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vela

 
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Inviato: Ven Lug 21, 2017 5:33 pm    Oggetto: Ads

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nutella
utentesenior


Registrato: 24/10/09 20:34
Messaggi: 589

MessaggioInviato: Sab Set 11, 2010 7:56 pm    Oggetto: vela Rispondi citando

Bazen visto che esiste questo spazio gli sport li mettiamo qui.
Ho un collegamento volante che va e viene perchè sono ancora al mare.
La scuola di vela di mia figlia è iniziata circa 5 anni fa con dei corsi di 10 giorni dalle nove del mattino alle 13. Hanno cominciato con optimist ed ora vanno su una barca più impegnativa.
Fanno un ora di teoria e per il resto in mare. Ma c'è tutta la preparazione della barca...la messa in acqua il montaggio delle vele...tutto fatto dai bimbi con la super visione dell'istruttore. Parte il gommone e legato ad esso tutte le barchette e poi hanno un percorso da seguire intorno a delle boe. Da due anni con la barca più grande .....vanno in barca in cinque e senza gommone.
Tutta la lezione in acqua seguendo l'istruttore, i venti, i nodi ecc. al timone e lo stick....al rientro le barche vanno lavate con la pompa e rimesse al loro posto....le vele avvolte ecc.
E' una bellissima scuola ...divertimento assicurato....ogni corso di 10 lezione costa 250 euro.....
DIPLOMA E LA COPPA A CHI LA LASCI???
Se vuoi sapere altro non esitare a chiedere.
Mia figlia segue parecchi sport!!!

_________________
vai avanti tu......che a me vien da ridere!!!!!!
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daniela
utentesenior


Registrato: 25/10/09 12:35
Messaggi: 563

MessaggioInviato: Gio Set 16, 2010 2:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

A proposito di Vela, ecco una bella storia:

La seconda vita di Giulia Di Piazza, mamma e velista non vedente

Due anni fa la cecità, a seguito di una malattia. Ad agosto la partecipazione alla regata Palermo Montecarlo e adesso tanti nuovi impegni con l’Uic. “Per vivere devi dare, creare e cercare i valori che ci sono attorno a te”
PALERMO – La storia di Giulia non è una storia qualunque, è la storia di chi ha avuto come lei la forza di rialzarsi meglio di prima: un modello non solo per chi vive la disabilità ma anche per chi deve affrontare le difficoltà che la vita gli pone. La cecità è stata il prezzo che purtroppo ha dovuto pagare per tenere sotto controllo una grave malattia. Ma ha avuto la grande forza di ripartire, con il suo sorriso solare, dando un significato pieno alla sua esistenza e trovando nuove motivazioni nell’impegno a fianco dell’Unione Italiana Ciechi e nello sport, in particolare nella barca a vela.
“Ho 43 anni, ho vissuto una vita tranquilla e normalissima fino al 20 dicembre 2006 quando dopo la nascita della mia seconda figlia, avvertii un fortissimo mal di testa. I medici mi diagnosticarono un tumore benigno per il quale dovevano essere necessarie due operazioni chirurgiche ad alto rischio – racconta -. In seguito ai due interventi, il nervo ottico non ha più funzionato, prima per un occhio e poi per l'altro. Il 19 gennaio 2009 sono diventata cieca”.
Inizia così la sua seconda vita. “La prima cosa che ho fatto è stata quella di creare le condizioni materiali che mi permettessero di riadattarmi alla mia nuova vita di non vedente. Ho studiato la malattia e preparato la mia esistenza da non vedente, mi sono attrezzata con il telefono vocalizzato e il Pc con il programma Snow Leopard. Per partire bene mi sono resa conto che dovevo conoscere la mia nuova famiglia e per questo ho deciso di recarmi all’Unione Italiana Ciechi”.
“Ho voluto quindi conoscere i compagni dell'Unione e ne sono diventata delegata nazionale e membro delle commissioni lavoro e sport – continua Giulia Di Piazza -. Ho deciso di fare tesoro dei consigli e delle esperienze che questa istituzione con i rappresentanti della sezione di Palermo mi ha dato”.

Così quella che poteva essere interpretata come una disgrazia è diventata, invece, per Giulia, la sua ricchezza perché grazie alla sua nuova condizione di non vedente è riuscita a valorizzare ancora di più la sua vita di relazione con la società.
“Oggi penso che tutto quello che si fa acquista un significato ed un valore diverso se lo si proietta principalmente verso gli altri e la società in generale – dice la giovane palermitana -. La mia scoperta è stata fondamentalmente quella che in un momento in cui una situazione di buio avrebbe potuto crearmi un allontanamento dalla realtà invece me l’ha fatta vivere di più, facendomela valorizzare in tutti i suoi aspetti. L’idea che mi sono fatta della vita è che le cose che ti succedono non sono straordinarie ma sono eventi che devono lo stesso spingerti a mantenere la serenità, sviluppando tutto il tuo potenziale con tutti gli strumenti materiali e intellettuali che hai a disposizione”.
“Mi sento molto fortunata perché ho una vita meravigliosa fatta di affetti ed impegni sociali. Per vivere devi dare, creare e cercare i valori che ci sono attorno a te – ci dice ancora la giovane -. Mi piacerebbe in futuro, anche attraverso l’Unione Italiana Cieca, dedicarmi ai bambini e giovani pluriminorati”.

Lo scorso 18 agosto Giulia Di Piazza è stata al timone di Enoch, un First 47,7, una barca progettata da Bruce Farr e costruita dalla Beneteau che ha partecipato alla regata Palermo-Montecarlo.
Uno sport che ha scoperto soltanto da quando è rimasta cieca. Perché come dice lei “la relazione con il vento non è visiva, te la senti addosso, è una sensazione primitiva. Mi sono concentrata su una miriade di rumori: le vele che sbattono, i carrelli che scorrono, l'acqua attraversata dallo scafo. Se tutto questo si riesce a collegare aggiungendo l'inclinazione della barca quando hai le mani sul timone, i suggerimenti dei compagni, puoi timonare ed è meraviglioso”.
Intanto ad ottobre riprenderà gli allenamenti in barca a vela con Lega navale di Palermo.
Giulia Di Piazza con una laurea in economia e commercio è anche attualmente delegata nazionale al Congresso dell’Unione Italiana Ciechi e membro della commissione sport e lavoro per la sezione di Palermo. (set)

fonte di informazione: Il Redattore Sociale

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Daniela
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