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Ossigenoterapia (OTI) la storia
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Inviato: Mer Dic 13, 2017 8:34 pm    Oggetto: Ads

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Kodia
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MessaggioInviato: Gio Lug 07, 2011 5:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

navigando sono approdata a questo sito:

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che però risulta non più aggiornato da ottobre 2010, da dove si trae la notizia, datata febbraio 2010:

Finanziamento per la sperimentazione

13
febbraio
2010


… ce l’ha fatta !!!



Tiziana Pinaffo, dapprima in modo del tutto personale e in un secondo momento attraverso il CSC Onlus (www.csc-onlus.org) è riuscita a portare a casa il finanziamento per la sperimentazione dell'ossigenoterapia iperbarica nella paralisi cerebrale infantile che per due anni aveva chiesto alle istituzioni venete.

Chi l’ha seguita in questi due anni si sarà accorto di quanto questo sia stato un percorso pesante, irto di ostacoli di tutti i tipi. Organizzativi, burocratici, legislativi e... tanto triste quanto doveroso doverlo ricordare – reputazionali !!!

La sperimentazione che verrà condotta a Padova darà finalmente, a prescindere dal risultato, indicazioni reali (e non di convenienza economica …) sull’effettiva efficacia di questa terapia. Un risultato positivo aprirà nuove frontiere di cura in Italia; un risultato negativo avviserà molte famiglie dei reali rischi di un viaggio a vuoto negli USA.
Non vado oltre … ora credo sia il momento giusto per dire GRAZIE !!! ad una persona, Tiziana, che si è presa a cuore questa necessità e che per due anni non si è risparmiata, arrivando – forse quando anche lei stessa non ci credeva più – ad un risultato importantissimo che, se ben gestito, in primis in modo armonico e unito dalle famiglie direttamente coinvolte, potrà portare non solo a risultati scientifici ma anche ad un fattivo riconoscimento delle difficoltà e delle esigenze che molte famiglie italiane vivono quotidianamente e, di conseguenza allo sviluppo delle relative soluzioni (compreso il riconoscimento delle fisioterapie d’avanguardia che ben conoscete)
.............................

ma allora 'sta sperimentazione è partita?

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MessaggioInviato: Gio Lug 07, 2011 6:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

sono misteriose queste notizie.
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Kodia
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MessaggioInviato: Sab Lug 09, 2011 2:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

cercando appunto notizie su questa sperimentazione che dovrebbe essere in atto, ho trovato questo:
"Ossigenoterapia iperbaricanel trauma cranico e spinale", risale al 2008 e queste sono le
Conclusioni. Il ricorso ad OTI nelle LCT/LS rimane
controverso. Sono tuttavia sempre più numerosi i riscontri
clinici e più solide le evidenze che identifi cano l’OTI come
trattamento dotato di reale effi cacia nei pazienti con LCT/
LS, specie negli affetti da LCT severe. Sono comunque
necessari ulteriori studi per una completa disamina del ruolo
della OTI nelle LCT gravi; è in particolar modo auspicabile
uno studio clinico randomizzato prospettico multi centrico.
-----------
però rigurda il trauma cranico e spinale, quindi disabilità acquisite...
questo è il link all'intero lavoro:

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Kodia
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MessaggioInviato: Lun Apr 30, 2012 2:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

importante aggiornamento, la notizia risale a venerdì (grazie a Musico per la segnalazione):
metto intanto la traduzione, sempre dal gruppo "fermiamo le truffe dei viaggi per le cure miracolose all'estero":
Lance Bark e George Daviglus di Fort Lauderdale, in Florida, sono stati arrestati mercoledì in relazione alla morte di Francesco Martinisi e Vincenza Pesce tre anni fa, secondo le nostre fonti. Bark e Daviglus sono stati accusati di omicidio colposo aggravato e omicidio colposo e tradotti nella prigione di Broward County. Non è chiaro se sia stato trovato un accordo per la cauzione. I registri della prigione indicano che Bark è stato trattenuto durante la notte di Mercoledì.

Il rapporto indica che l'arresto per Bark e Daviglus è scattato dopo tre anni di indagini sulla morte di Francesco Martinisi, 4, e Vincenza Pesce, 62. La coppia, entrambi cittadini italiani, era arrivata a Fort Lauderdale in modo che Martinisi potrebbe subire un trattamento per la paralisi cerebrale basata su camere iperbariche che erano fuori legge in Italia, secondo i rapporti.

Il trattamento prevedeva di essere chiusi in una camera iperbarica, che è una camera pressurizzata riempita di ossigeno puro. Mentre i trattamenti in camera iperbarica sono stati ritenuti efficaci per condizioni come l'avvelenamento da monossido di carbonio da parte della comunità scientifica generale, i suoi meriti come trattamento per la paralisi cerebrale sono ancora oggetto di ricerca. L'ossigeno pressurizzato delle camere iperbariche si rende particolarmente suscettibile agli incendi, che possono iniziare da piccole scintille come ad esempio per elettricità statica.

Le accuse contro il signor Bark e il dottor Daviglus dopo sono partite da un incendio di una camera iperbarica presso il Centro Ocean Hyperbaric a Lauderdale-By-The-Sea che ha preso fuoco mentre Martinisi era sottoposto ad un trattamento nel maggio 2009. La Sign.ra Pesce era anche nella camera, perché faceva compagnia al piccolo Martisini. Il Dr. Daviglus era direttore medico all'Ocean Hyperbaric Center, mentre il signor Bark era direttore tecnico per la sicurezza nello stesso ambulatorio. Un'indagine dell'ufficio dello sceriffo di Broward e l'ufficio dei Vigili del fuoco ha rinvenuto numerosi problemi con la condizione della camera e il protocollo associato con il trattamento stesso.

l'articolo originale è questo:

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appena ho tempo posto anche tutti gli altri articoli trovati..... con l'augurio che le indagni proseguano, perchè di colpevoli ce ne sono ancora.....

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MessaggioInviato: Mar Mag 01, 2012 2:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

per rinfrescare la memoria...........a quei buffoni:
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daniela
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MessaggioInviato: Mar Mag 01, 2012 3:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi fa piacere sapere che l'indagine sia proseguita e che non sia caduto tutto nel dimenticatoio.

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Daniela
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MessaggioInviato: Mer Mag 02, 2012 8:10 am    Oggetto: Rispondi citando

qui si parla dell'arresto, c'è anche il video con la polizia....
motivazioni: He and center employee Lance Bark, who was arrested last week, were grossly negligent in failing to maintain the equipment in which Vincenza Pesce, 62, and her 4-year-old grandson Francesco Martinisi perished when a chamber exploded on May 1, 2009, according to the BSO.
Il BSO è l'ufficio dell sceriffo..... gli imputano anche la non presenza e la non corretta metta in atto delle manovre anti incendio e depressurizzazione....
ma c'è scritto anche che pagata la cauzione il medico è uscito dalla cella....

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pasqualelongobardi
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MessaggioInviato: Gio Mag 03, 2012 9:51 pm    Oggetto: razionale ossigeno iperbarico nelle patologie cerebrali Rispondi citando

Gentili lettori di "genitoritosti" vi ringrazio per aver pubblicato la notizia sul Centro iperbarico della Florida.

Mi chiamo Pasquale Longobardi, sono dirigente sanitario del Centro iperbarico Ravenna.

Vi contatto per esprimere la mia felicità che sia stata riconosciuta la criminale gestione, negli ultimi anni, del Centro di Fort Lauderdale finalizzata al solo lucro. Per cercare di illustrare il razionale della terapia iperbarica nelle patologie cerebrali croniche (come richiesto, in questo forum, da Miriam già il 14 febbraio 2009). Per raccontarvi la nostra esperienza in Ravenna.

Sono nato e mi sono laureato in Napoli dove ero ricercatore nell'Istituto di Ricerche e Studi di Medicina Subacquea e Iperbarica dell'Amministrazione Provinciale di Napoli.
Il Direttore di tale Istituto (prof. Raffaele Pallotta) effettuò, negli anni '80, delle ricerche sulle patologie cerebrali croniche insieme al prof. Richard Neubauer, fondatore del Centro iperbarico in Florida. L'idea era che l'ossigeno iperbarico, insieme alla riabilitazione, fosse efficace nel riattivare delle aree cerebrali latenti. L'indagine per dimostrarlo era la SPECT (simile a una Risonanza Magnetica ma permette di vedere se i neuroni captano delle sostanze marcate: le aree cerebrali vive risultano di colore bianco, quelle morte nere con una gradazione di colori).
Purtroppo l'Istituto di Ricerca napoletano non fu attivato, il Centro di Fort Lauderdale - dopo la morte del prof. Neubauer - è stato gestito da criminali che finalmente sono stati riconosciuti come tali.
Dagli anni 90 la terapia iperbarica non è stata più ritenuta appropriata nelle patologie cerebrali croniche per mancanza di studi a supporto.
Negli ultimi anni c'è una ripresa della ricerca su tale argomento. Nel Congresso europeo di medicina iperbarica (Gdansk, agosto 2011) è stato presentato il seguente lavoro scientifico:

Agoston V. “Effects of HBOT on survival and differentiation of neuroectodermal cells with stem cell properties in cortical injury model”
nel quale si segnala che le aree lesionate della corteccia cerebrale sono, normalmente, colonizzate dalle cellule staminali neurogene ma - spesso - i baby neuroni non riescono a maturare fino alla fase adulta.
Nelle aree danneggiate l’ipossia interferisce con le vie delle cellule staminali mediate da HIF-1 Notch, Wnt e Oct-4 (mediatori chimici correlati con la presenza dell'ossigeno).
I neuroni staminali GFP-4C sono posizionati nell’interfaccia tra la lesione e il tessuto sano ma non riescono a differenziarsi nelle zone ipossiche o ischemiche dove mancano i neuromodulatori.
L’Autore ha presentato un modello sperimentale che ha l’obiettivo di verificare se l’OTI (2,5 bar, due cicli di 30 minuti per 7 giorni consecutivi) possa facilitare la maturazione delle cellule staminali neurogene nelle aree lese.
Nell’area della lesione, nel gruppo OTI è migliorata significativamente la maturazione delle cellule staminali anche se, con il protocollo OTI utilizzato, appariva ridotto – rispetto al controllo – il numero dei baby neuroni (cellule embrionali non differenziate che esprimono SSEA-1) presenti nell’area della lesione. Nel gruppo OTI l’apoptosi (meccanismo di eliminazione delle cellule danneggiate) non aumenta ma l’attività mitotica (di replicazione delle cellule) appare ridotta.
In sintesi: nel gruppo OTI ci sono meno cellule staminali neurogene rispetto al gruppo controllo ma maturano meglio.
Ho segnalo, nel Congresso, che il protocollo OTI adottato era troppo aggressivo mentre sarebbe preferibile una pressione di trattamento inferiore (1,7 bar). L’Autore ha concordato ed ha segnalato che ritiene importante il ruolo della riabilitazione per facilitare l’attecchimento e la maturazione delle cellule staminali nell’area lesa.

Presso il Centro iperbarico Ravenna da due anni applichiamo un percorso integrato che prevede la valutazione da parte di un neuropsichiatra infantile e di un medico iperbarico e - se utile - l'associazione di ossigenoterapia iperbarica (a 1,7 bar x 80 minuti x 20 sedute) con riabilitazione neurologica in camera iperbarica (durante il trattamento); logopedia; riabilitazione in acqua; riabilitazione equestre; EVM (vibrazione motorizzata).

L'efficacia del percorso è valutata in base alle considerazioni del neuropsichiatra, alle osservazioni dei genitori e, dove possibile, alla PET (indagine strumentale che valuta il metabolismo delle cellule nervose: un'evoluzione della SPECT).

Preciso che l'accesso al percorso è prevalentemente in regime privato anche se alcuni genitori ottengono l'autorizzazione alla spesa da parte della Azienda sanitaria di residenza.

Stiamo raccogliendo i dati (alcuni segnalati nel blog del Centro iperbarico Ravenna
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inserendo paralisi cerebrale nella finestra per la ricerca) per illustrare alla comunità (medici, pazienti, Istituzioni) la nostra posizione.

Rinnovando i complimenti per il vostro impegno nella condivisione delle informazioni, resto a disposizione per chiarimenti (tel. 0544-500152, email:

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).
Cordiali saluti, Pasquale

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Pasquale Longobardi
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MessaggioInviato: Ven Mag 04, 2012 5:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Dott. Longobardi per il suo intervento.
La scienza medica sta lavorando....
A noi da fastidio che passino tra genitori messaggi sbagliati di centri "unici al mondo".
Spero a breve che ci siano novità in tal senso, vuol dire che si saranno ottenuti dei risultati. Attendiamo le pubblicazioni nelle riviste mediche accreditate.
Buon lavoro e ancora grazie.
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pasqualelongobardi
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MessaggioInviato: Ven Mag 04, 2012 12:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per l'attenzione.
Concordo pienamente che la missione, per chi dedichi il proprio impegno ai bambini portatori di patologia cerebrale cronica, debba essere che le cure siano diffuse e facilmente accessibili.
Sarà un piacere informarvi sulle evidenze scientifiche in tale campo. La difficoltà consiste nel fatto che le metodologie di valutazione siano attualmente orientate a verificare l'efficacia di una terapia rispetto ad altre mentre, in questo settore, il percorso giusto è necessariamente multidisciplinare: l'ossigenoterapia iperbarica è utile solo se associata alla riabilitazione e all'assistenza intensiva dei parenti (o altri care-givers).
Cordiali saluti, Pasquale

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Pasquale Longobardi
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Kodia
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MessaggioInviato: Ven Mag 04, 2012 9:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve dottor Longobardi e grazie per il suo intervento che porta delle buone e finalmente scientifiche nuove in materia Smile
Le domande sono tante, avrebbe voglia di rispondere?
per esempio: perchè non partì l'Istituto di Ricerca a Napoli?
Lei è a conoscenza di un centro in Toscana che da svariati anni propone l'OTI in abbinamento alla riabilitazione?
Era al corrente che presso l'ospedale di Padova nel 2009 (correggetemi se sbaglio) fu attivato l'iter di richiesta al comitato etico per una sperimentazione?
Sapeva che anche a Lecce (ora vado a mia memoria, nel senso che i dati sono talmente tanti e ormai è passato del tempo e magari mi confondo) c'è un medico che nel suo centro offre la medesima terapia?
Senza contare poi la pseudo sperimentazione di Milano - i pazienti erano solo tre, due non avevano PCI e non c'era gruppo di controllo....
Nel giugno 2010 si tenne un seminario a Bologna organizzato dal prof. Ferrari sulle terapie "alternative" tra le quali era inserita anche l'OTI ma pare che nessuno andò a relazionare.....
Sembra che anche nel nostro Paese ci sia stato e ci sia un bel fermento intorno all'OTI applicata alle PCI ma è tutto spezzettato e nell'ombra.... intanto centinaia di famiglie andavano in Florida.
infine: quanto dura un ciclo nel suo centro? E quanto costa?

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pasqualelongobardi
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MessaggioInviato: Sab Mag 05, 2012 9:29 am    Oggetto: Rispondi citando

gentile Kodia, ti ringrazio per l'attenzione ed è un piacere rispondere ai tuoi quesiti.
L'Istituto di Ricerche e Studi Subacquei e Iperbarici dell'Amministrazione Provinciale di Napoli era fantastico: al piano terra c'era la camera iperbarica da venti metri con lettino operatorio all'interno per interventi chirurgici in iperbarismo; stabulario per gli animali da esperimento; sala conferenza e locali tecnici. Al primo piano: due laboratori, centro informatico, alloggio per i ricercatori ospiti e uffici. Ho sognato di lavorare lì e come ricercatore precario di quell'Istituto ho ricevuto borse di studio che mi hanno permesso di perfezionarmi in Giappone e Germania. Purtroppo ci fu un conflitto di competenze tra l'Amministrazione Provinciale alla quale la Legge aveva tolto, in quel periodo, le competenze sulla Sanità e le altre Istituzioni sanitarie (ASL, Università) che non erano interessate ad acquisire la struttura. Credo che l'Istituto sia ancora lì, divorato dalla polvere. Peccato!
I Centri iperbarici di Firenze, Lucca e Lecce sono stati i primi a proporre il trattamento iperbarico per le patologie cerebrali croniche. In risposta a tale attività la Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (SIMSI), della quale sono membro del Consiglio Direttivo, ha assunto posizione molto prudente in merito: "fino a quando non sarà chiarito e soprattutto spiegato in modo inequivocabile e definitivo quale sia il meccanismo di azione dell’ossigeno iperbarico su queste patologie non esistono i presupposti per la progettazione di ulteriori trials clinici."
La Regione Veneto nella finanziaria 2010 aveva previsto 200 mila euro di contributo all'Azienda ospedaliera di Padova per valutare l'efficacia dell'ossigenoterapia iperbarica nella paralisi cerebrale infantile, grazie alla instancabile azione di Tiziana Pinaffo: non so se lo studio sia andato avanti (non ne ho notizia).
Il progetto di ricerca sulla ossigenoterapia iperbarica nelle paralisi cerebrali infantili che si doveva effettuare presso il Niguarda, finanziato dal Ministero della Salute, era visto come una ottima opportunità per chiarire i meccanismi di azione e l'efficacia terapeutica. E' fallito per la difficoltà di coordinare le diverse discipline (neuropsichiatri, fisiatri, medici iperbarici, farmacologi, statistici) e, credo, per mancato reale finanziamento.
In Ravenna, il percorso integrato per la cura delle patologie cerebrali croniche è partito nel 2010 per assistere Carlotta (http://tinyurl.com/bosv233). Il Direttore generale della Ausl Ravenna - per aiutare la bambina - convocò un gruppo di lavoro costituito da neuropsichiatra infantile, fisiatra, medico iperbarico. Si decise che il percorso di cura doveva essere multidisciplinare e che la ossigenoterapia iperbarica era un utile presidio a supporto della riabilitazione (non la terapia principale). I risultati furono molto buoni: dopo un anno di cicli periodici di trattamento sia il neuropsichiatra che le maestre di sostegno (scuola) scrissero una relazione che evidenziava i progressi ottenuti dalla bambina nello sviluppo psicomotorio e nella interazione sociale.
Da allora abbiamo mantenuto attivo il percorso integrato multidisciplinare e i risultati rendono soddisfatti i genitori e il nostro staff.
Per il quesito sui costi è preferibile contattare la segreteria del Centro iperbarico Ravenna (tel. 0544-500152, email:
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). Mi impegno a essere un bravo medico ma sono approssimativo sui soldi (competenza della Amministrazione). Per dovere di informazione, segnalo che il costo del percorso dipende dalle prestazioni necessarie (ossigenoterapia iperbarica, riabilitazione in camera o all'esterno, riabilitazione in acqua, equestre, EVM, logopedia). Il costo di una seduta di terapia iperbarica è 170 euro, superiore al costo di una terapia per altra patologia perché, nel caso dei bambini portatori di patologia cerebrale cronica, presso il Centro iperbarico Ravenna è garantito che la camera iperbarica (14 posti) sia dedicata a un massimo di 5-6 bambini, con assistenza di un parente durante il trattamento iperbarico (costo incluso), del personale sanitario all'interno della camera iperbarica durante tutta la seduta (costo incluso) e, se necessario, del fisioterapista all'interno della camera iperbarica (costo separato).
Per ragioni di sicurezza, durante ciascun trattamento iperbrico è ammesso un solo bambino che necessiti della respirazione in caschetto (normalmente la respirazione è in maschera che copre naso e bocca). Il Centro iperbarico Ravenna monitorizza la percentuale di ossigeno respirata nella maschera garantendo che sia prossima al 90% (per un valore inferiore l'efficacia terapeutica è ridotta o assente).
Se utile, mi contatti al mio indirizzo di posta elettronica personale

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, sarò felice di comunicarle il numero del cellualare per proseguire la conversazione in un contatto diretto.
Cordiali saluti, Pasquale

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Pasquale Longobardi
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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2012 10:27 am    Oggetto: Rispondi citando

grazie per le risposte Smile lo sa che lei è il primo medico che ci risponde in maniera chiara, permettendo a tutti i genitori che leggono qui di formarsi la propria opinione/informazione?

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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2012 7:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per il gradito complimento. Sono certo che l'informazione è importante per crescere insieme.
Le mie "palestre" di comunicazione sono il blog del Centro iperbarico Ravenna
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e la piattaforma digitale per la discussione sulle ulcere cutanee
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Un caro saluto, Pasquale

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Pasquale Longobardi
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MessaggioInviato: Mar Mag 15, 2012 5:58 am    Oggetto: Rispondi citando

mi domando se la famiglia è al corrente di questa iniziativa:

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