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PROCEDURA PER RICHIESTA AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

 
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Inviato: Lun Dic 11, 2017 11:11 am    Oggetto: Ads

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daniela
utentesenior


Registrato: 25/10/09 12:35
Messaggi: 563

MessaggioInviato: Gio Set 09, 2010 4:16 pm    Oggetto: PROCEDURA PER RICHIESTA AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO Rispondi citando

LA PROCEDURA DI NOMINA DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

(fonte di informaz. Rivista La Rete anno 22 8/2009)

La richiesta per la nomina dell’Amministratore di Sostegno deve essere presentata al Giudice Tutelare della propria giurisdizione con appositi moduli da compilare nel dettaglio.
Nella realtà trentina il richiedente deve avere necessariamente l’assistenza di un avvocato e la pratica essere preparata ed inoltrata da un ufficio legale. In altre città e Province invece si può procedere attraverso il cosiddetto “provvedimento di volontaria giurisdizione” , che non necessita dell’assistenza di un professionista. Nelle situazioni che non comportano la limitazione di diritti fondamentali della persona la pratica può essere inoltrata direttamente dai soggetti interessati, negli altri casi è necessaria l’assistenza di uno studio legale. Il ricorso va notificato oltre al beneficiario anche ai parenti entro il quarto grado e affini entro il secondo grado. E’ importante segnalare che tanto più la famiglia (sia in senso allargato che in senso stretto) è unita e concorde nel sostenere e nel richiedere l’adozione di questa misura, tanto più il Giudice sarà facilitato nelle decisioni che deve prendere. Il Giudice, esaminato poi il ricorso, emette un decreto di comparizione delle parti cioè fissa un’udienza a cui dovranno comparire: il beneficiario e il pubblico ministero (questa figura rappresenta nel giudizio lo Stato). In questa sede la persona con disabilità viene sentita dal Giudice, perché quest’ultimo, deve cercare di capire se ha veramente bisogno di aiuto e le aree dove deve essere sostenuto.

LA RICHIESTA

Qualità del richiedente. Richiedente sono solitamente i familiari della persona con disabilità che inoltra la richiesta per l’Amministratore di Sostegno o là dove esistono i presupposti il servizio sociale di zona come disposto dalla Legge.
Il motivo della richiesta. Sul ricorso che si presenta al Giudice è importante dichiarare che il beneficiario (la persona disabile) continua a compiere gli atti di ordinaria amministrazione mentre l’Amministratore di Sostegno lo aiuta a compiere solo gli atti di straordinaria amministrazione: è importante dichiarare se il beneficiario può continuare a svolgere gli atti che si ritiene che il beneficiario possa compiere da solo (l’ordinaria amministrazione) e quelli che invece necessitano del controllo e dell’assistenza dell’Amministratore di Sostegno. La persona con disabilità nei confronti della quale si chiede venga emesso il provvedimento e la situazione di difficoltà in cui vive. Il Giudice Tutelare deve costruire sulla persona un provvedimento pur avendola conosciuta solo per pochi minuti. In questo senso l’impegno che la famiglia ed i servizi coinvolti nel progetto di vita devono avere è di portare una ricca documentazione che presenti la persona in tutte le sue sfaccettature: la sua occupazione, il suo tempo libero, l’eventuale indipendenza economica, una previsione per il futuro. Nel ricorso vanno quindi allegate:
• La relazione del servizio sociale che illustra il progetto sul caso ed i servizi coinvolti;
• La relazione degli educatori (del centro, del laboratorio) che approfondiscono le aree cognitive; sociali, affettive, di apprendimento della persona
• La fotografia dell’eventuale patrimonio
La scelta dell’Amministratore di Sostegno ed il suo ruolo. E’ opportuno suggerire inoltre nel ricorso il nome di un Amministratore di Sostegno motivando nella maniera più esaustiva i motivi per i quali si è individuata quella persona. Normalmente la scelta dell’Amministratore di Sostegno cade tra i parenti perché si ritiene che colui che ha un vincolo di sangue sià più attento alle sue esigenze. La legge prevede anche la possibilità che la nomina dell’Amministratore di Sostegno venga fatta attraverso regolare testamento (ad esempio un genitore pensa al futuro del figlio): la volontà non è vincolante, ma il Giudice deve tenerne conto.
L’Amministratore di Sostegno deve tenere sempre conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario: per questo deve informare il beneficiario sugli atti che sta compiendo perché potrebbe sussistere un dissenso tra i due soggetti. Deve esserci dunque un continuo confronto tra amministratore di sostegno e il beneficiario, ma sempre nei limiti di provvedimento di nomina e solo per gli atti che sono stati definiti come straordinaria amministrazione dalla sentenza.


L’UDIENZA
Al deposito del ricorso fa seguito un’udienza dal Giudice Tutelare il quale, in possesso di tutta la documentazione menzionata, verifica che la situazione presentata è effettivamente corrispondente al vero e se con le informazioni a disposizione è in grado di prendere decisioni a riguardo. Qualora la documentazione risultasse inesatta o presentasse lacune considerevoli, il Giudice è costretto a disporre una consulenza tecnica d’ufficio (esterna e quindi neutra), cioè una nuova perizia sul beneficiario allungando di molto i tempi per la procedura. Se invece il richiedente ha argomentato bene, attraverso la sua relazione, allegando inoltre una relazione medica e sociale, mediante il colloquio con il beneficiario, il Giudice avrà conferma di quanto scritto e non vedrà la necessità di ulteriori perizie o ulteriori relazioni.

LA NOMINA
La nomina dell’Amministratore di Sostegno avviene dopo le dovute verifiche accompagnate da eventuali perizie con un provvedimento di nomina che specifica in quali categorie di atti l’Amministratore di Sostegno deve operare in assistenza o in sostituzione della persona con difficoltà. Il rapporto dell’Amministratore di Sostegno con il Giudice Tutelare è periodico e stabilito sul decreto di nomina dell’Amministratore di Sostegno. Annualmente è necessario presentare al Giudice una relazione aggiornata sulla situazione del beneficiario nei suoi vari aspetti: la sfera del benessere psicologico, del tempo libero, dell’integrazione sociale, della gestione del patrimonio.

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Daniela
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