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Pulici ex portiere della Lazio e lo sport per sordi

 
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Kodia
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MessaggioInviato: Mer Apr 20, 2011 1:31 pm    Oggetto: Pulici ex portiere della Lazio e lo sport per sordi Rispondi citando

Avvenire del 20-04-2011

Ricordate Pulici? Oggi para nel silenzio l’intervista. L’ex portiere della Lazio è Segretario generale della Fssi: «Vogliamo rilanciare lo sport per gli atleti non udenti con una maggiore professionalità e i Deaflympics nella stessa sede dei Giochi Olimpici»

ROMA. Una laurea in giurisprudenza e uno scudetto conquistato con la Lazio nell’archivio della memoria, un presente da Segretario generale della Fssi: da otto anni Felice Pulici, “mitico” portiere biancoceleste negli anni ’70, ha concentrato le forze sul progetto dello sport “silenzioso”.

Dai Deaflympics di Taipei 2009 ad Atene 2013: come è cambiata la federazione sport silenziosi?
«Oggi c’è una struttura nuova: un nuovo presidente, Daniela Mazzocco, e un nuovo consiglio federale. E si stanno approntando degli accorgimenti che dovrebbero favorire gli atleti sordi: una struttura organizzata con settori dedicati ad ogni disciplina. Vogliamo replicare quanto ha fatto il comitato paralimpico per avere una maggiore partecipazione professionale».

Come vi state muovendo?
«Puntiamo a migliorare la professionalità con un bando di concorso per dirigenti e tecnici».

Altro punto focale è legato alla lingua.
«Si, la comunicazione è una nostra prerogativa. Così come lo è il capitolo del bilinguismo, per arrivare al quale manca pochissimo. C’è la forte volontà di ottenere il riconoscimento ufficiale della lingua dei segni, un passaggio che porterebbe più posti di lavoro e la conseguente opportunità di ingaggiare insegnanti di sostegno capaci di migliorare la crescita dei bambini. Significherebbe offrire ai non udenti un’educazione scolastica paritetica».

È corretto dire che un aiuto importante è arrivato grazie alla tecnologia?
«Senza dubbio Internet e i telefonini sono un importante supporto relazionale: rappresentano l’opportunità di equipararsi agli altri. E anche la televisione è riuscita ad avvicinare gli udenti ai non udenti. Ma c’è comunque sempre più bisogno di una maggiore partecipazione di tutti, ci si deve mettere a disposizione degli altri».

Un po’ come ha fatto lei, che prima di indossare i panni di dirigente è andato a scuola per imparare la lingua dei segni. È per questo che anche quando parla con gli udenti continua a “segnare” le parole?
«Si. È il bilinguismo cui accennavo, la voglia di integrarsi e far integrare i non udenti ».

Perché quest’anno è saltato l’appuntamento con i Deaflympics invernali che dovevano svolgersi in Slovacchia?
«Perché è mancata l’organizzazione, le delegazioni giunte sul posto si sono rese conto che non c’era l’opportunità di gareggiare. Una disdetta per chi si prepara un intero quadriennio fantasticando sogni olimpici».

E adesso?
«C’è una proposta del nostro Paese, pronto a organizzare un’edizione straordinaria dei Deaflympics invernali a Bormio, alla fine di quest’anno ».

Speranze di riuscire nell’impresa?
«Raduniamo le forze e ci rimbocchiamo le maniche per riuscirci. Sono fiducioso ».

Deaflympics invernali a parte, il futuro cosa prospetta alla Fssi?
«La voglia di far vivere ai sordi l’Olimpiade insieme agli udenti. I nostri atleti hanno difficoltà d’udito ma hanno le stesse capacità fisiche degli altri. Dunque, vorremmo che i Deaflympics arrivassero per lo meno nello stesso periodo e nello stesso luogo dei Giochi olimpici, così come è accaduto per le paralimpiadi ».

Entro una data particolare?
«Puntiamo al 2020. Potrebbe essere l’Olimpiade romana l’occasione giusta, oltre al luogo giusto e al momento appropriato per cominciare una nuova era».
Serve avere dirigenti capaci nell’impresa. L’Italia come è messa?

«C’è l’ex presidente federale Guido Zanecchia che oggi è il tesoriere dell’European deaf Sport Organization; e c’è Vanessa Migliosi, consigliere del direttivo dell’Icsd. Con loro abbiamo raggiunto una grossa credibilità a livello internazionale ».

di Massimiliano Morelli

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