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Che scuola uscirà dalla manovra?
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Kodia
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MessaggioInviato: Gio Ago 04, 2011 9:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Nazione del 04-08-2011

«Mancano insegnanti per gli alunni disabili»
GROSSETO. Tra i nodi che la provincia dovrà sciogliere appena dopo l'estate c'è quello della scuola e degli insegnanti di sostengo per gli alunni disabili. Dal circolo dell'Italia dei Valori di Grosseto, intitolato proprio a Don Milani, il presidente Antonio Petitti e i vice presidenti Giuseppe Recci e Giovanna Antognazza hanno fatto i conti per descrivere la situazione che il mese prossimo si aprirà per le famiglie grossetane. Gli alunni disabili in provincia di Grosseto sono 523, dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Per loro sono state assegnate in tutto 244 cattedre (comunque più dell'anno scorso). «Vale a dire che secondo i parametri previsti per legge affermano dal circolo dell'Idv mancano diciotto cattedre per coprire il già insufficiente rapporto di un insegnante su due alunni». «Ora le speranze delle famiglie - dal circolo - sono aggrappate a una nuova lotteria che si chiama posti in deroga per l'anno scolastico 2011/12' e che vedrà assegnate cattedre in deroga per i casi di particolare gravità'. Quante cattedre saranno assegnate non è ancora dato sapere e stando ai dati provinciali dello scorso anno, non saranno sufficienti neanche a coprire il rapporto 1 a 2, e, comunque, genereranno una nuova guerra tra poveri». Su questo piano si sta muovendo il consigliere provinciale Idv, Anna Maria Carbone, che è già intervenuta in consiglio a supporto di una mozione della maggioranza che riguardava l'argomento. «Ci sono famiglie che hanno scelto di rivolgersi al Tribunale afferma per ottenere i loro diritti. Molti vincono questi ricorsi per ottenere più ore a disposizione, ma il riconoscimento vale per un anno. Quindi ogni anno devono rifare ricorso».

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MessaggioInviato: Dom Ago 07, 2011 3:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

posto qui perchè è strabiliante e smacca rispetto alle altre notizie Very Happy
addirittura si menziona il GLIP...... ho i lucciconi.....

La Provincia Pavese del 07-08-2011

[b]Il ministero approva il progetto sull’inclusione
PAVIA. Il terzo circolo di Pavia è stato incluso dal ministero nella graduatoria dei progetti approvati che avevano come scopo quello di favorire l’inclusione scolastica. Il bando prevede anche il finanziamento dei progetti presentati. Il terzo circolo è dal 2002 scuola polo del Centro territoriale risorse handicap ed è un punto di riferimento per il territorio. Organizza incontri formativi e didattici per insegnanti, dirigenti scolastici e genitori su diverse tematiche intrecciate alla disabilità. Ha al suo attivo numerosi progetti. Il più recente è il seminario provinciale “I care...oltre le parole”: un progetto iniziato nel 2007 che ha permesso di esaminare una serie di “buone prassi” per l’inserimento scolastico di bambini con difficoltà . Ma nel corso dell’anno scolastico 2010/11 i bambini del terzo circolo e le loro insegnanti si sono occupati anche del progetto “ Autismo..si continua...”. A fine maggio, in collaborazione con il Glip di Pavia è stata messa in cantiere la seconda giornata di sensibilizzazione indirizzata a coloro che, per motivi diversi, incontrano bambini con disturbo dello spettro autistico. Negli anni precedenti il gruppo di lavoro si è occupato anche di attività di psicomotricità. E nelle aule della scuola si sono avvicendati esperti, genitori che hanno portato la propria esperienza di vita e insegnanti .
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MessaggioInviato: Dom Ago 07, 2011 6:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

qualcosa di buono succede ....meno male!!
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bazen
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MessaggioInviato: Dom Ago 07, 2011 9:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Interessante; come lo sarebbe sapere come si organizzano questi circoli "virtuosi", ed in particolare i docenti di sostegno, dopo i tagli.
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MessaggioInviato: Gio Ago 25, 2011 10:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il Cittadino del 25-08-2011

Disabili senza docenti di sostegno
LODI. Il 35 per cento degli alunni disabili resta senza un insegnante di sostegno. In barba alla circolare del ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini che lo scorso 13 luglio ha stabilito che è necessario un docente ogni due alunni disabili. Nel Lodigiano, invece, nell’anno scolastico che si sta per aprire, stante le risorse assegnate, il rapporto è superiore addirittura a un docente ogni 3 alunni. Su 731 scolari con disabilità i posti assegnati sono 272. Dei 731, però, 140 sono disabili gravi e necessiterebbero, secondo la normativa, di un docente tutto per loro. Per questi ultimi, l’Ufficio scolastico provinciale sta attendendo la deroga dal Ministero. «La sofferenza - annota dal Provveditorato il referente del servizio Gianluigi Cornalba - è a livello regionale. Nelle scuole del Lodigiano, rispetto alle esigenze effettive, manca il 35 per cento dei docenti di sostegno. Sui 400 necessari, ne abbiamo solo 272, mentre lo scorso anno erano 303». Alle risorse assegnate dall’Ufficio scolastico provinciale si aggiungono gli assistenti ad personam coordinati, per 43 comuni della provincia, dal Consorzio lodigiano per i servizi alla persona. «Quest’anno - spiega il referente del Consorzio, Andrea Varischi - abbiamo assegnato circa 200 educatori per 267 alunni. La novità di quest’anno però è il progetto sperimentale avviato a Sant’Angelo e Codogno. Se funziona, il modello sarà esteso in tutta la provincia. I 43 comuni coinvolti investono quest’anno 2milioni e 700mila euro. Per la prima volta si lavora tutti insieme: le scuole, il Provveditorato, l’Ufficio di piano, il Consorzio, la neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliera e i comuni. In questo modo si riesce a fare dei progetti mirati sui singoli alunni. Non si lavora più in astratto, ma in concreto, per soddisfare al meglio l’accoglienza di ciascuno. Grazie alla guida dell’Ufficio di piano e alla responsabile Donatella Barberis, che si è fatta portavoce di questi esperimenti, abbiamo modificato il modo di lavorare, collaborando tra noi».Più volte l’associazione Intesa, coordinata da Alessandro Manfredi, ha “portato in piazza” quella che definisce una discriminazione attuata da questo governo nei confronti dei disabili e dei loro diritti. «L’orientamento - commenta Manfredi - è quello dei tagli al sociale che poi va a toccare le fasce più deboli. La questione dei docenti di sostegno s’inquadra nei tagli complessivi al sistema scolastico italiano. La riduzione degli interventi a favore di queste persone così com’è non può essere accettata. Ai primi di settembre convoco il direttivo e questo sarà uno dei primi temi all’ordine del giorno. È un problema grosso che rischia di portare a un degrado dell’assistenza fino a qui fornita. Per quanto riguarda la disabilità c’è ancora tanto da fare, ma invece di andare avanti, si torna indietro».

di Cristina Vercellone

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MessaggioInviato: Mer Ago 31, 2011 3:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il Sole 24 Ore del 31-08-2011

Emergenza studenti disabili Milano ai limiti di legge ]MILANO. A Milano è allarme elementari. Tra tutti gli ordini di scuola, le primarie sono le più sofferenti nel capoluogo, che "vanta" la media più alta di alunni per classe in tutta la Lombardia. Al boom degli iscritti ha corrisposto il taglio dei docenti, delle classi e delle ore di lezione. Non riguarda solo le primarie, invece, il problema degli insegnanti di sostegno: anche in quest'ambito Milano fa segnare un triste record, quello del più alto numero di studenti disabili affidati a un solo docente. Completano lo scenario le difficoltà delle scuole serali: nella città meneghina a volte bisogna lottare anche per ottenere la formazione delle classi. Nelle aule delle elementari 2011/12 un insegnante milanese (o di Monza: le due province sono conteggiate insieme) si troverà di fronte in media 21 bambini. Tre in più di quelli che dovrà gestire un suo collega di Sondrio, quasi due in più rispetto a Como. A tallonare Milano ci sono Lodi (20,68 alunni per classe) e Pavia (20,39), seguite da Varese (20,0Cool e Mantova (19,85). Il capoluogo lombardo è nettamente sopra la media regionale: 20,92 contro 20,08. «Milano è messa peggio delle altre province spiega Carlo Giuffrè, segretario generale Uil Scuola Lombardia . Non solo perché ha più alunni e più scuole, ma anche perché il tempo pieno è molto diffuso: parliamo del 93% delle famiglie. Il taglio dei docenti si fa sentire. Due anni fa si garantivano ai ragazzi 44 ore di insegnamento alla settimana. L'anno scorso siamo scesi a 42. E quest'anno siamo sulle 40». Qualcuno fa notare che nelle primarie milanesi ci sono comunque più insegnanti rispetto ad altri Paesi. «È il caso della Francia dice Attilio Paparazzo, segretario generale Flc Cgil Milano . Ma lì i ragazzi fanno un orario più ridotto e gli insegnanti non devono controllarli anche in mensa, come accade da noi». Chi difende il tempo pieno difende uno dei fiori all'occhiello della scuola meneghina. «È un servizio utile per le donne lavoratrici che vivono in città commenta Rita Frigerio, segretario generale Cisl Scuola Milano . Ma in questo momento lo stiamo garantendo in condizioni di sotto-organico». I tagli degli insegnanti sono in continuo aumento: 297 in meno tra l'organico di diritto 2008/09 e quello 2009/10, 426 in meno tra quest'ultimo e quello 2010/11, 455 in meno tra l'anno scorso e quello che sta per iniziare. In 3 anni sono "spariti" 1.178 docenti. E sono cresciuti gli alunni: 5.610 in più dal 2008 (1.226 in più solo dal 2010/11 al 2011/12). Ad aprile scorso le classi previste per quest'anno erano 35 in meno rispetto a quelle dell'anno appena concluso: inevitabile che il numero di bambini per classe sia destinato ad aumentare. «In queste condizioni la qualità dell'insegnamento si abbassa» dice Giuffrè. Allargando lo sguardo a tutti gli ordini di scuola, dall'asilo alle superiori, il problema più urgente è quello degli insegnanti di sostegno. Al momento Milano ha la più alta media di alunni disabili assegnati a un singolo docente: 2,66, un primato in condivisione con Cremona, Lodi e Mantova. Le più virtuose sono Sondrio e Bergamo, rispettivamente con 2,14 e 2,52 studenti per insegnante. «In ogni caso siamo sopra la soglia di legge spiega Paparazzo . Ogni professore non dovrebbe avere in carico più di due ragazzi». Quindi le scuole lombarde sono in una situazione di illegalità? «In realtà no sorride amara Frigerio . La legge 244/2007 impone di non superare un rapporto medio nazionale di 2 a 1. E a livello nazionale questo limite è rispettato. Segno che altre regioni se la passano meglio di noi». Quest'anno a Milano ci saranno 97 docenti in meno rispetto al 2010/11, a fronte di 596 iscritti disabili in più. E 4.800 professori per 12.835 alunni non possono bastare. «Per seguire adeguatamente tutti i ragazzi che ne hanno diritto ci vorrebbero altri 1.500 insegnanti dice Paparazzo . Particolarmente critica la realtà delle superiori, dove ci avviciniamo molto a una media di un professore ogni tre studenti». In tutta la Lombardia, secondo i dati della Flc Cgil, mancano 3.613 docenti di sostegno: quasi un quarto dei 15.235 che dovrebbero essere presenti per legge. Gli altri numeri forniti da sindacati e associazioni completano il quadro della scuola milanese. Quest'anno 118 istituti saranno guidati da un "reggente", anziché da un dirigente scolastico (il vecchio "preside") a tempo pieno. L'anno scorso erano 77: sono aumentati del 53%. Agli alunni delle medie si potranno garantire 33 ore settimanali di lezione: «Secondo la riforma Gelmini ricorda Giuffrè dovevamo essere tra le 38 e le 40». Un tasto dolente è quello delle scuole serali: «Secondo i dati Ocse siamo agli ultimi posti per il livello di istruzione lungo tutto l'arco della vita dice Frigerio . Un indicatore importante anche per il livello di integrazione tra i cittadini. Anziché aiutare il lavoratore adulto, e molto spesso straniero, a finire gli studi e acquisire le competenze necessarie per entrare nel mercato del lavoro, lo si respinge per risparmiare sul numero dei docenti. Un caso tipico è quello dell'Istituto professionale Bertarelli, dove siamo in lotta da maggio contro il taglio delle classi che ci è stato prospettato». Anche la situazione delle serali è in forte peggioramento. «Stiamo regredendo nettamente rispetto agli anni '70, '80 e '90» sintetizza Paparazzo. A Milano, neanche diplomarsi "da grande" è un'impresa semplice.

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MessaggioInviato: Mar Set 06, 2011 4:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

La Città di Salerno del 06-09-2011

Scuola, esplode la rabbia. Sostegno, mancano 700 insegnanti all'appello
SALERNO. Mancano pochi giorni alla riapertura delle scuole, ma non si placa la protesta dei precari salernitani. Ieri la rabbia dei precari è esplosa durante il presidio attuato nei pressi della prefettura, quando è stata occupata parte di via Roma. La protesta ha bloccato il traffico cittadino. Il prefetto Marchione ha incontrato una delegazione dei manifestanti, promettendo il suo interessamento. I genitori degli alunni disabili denunciano: mancano 700 insegnanti di sostegno in tutta la provincia.
«In provincia di Salerno, solo incrociando i dati ufficiali - che riteniamo siano in difetto rispetto alla realtà della disabilità a scuola - risulta palesemente violata la sentenza della Corte Costituzionale del febbraio 2010 che impone che gli insegnanti di sostegno siano pari alle effettive esigenze dell’alunno con diverse abilità». Questa la denuncia dei genitori degli alunni disabili della provincia di Salerno che, unitamente ai docenti e agli Ata precari, hanno stimato - numeri alla mano - che sono circa 690 gli insegnanti di sostegno che attualmente mancano per garantire l’integrazione scolastica dei bambini meno fortunati. Questo il quadro venuto fuori dalle ricerche svolte: nella scuola dell’infanzia ci sono 220 disabili gravi e 217 docenti (il rapporto 1/1 in questo caso viene sfiorato), nella scuola primaria a fronte di 945 disabili gravi ci sono 717 docenti (il rapporto sale a 1/1,3), nella scuola primaria di primo grado sono 795 i disabili gravi e 588 i docenti (con un rapporto di 1/1,4), nella scuola primaria di secondo grado il rapporto raggiunge addirittura 1/1.6 con 971 alunni disabili e 599 insegnanti. «A questi numeri si devono poi aggiungere gli alunni con disabilità lievi e quella vasta platea di bambini e ragazzi alle prese con un sempre più diffuso disagio sociale - afferma Angelo Di Tore, presidente di "Diversabili insieme" di Battipaglia - che non vengono né contemplati nel conteggio né tantomeno supportati da personale specializzato». Il tutto «a discapito della qualità della prestazione dell’insegnante e dell’apprendimento». (fi.lo.)

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MessaggioInviato: Ven Set 09, 2011 10:39 am    Oggetto: Rispondi citando

addirittura? maddai, che nun ce lo sapevo......

Corriere del Veneto del 09-09-2011

Pochi insegnanti di sostegno Il Veneto finisce «fuorilegge» VENEZIA. Senza esitazione: fuorilegge. È allarme in Veneto per gli insegnanti di sostegno. Il rapporto tra gli studenti disabili e i docenti infatti, nella regione, non rispetta - e in qualche caso neanche lontanamente - le indicazioni ministeriali. Secondo il Miur (Ministero per l'istruzione, università e ricerca) dovrebbe esserci un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili, ovviamente con possibilità di deroga nei casi meno gravi. Solo che in Veneto quest'anno, il rapporto si attesta su 1 insegnante ogni 2,5. Detta così, anche se fuori dai parametri, non sarebbe uno scandalo. Se non fosse che all'interno del conteggio finiscono anche le province meno popolose, da Belluno a Rovigo, in cui la concentrazione di studenti è minore. «Nelle grandi città, a Venezia e Verona soprattutto il rapporto sale anche a un insegnante ogni 3,8 alunni - spiega Alessandra Michieletto, di "Sfida", il sindacato famiglie italiane disabili - anche per il 70% delle scuole vicentine c'è lo stesso problema. Con numeri così, affiancare realmente i ragazzini disabili è praticamente impossibile, altro che integrazione». I conti sono presto fatti. Gli alunni che hanno presentato certificazione di disabilità in Veneto per quest'anno scolastico sono 14.910, con un aumento di 1.097 unità rispetto all'anno precedente. I posti di sostegno, invece, sono 5960. E quindi (a deroghe già conteggiate) vi è una richiesta, in questo momento, di 755 posti in più rispetto agli attuali. «Ci sono situazioni limite che saranno ingestibili - continua Michieletto - la scuola primaria di Murano, per dirne una. Con due casi di sostegno completo (22 ore ciascuno) e tre parziali (12 ore ciascuno) hanno avuto un solo insegnante invece che i tre che sarebbero necessari a coprire la richiesta». Nemmeno alle superiori va meglio. All'istituto professionale «Musatti» di Dolo, con 51 certificazioni totali ci sono soltanto 17 insegnanti, e al Barbarigo di Venezia, 10 insegnanti per 38 certificazioni. «Chi seguirà questi ragazzi? Nessuno - dice Michieletto - anche il numero di alunni per classe, poi, non è stato rispettato. Dovrebbero essere al massimo 20 studenti, in caso della presenza in classe di uno studente disabile, invece si arriva tranquillamente a 28, e non stiamo parlando di difficoltà di apprendimento, ma di ragazzini down, autistici, che hanno bisogno di essere seguiti passo dopo passo». E per protestare molte mamme lunedì non li porteranno proprio a scuola. O si presenteranno con l'avvocato di fiducia. «Ci hanno chiamato in molte per avvisarci - spiega Michieletto - qualche ragazzo andrà a scuola con gli accompagnatori dei servizi comunali, ma altri non andranno proprio. Hanno ragione. Il loro è un diritto, e in questo caso non viene rispettato». Sulla questione è intervenuta ieri, durante il question time alla Camera, anche l'onorevole Simonetta Rubinato del Pd: «Il rapporto tra gli insegnanti di sostegno e gli studenti disabili in Veneto è di 1 a 2,5 - ha detto - e a quattro giorni dal ritorno a scuola non è ancora stata ancora disposta alcuna deroga. Il Ministero deve intervenire perché la situazione venutasi a creare in Veneto, è del tutto insostenibile».

di Alice D'Este

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bazen
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MessaggioInviato: Sab Set 10, 2011 8:21 am    Oggetto: Rispondi citando

ilCittadino
Mancano i prof di sostegno, sono 272 e ne servono 400
LODI-Allarme sui docenti di sostegno da parte di Alessandro Manfredi. «I dati dei tagli agli insegnanti di sostegno parlano chiaro - commenta il presidente del gruppo Intesa -: a fronte dei 400 posti richiesti; l’ufficio scolastico regionale ha assegnato solamente 272 posti al Lodigiano. Quindi un insegnante di sostegno dovrà seguire almeno 3 alunni diversamente abili. Nelle scuole lodigiane sono 731 gli alunni disabili e 140 di loro richiedono il rapporto 1 a 1. L’inizio dell’anno scolastico vedrà bambini in condizioni di grave disabilità che non avranno garantito il loro diritto all’istruzione o addirittura alla frequenza scolastica». Ma la situazione è drammatica anche per gli altri disabili. Anche in questo caso, infatti, «i tagli equivarrebbero alla mancanza di insegnanti di ruolo nelle aule scolastiche per alcune ore alla settimana - dice Manfredi -; come se ci limitassimo a qualcuno che passa ogni tanto da quelle parti buttando lì un occhio; come la prenderebbero i genitori, sapendo che in quelle ore i loro bambini sono abbandonati a loro stessi senza nessuno che li segua? Cosa dire poi di insegnanti non specializzati, che debbono loro malgrado sostituire colleghi adeguatamente preparati a svolgere il ruolo di insegnante di sostegno? È facile inoltre intuire che il programma di tagli, che ad oggi prevede l’eliminazione dell’ufficio scolastico territoriale di Lodi, potrà provocare un’enorme difficoltà». I genitori dei bambini disabili, attraverso il gruppo Intesa associazioni disabili della provincia di Lodi e l’associazione Genitori tosti hanno richiesto un incontro al direttore scolastico regionale affinché nella assegnazione degli insegnanti in deroga si tenga conto della grave situazione di Lodi. Chiedono inoltre che si apra un tavolo di lavoro territoriale per un programma di valorizzazione e di gestione delle risorse scolastiche, in particolare per la realizzazione di un piano sul sostegno quale risorsa sia per gli alunni con handicap, sia verso l’intera classe; per la restituzione del diritto ai bambini (oggi in parte negato) di ottenere un sostegno in rapporto 1 a 1. Chiedono inoltre ai dirigenti scolastici di attuare quanto previsto dalla legge 104, convocando i Glh (gruppo di lavoro sull’handicap, formato da docenti, rappresentanti dei genitori, direttori scolastici, autorità sanitarie e rappresentanti delle associazioni) in ogni scuola, rendendo noti gli obiettivi. «Nel caso in cui, anche a seguito di queste azioni, i genitori degli alunni con handicap vedessero ancora negati i loro diritti - dice Manfredi -, si aprirebbe la strada del ricorso al Tar, un’azione che, in virtù della sentenza della Corte costituzionale n.80 del 2010, ha visto lo scorso anno restituire un numero significativo di cattedre in regione, grazie anche al supporto dell’ufficio legale della Ledha, Lega per i diritti delle persone con disabilità. L’Intesa è intenzionata ad andare avanti nella battaglia, chiedendo anche il sostegno delle istituzioni (provincia e comuni) e delle forze politiche e sociali del territorio. Giovedì 15 settembre, alle 17, avrà luogo una assemblea delle associazioni e dei genitori degli alunni, presso la scuola Arcobaleno di Lodi.C. V.
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MessaggioInviato: Mar Ott 25, 2011 9:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

4 insegnanti per 118 alunni?

Il Gazzettino del 25-10-2011

Alunni disabili in crescita, il sostegno non è garantito

TREVISO. Quattro insegnanti di sostegno in più per 118 nuovi alunni disabili. È l'incredibile rapporto, ora messo nero su bianco dal provveditorato, che a inizio settembre ha scatenato il caos attorno ai ragazzi "certificati" e fatto temere a centinaia di famiglie che il proprio figlio con disabilità restasse senza l'aiuto di un docente incaricato di seguirne l'integrazione scolastica. Quest'anno, infatti, nelle aule degli istituti trevigiani ci sono 118 cosiddetti "alunni H" in più rispetto all'anno scorso (279 in più rispetto al 2009/10). Il tutto a fronte di un aumento degli insegnanti di sostegno di appena 4 unità (e per fortuna che l'ufficio scolastico regionale ha concesso 108 deroghe). La coperta è corta, il problema diffuso. Alle superiori si contano 26 studenti disabili in più e 10,5 posti per docenti in meno. Alle medie addirittura 47 ragazzi "certificati" in più e 1,5 "cattedre" in meno. I posti di sostegno aumentano solo alle elementari, dove ci sono 57 alunni disabili in più a fronte di un aumento di 24,5 "cattedre". Fa storia a sè, infine, la scuola dell'infanzia: quest'anno i piccoli da seguire da vicino sono 12 in meno e i posti sono calati di 8,5 unità. Così si arriva al totale di 2.545 "alunni H" (di cui 825 con disabilità gravi) su 110.805 studenti (l'anno scorso erano 2.427 su 109.324). Fatta la dovuta divisione si scopre che nelle scuole trevigiane ci sono 1.139 posti di sostegno pari ad un insegnante ogni 2,24 studenti disabili. «Il risultato è che quasi tutti i ragazzi non vengono più seguiti come prima perché per tappare i buchi sono stati spalmati i monte-ore - fa il punto Giuseppe Morgante (Uil-Scuola) - questo potrebbe portare a un'ondata di ricorsi, visto che i genitori hanno anche la possibilità di ricorrere al giudice per vedersi assegnare, in deroga, un insegnante che copra tutto l'orario che per legge spetta al loro figlio». Quello stesso orario, stabilito dalle commissioni mediche delle Usl, che in nome del risparmio è passato sotto la mannaia dell'ufficio scolastico regionale. «Ma non si può risparmiare sulla spesa negando un diritto ai disabili - conclude Morgante - tanto più che senza insegnante di sostegno si va a ledere anche il giusto diritto all'istruzione dei cosiddetti normodotati e così, invece di risparmiare, ci sono due sprechi». (mf)

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MessaggioInviato: Ven Ott 28, 2011 3:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Redattore Sociale del 28-10-2011

Toscana, 700 studenti disabili senza sostegno
FIRENZE. In Toscana circa 700 studenti disabili sono costretti a non seguire gran parte delle lezioni perché mancano gli insegnanti di sostegno. E’ la denuncia lanciata dal Coordinamento scuola bene comune di Lucca e da alcuni genitori di ragazzi disabili, secondo cui per fronteggiare questa vera e propria emergenza servirebbero almeno 300 insegnanti di sostegno. L’Ufficio Scolastico Regionale, più volte interpellato da associazioni, sindacati e famiglie, si giustifica dicendo che mancano le risorse economiche per stipendiare tali docenti. Eppure, replicano dal Coordinamento scuola bene Comune di Lucca, lo scorso 14 ottobre l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna ha assegnato 303 nuovi posti di sostegno per l’anno scolastico in corso. Con una nota diffusa agli uffici territoriali e alle organizzazioni sindacali, l’Ufficio emiliano ha annunciato l’integrazione di 303 nuovi posti in deroga in considerazione della gravità dei casi segnalati e dell’aumento del numero degli alunni con disabilità grave.

Associazioni, sindacati e famiglie toscane chiedono pertanto che la stessa decisione (“un atto di coraggio politico”) venga presa anche in Toscana. In caso contrario, “siamo pronti a ricorrere al Tar in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n° 80 del 2010”. Una sentenza che dichiara non legittima la procedura di non assegnazione di un insegnanti di sostegno ogni due alunni disabili e secondo cui “i genitori i cui figli abbiano una certificazione di handicap grave ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge n° 104/92, potranno chiedere le ore ‘in deroga’, qualora ritengano che le ore assegnate siano insufficienti ad affrontare i problemi didattici del loro figlio”.

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MessaggioInviato: Dom Nov 27, 2011 10:52 am    Oggetto: Rispondi citando

per tenere aggiornato questo post....... siamo ormai a fine novembre e.....? stanno rifacendo le graduatorie un po' ovunque e succede pure che all'improvviso l'ins. di sostegno viene a mancare in attesa che quello nuovo avente diritto confermi..... cose dell'altro mondo!!!!!!

La Stampa del 26-11-2011

Gli studenti disabili aspettano ancora i "docenti regionali"
Più casi certificati e più gravi. Le associazioni che lavorano per l'integrazione scolastica dei disabili denunciano che i tagli hanno ridotto le ore di sostegno

TORINO. C'è preoccupazione e sconcerto tra le associazioni che lavorano per l'integrazione degli studenti disabili di fronte al ritardo con cui sta procedendo l'iter burocratico in vista dell'assegnazione di posti aggiuntivi agli organici della scuola piemontese resi possibili dalle risorse stanziate dalla Regione («salvaprecari»).

Nei giorni scorsi l'assessore all'Istruzione Alberto Cirio aveva annunciato la distribuzione di 577 posti a 400 scuole del territorio. «Da allora è trascorsa un'altra settimana - sottolinea Marisa Faloppa, presidente del Comitato per l'Integrazione Scolastica - e i ragazzi continuano ad essere privi di aiuto. Siamo a fine novembre: nelle scuole si attende con ansia l'arrivo di questo personale in un tempo in cui le ore di sostegno sono diminuite a fronte dell'aumento dei casi certificati e della gravità». Marisa Faloppa cita casi come quello di una scuola media del Canavese, dove lo scorso anno una ragazza poteva contare su 14 ore di sostegno mentre quest'anno la sua insegnante dedica quattro ore e mezzo e quattro studenti, uno dei quali grave. «In queste condizioni è inaccettabile che si arrivi a dicembre per mettere a disposizione 200 insegnanti. Le famiglie sono scoraggiate, deluse».

«Il ritardo non dipende certo da noi - replica l'assessore Cirio -, anzi. Il Piemonte è, con la Puglia, la sola Regione ad aver stanziato risorse per integrare gli organici. Inoltre, siamo la regione che, con 447 docenti di sostegno concessi in deroga, ha il rapporto più vicino allo standard europeo di uno ogni due studenti disabili. Il fatto è che il ministero è in ritardo nella pubblicazione delle graduatorie da cui le scuole dovrebbero attingere». Un dato di fatto. Al quale però se ne unisce un altro: la mancata firma della convenzione Regione-Miur a causa - si dice insistentemente - della «clausola piemontesità», cioè l'indicazione in base alla quale i posti dovrebbero andare a chi ha lavorato in Piemonte negli ultimi anni. I segretari di Cisl e Uil Scuola, Enzo Pappalettera e Diego Meli: «L'uscita delle graduatorie avverrà a giorni, coerentemente con i tempi delle domande di inserimento dei docenti precari che non hanno più avuto lavoro. Ma siamo impegnati affinché il ministro non accetti i criteri piemontesi: una Regione non può cambiare regole nazionali». [M.T.M.]

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MessaggioInviato: Dom Nov 27, 2011 3:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

la foto esatta di quello che sta capitando a noi .
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MessaggioInviato: Dom Nov 27, 2011 3:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

anche se per noi si tratta di graduatorie di 3^ fascia - nazionali -
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Kodia
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MessaggioInviato: Sab Dic 03, 2011 5:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il Tirreno del 02-12-2011

Disabili, resta l’incertezza
LUCCA. Non tutto il lavoro è andato sprecato: potrebbe essere riassunto così l’impegno portato avanti in questi mesi dal coordinamento scuola pubblica bene comune rispetto alla questione dei ragazzi disabili. A settembre l’appello era stato chiaro: le cattedre di sostegno sono insufficienti rispetto al numero di alunni disabili iscritti nelle scuole.
Da provinciale la campagna è diventata regionale e, notizia di questi giorni, è proprio l’assessore regionale all’istruzione Stella Targetti, in accordo con la dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Angela Palamone, ad aver varato un piano di interventi per le ore di sostegno. Si tratta di un totale regionale di circa un milione di euro da stanziare per il sostegno e da dividere fra tutte le province toscane, Lucca inclusa. Verranno finanziate: ore di sostegno in deroga; ore aggiuntive di insegnamento per i docenti curricolari della classe; ore aggiuntive di sostegno che potranno essere assegnate agli educatori e altre figure legate alle associazioni tipo l’Anffas.
Sono poi previste ore retribuite anche per la progettazione, la documentazione e la verifica, nonché possibilità di attivare esperienze di laboratori che coinvolgano l’intera classe. Saranno anche finanziate attività di formazione cui la maggioranza dei docenti avrà l’obbligo di sottoporsi; a ogni classe che accede alla sperimentazione sarà abbinato un docente-tutor (figure, queste, individuate dagli uffici scolastici territoriali fra docenti di riconosciuta esperienza nell’integrazione scolastica di alunni disabili).
Soldi, quindi, che andranno a sostenere i progetti di integrazione già presenti nelle varie scuole (dalle materne alle superiori) o che serviranno per potenziare le ore di sostegno. Tuttavia, poco è stato fatto dalla Regione per aumentare le cattedre di sostegno. «Si parla di un totale di 60 cattedre in più per tutta la Toscana - spiega Fabio Lucchesi, del coordinamento scuola pubblica bene comune - ed è una cifra davvero bassa. Apprezziamo invece l’impegno finanziario, davvero prezioso in questi tempi di scarsità di fondi e di investimenti nelle scuole pubbliche». Sta di fatto, però, che la situazione in Provincia di Lucca non sembra destinata a migliorare, soprattutto per quanto riguarda il rapporto sancito per legge di un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili. Infatti, attualmente, Lucca si trova al di sotto di questo limite di ben 20 cattedre e ciò potrebbe portare all’incancrenirsi di una situazione pesante: ragazzini parcheggiati per pomeriggi in classe, poco seguiti (a volte si parla di 12 ore settimanali a fronte di un tempo scuola settimanale pari a 30 o 40 ore), spesso ritirati prima da scuola, con conseguenti problemi per l’integrazione scolastica dell’alunno stesso, nonché la menomazione di un diritto inalienabile come è quello all’istruzione. Situazione questa presente anche in altre zone della Toscana: basti pensare che mentre aumenta il numero degli alunni disabili (salito negli ultimi due anni, a livello regionale, da 9.915 a 10.202) resta invariato il numero degli insegnanti di sostegno (4.690). Ufficialmente il piano di interventi non è ancora stato presentato. «Noi siamo stati molto chiari -, continuano dal coordinamento, - Anche la settimana scorsa abbiamo ripetuto la nostra posizione al prefetto: se la nostra Provincia dovesse restare sotto il rapporto un insegnante ogni due alunni diversabili per noi la cosa è illegale e perciò ci muoveremo anche legalmente».

di Nadia Davini

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