capitato di vedere nei vari forum informazioni errate:

La nomina dell’Amministratore di Sostegno NON E’ OBBLIGATORIA, ma si deve provvedere quando ciò è necessario per assicurare adeguata protezione e lo richiedano le condizioni di salute del beneficiario.


L’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

(fonte di informazione rivista La Rete anno22 8/2009)

Prima del 2004, il Codice Civile nel Libro Primo trattava la tutela giuridica in termini di interdizione e inabilitazione finalizzati principalmente al tema della protezione, salvaguardia e gestione patrimoniale.
In senso interdittivo il tasso di invalidazione di tutela era molto alto e altrettanto significativa era la stigmatizzazione di persone non ritenute abili a realizzare i propri interessi quotidiani. Pur essendo l’interdizione circoscritta a situazioni di estrema gravità, vi si ricorreva di fatto anche in casi che non necessitavano di tale forma di tutela. L’inabilitazione era invece prevista per coloro il cui stato non era talmente grave da dover dar luogo all’interdizione.
Nel 2004, a seguito di un lungo dibattito avviato nel 1986, sono stati modificati gli articoli del Codice Civile con l’emanazione della Legge nr.6 del 9 gennaio dello stesso anno che ha introdotto la figura dell’Amministratore di Sostegno. Non è stata emanata una Legge Speciale ma si è inciso su una serie di norme presenti del Libro Primo del Codice Civile in particolare sugli articoli 338, 414,417,418,424,426,427,429 in materia di interdizione e inabilitazione.
L’obiettivo della Legge, come esplicitato nell’art.1, è di tutelare con la minore limitazione possibile della capacità di agire le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporanei o permanenti. Non vi è quindi riferimento esclusivo alla gestione patrimoniale del soggetto in difficoltà ma un rimando più ampio al sostegno delle funzioni attinenti alla quotidianità della vita di una persona.
Nel testo legislativo si passa da un approccio di tutela rivolto a persone incapaci ad un approccio che si rivolge a persone in una situazione di debolezza, anche temporanea.
A questo elemento di innovazione è associato il ruolo dell’Amministratore di Sostegno quale figura di integrazione del soggetto debole rispetto alla realizzazione delle sue azioni quotidiane e non quale figura sostitutiva della sua libertà di agire, associabile al ruolo del tutore.
Da un punto di vista del processo si evidenzia uno snellimento procedurale del ricorso il cui iter si focalizza su aspetti dai risvolti solidaristici, di carattere protettivo e di tutela rispetto alla prospettiva clinica psichiatrica posta in primo piano nei procediemtni previsti per gli istituti di interdizione e inabilitazione.
L’ AdS (Amministratore di Sostegno) diventa così il primo in lista degli istituti di tutela previsti dalla legge. L’Istituto dell’AdS coinvolge quattro soggetti: Il beneficiario, l’amministratore di sostegno, il giudice tutelare e i servizi del territorio.
Nel dettaglio, i beneficiari sono le persone impossibilitate a gestire autonomamente le azioni di vita quotidiana tra cui può anche inserirsi la gestione patrimoniale. Sono coloro che incontrano serie difficoltà nell’organizzazione della propria agenda vedendo conseguentemente compromesse le possibilità di realizzazione e salvaguardia dei propri interessi.
Con la nomina dell’AdS non vengono privati della capacità di agire ma mantengono una sfera di azione propria rimanendo in autonomia e conservando la loro azione di comportamento che con gli istituti precedenti veniva sottratta.
L’AdS che può essere persona fisica o giuridica, è il soggetto che integra tale capacità di agire che comunque rimane in capo al soggetto beneficiario.
Le funzioni che esso è tenuto ad assolvere si riconducono principalmente al campo dell’assistenza e della rappresentanza del soggetto beneficiario. Al giudice tutelare sono stati assegnati compiti ampi ma anche flessibili; esso detiene la competenza di valutare la procedura per la nomina di un Amministratore di Sostegno in ragione di una serie di elementi che i soggetti coinvolti fanno presente e ha la facoltà di modulare il Decreto di nomina dell’Amministratore rispetto alle peculiarità della situazione.
Il giudice valuta di volta in volta i bisogni e le misure di protezione più adeguate, in particolare il Decreto di nomina specifica la durata ed oggetto dell’incarico, gli atti di competenza del beneficiario, gli atti in co-gestione con l’Amministratore di Sostegno, i limiti di spesa, altre condizioni relative all’Amministratore di Sostegno e le relazioni tra lo stesso e il giudice tutelare.
Infine per i servizi del territorio un traguardo raggiungibile è rappresentato dall’attivazione di reti e l’organizzazione di momenti dedicati all’Amministratore di Sostegno anche nell’ottica di sviluppare servizi specifici a sostegno dell’assolvimento della sua funzione.

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Daniela
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Kodia
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Messaggi: 2357
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 11:22 am    Oggetto: Rispondi citando

non ho capito: se tuo figlio non ha la capacità di compiere le azioni minime del qutidiano e bla bla bla sarà obbligatorio nominare l'amm. di sost, no? intendo quando compie 18 anni.....e può farlo il genitore? bisogna seguire un corso, vero?
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daniela
utentesenior


Registrato: 25/10/09 12:35
Messaggi: 563

MessaggioInviato: Lun Set 20, 2010 8:45 am    Oggetto: Rispondi citando

No Kodia non è proprio così. Come ho scritto all'inizio del post

L'amministratore di sostegno non è un obbligo; se la rete famigliare è efficace non è necessario attivare questa figura.

L'amministratore di sostegno diventa opportuno qualora sia necessaria una tutela. Ad esempio tuo figlio ha un patrimonio consistente ma non è in grado di gestirlo; le banche non accettano alcune fragilità e preferiscono che ci sia una figura competente per le operazioni bancarie; il notaio può rifiutare troppe "firme" per eventuali operazioni consistenti; ecc.

Un esempio: mio figlio diciottenne è proprietario di immobili, poichè non è in grado di assegnare il corretto valore alle sue proprietà potrebbe con una firma vendere i suoi immobili ad una cifra ridicola; se mio figlio ha un AdS a cui è stato assegnato il compito di tutelarlo in queste operazioni, mio figlio può firmare qualsiasi contratto ma non sarà mai valido senza la firma dell'AdS (il quale a sua volta dovrà rispondere di queste eventuali operazioni al GIudice Tutelare).

Le operazioni dell'AdS sono limitate e devono rispettare le autonomie del beneficiario, quindi non serve l'AdS per comprarsi un gelato.

I compiti dell'AdS non sono uguali per tutti, vengono dedotti a seconda delle capacità del beneficiario: deve essere come un abito fatto su misura.

Il genitore può fare l'AdS, per i ragazzi con disabilità solitamente è la mamma o il papà. Può farlo anche il fratello/sorella, ma qui ci sono alcune problematiche in caso di patrimonio comune perchè potrebbero esserci conflitti di interesse.

Inoltre l'AdS può essere attivato anche temporaneamente. Inoltre l'AdS non viene attivato solo per persone disabili, ma anche in altri casi come ad esempio persone gioco-dipendenti.

I corsi per l'amministratore di sostegno vengono attivati un pò ovunque.

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Daniela
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