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genitoritosti il forum dei genitori con figli disabili gravi e gravissimi dal Monte Rosa al Gennargentu
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Mar Ott 27, 2009 1:13 pm Oggetto: ASSEMBLEA PERMANENTE |
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Come sapete lo scorso sabato si è tenuto il seminario a Roma sull'integrazione scolastica, i cui partecipanti hanno poi lavorato alla stesura del documento sulla PRIMA PIATTAFORMA SCOLASTICA PER L'INTEGRAZIONE.
questi i partecipanti dell'iniziativa organizzata dal CIIS:
il presidente dell’ANMIC, dr. Giovanni Pagano,
il vicepresidente FISH, avv. Salvatore Nocera,
la responsabile nazionale per le politiche scolastiche dell’Anffas, prof.ssa Lilia Manganaro,
il presidente del CIIS, Evelina Chiocca,
il presidente dell’Associazione Tutti a scuola, Antonio Nocchetti,
la moderatrice di liste web (Didaweb, Dw-Handicap, Handicap e società, Educazione & Scuola), Elena Duccillo,
la rappresentante dell’Ass. Genitori Tosti, Fabiana Gianni,
la rappresentante dell’Ass. Bottigelli, Anna Di Domenico,
il responsabile CIIS Sardegna, Giuseppe Argiolas,
il vicepresidente Ass. Italiana SuxFragile, Vito Bardascino
in rappresentanza delle OOSS di categoria, il presidente dell’ANIEF, Marcello Pacifico
in attesa di ulteriori news, tutte le persone quissopra hanno deciso di rimanere in assemblea permamente per continuare i lavori iniziati già il 16 ottobre con il pre-seminario tenuto si a cagliari.
intanto di seguito gli interventi delle nostre due rappresentanti, Marisa per Cagliari e Fabiana per Roma
CAGLIARI:
"L'art. 34 della nostra Costituzione dice: la scuola è aperta a tutti.
E' parecchi anni che rifletto sul significato di questo articolo applicato su mia figlia disabile.
Secondo me che ho tanta voglia di ironizzare ….è proprio il caso di dire: la scuola è APERTA a tutti….infatti nella scuola di mia figlia non esiste più neanche il cancello….ENTRANO PROPRIO TUTTI ….
Parliamo di integrazione di ragazzi disabili??? Parliamone….parliamo di integrazione dentro la stanza acca??? …parliamo di GLH D’Istituto?
Mia figlia frequenta la scuola, ha diritto al banco (per la verità per tanti anni ALLE ELEMENTARI era piazzato fuori dall’aula----per non essere disturbati dagli altri bimbi a detto di pseudo-insegnanti adattati a fare il sostegno per non allontanarsi dalla loro abitazione…..alla faccia dell’integrazione).Mia figlia ha diritto all’ingresso in aula. Ma di cosa vogliamo parlare? Mia figlia avrebbe diritto all’istruzione!!! Istruzione che deve avvenire nella classe con gli altri compagni….questa è integrazione …per tanti anni SEMPRE ALLE ELEMENTARI veniva “deportata” nella stanza ACCA. Quando venni a conoscenza di quella realtà….mi adirai tanto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Vogliamo parlare di GLH d’Istituto??? Sempre nella stessa scuola elementare siamo dovuti andare dal dirigente scolastico io ed una mamma mia amica di battaglie e con leggi alla mano abbiamo fatto entrare i genitori in questo organismo.
Vogliamo essere partecipi di tutto o quasi ….compresa la decisione di acquistare gli ausili i software e quant'altro per aiutare i ragazzi disabili. Per la verità negli anni i genitori partecipanti alle riunioni GLH D’Istituto eravamo sempre gli stessi …dalle elementari alle medie!!L’integrazione deve partire prima nella mente dei genitori che devono far rispettare i diritti dei loro figli disabili. Questo mi dispiace tantissimo ….la latitanza di certi genitori.
Torniamo a bomba!!!
Su nove anni tra elementari e medie con una certificazione e la necessità di un rapporto 1:1 solo per quattro anni si è avuto il sostegno pieno. Ma come l’abbiamo ottenuto? Ricorrendo alle vie legali per due volte.
Questa è la terza volta che andiamo dall’Avvocato, ma la diffida questa volta non ha sortito effetto ed allora andiamo al TAR.
Diritto all’ISTRUZIONE? Il diritto ALLL’ISTRUZIONE per tanti genitori di ragazzi disabili va di pari passo alla disponibilità finanziaria o meno della famiglia a rivolgersi ad un legale quando non vengono riconosciute al ragazzo i suoi sacrosanti diritti. Il diritto di mia figlia è di avere un insegnante con un rapporto di 1:1, ma pare che ogni volta che il dirigente scolastico di turno (che non ha nessuna competenza MEDICA e tengo sempre a sottolinearlo) debba fare dei tagli, si soffermi sull’aspetto esteriore e sulla non tranquillità dei ragazzi che frequentano la scuola e lì….........siamo fregati. Come aspetto mia figlia non lascia trapelare delle note “stonate” peccato che poi non sappia fare tante cose e da sola non faccia PROPRIO NIENTE.
Proprio così, da sola non fa niente, PERO’ non si sposta dal banco ed allora quale occasione ghiotta per il dirigente SE NON TOGLIERE IL SOSTEGNO PIENO IN CASO DI NECESSITA’ AD UNA BIMBA CHE NON DISTURBA. Con tanti alunni disabili che invece devono essere rincorsi negli anditi della scuola…...e sì meglio affidare a loro un insegnante di sostegno a tempo pieno ….....Se la bimba X non disturba può anche stare sola, TANTO è dentro la scuola, tanto sta frequentando, se non capisce niente di quello che viene spiegato perchè nessuno è addetto a semplificarle le spiegazione ed i compiti ….a chi può interessare? A nessuno?????????
Un accidenti!!!!! Interessa a noi genitori, Interessa a me, interessa a mio marito cosa succede dentro la classe quando MIA FIGLIA per espressa volontà della dirigente è lasciata con un sostegno dimezzato.
Interessa a noi genitori CAPIRE perchè non viene chiamato la supplenza quando l’insegnante di sostegno è in malattia. Intanto si può ipotizzare il reato di interruzione di pubblico servizio perché la sentenza della Corte dei Conti n.59 depositata il 29 gennaio 2004 ha stabilito che anche per un giorno di assenza se manca un docente di sostegno a disposizione deve essere nominato il supplente.
Interessa a noi genitori CAPIRE perchè l’insegnante di sostegno si improvvisa insegnante supplente della classe DURANTE le ore di sostegno dedicate a mia figlia???Ma stiamo a prendere per i fondelli????
Stiamo andando contro la legge 67/2006 sulla discriminazione ai disabili!!!!
I dirigenti scolastici fanno presto ad assegnare i sostegni ad i casi più importanti (a loro detta…!!!???...)
Si ….è vero mia figlia è tanti anni che va a scuola… ma va a scuola …..... PERCHE’ LA SCUOLA E’ APERTA A TUTTI…… peccato che più della metà della sua vita scolastica sia stata lasciata abbandonata a sè stessa. . MA TUTTI DICO TUTTI I DISABILI HANNO DIRITTO AL SOSTEGNO e non di meno mia figlia che ha le potenzialità per poter apprendere se seguita nel modo giusto e con il numero di ore massime consentite.
E va bene andiamo al TAR…........meno mano che ho i soldi per poter pagare l’avvocato …
E quei genitori che non possono permettersi il legale che fanno?????
Art. 34 della Costituzione….........la scuola è aperta a tutti …....ma quanto mi costi???
A questo punto la parola integrazione è molto astratta…….ma la scuola sta diventando qualcosa di astratto ……sennò qualcuno mi deve spiegare cosa vuol dire aver tolto l’unica ora di informatica che esisteva nelle scuole medie inferiori……e meno male che il futuro è fondato sulle tre I: inglese, informatica ed impresa……io se me lo consentite aggiungerei un’altra I….e questo è per gli alti vertici che decidono sul futuro dei nostri figli : INCOMPETENTI!!!!
Come componente del gruppo Genitori Tosti continuerò a protestare a gran voce perché non vengano cancellati quei risultati positivi ottenuti con anni di lotte da parte di altri genitori molto battaglieri."
ROMA:
Buon pomeriggio,
come prima cosa ringrazio il CIIS per aver coinvolto i Genitori Tosti, offrendoci la preziosa opportunità di contribuire ad un lavoro che riteniamo indubbiamente di grande importanza, non solo per i nostri figli, ma per l’intero Paese.
Consentitemi poi di ringraziare tutti i Genitori Tosti che mi hanno dimostrato grande fiducia nel delegare a me il privilegio di essere qui oggi.
Vorrei innanzi tutto partire dalla lettera che abbiamo scritto nel mese di maggio 2009 e che ha trovato riscontro molto ampio sui media di settore.
La stessa lettera non ha avuto alcun riscontro concreto dalle Istituzioni.
Da qui parte la prima riflessione che abbiamo fatto: silenzio istituzionale sta per ? ……..per cosa?............. Indifferenza ?................ Lasciatemi dire che io credo , anzi sono convinta, che rispetto le tematiche di cui discutiamo ci sia troppa impreparazione a livello istituzionale.
E lasciatemi spiegare anche il perché di questa mia affermazione.
I nostri figli hanno bisogno di fatti concreti. Di passione e qualificazione delle risorse sul campo. Di un credo che sia sociale nella testa e nel cuore per poter produrre dei risultati obiettivi. I nostri figli, quegli alunni che giungono a scuola con un pulmino verde che li etichetta, quei nostri figli che in classe disturbano perché il loro comportamento non è giudicato idoneo da alcuni, quegli stessi nostri figli un po’ storti nel camminare, un po’ fuori gli schemi nel parlare , quei nostri figli in fondo in fondo, ancora troppa gente li vorrebbe costretti in scuole speciali sinonimi di lager.
Ma noi, e con noi gli insegnanti che oggi qui consumano una giornata di riposo, siamo qui per esprimere la volontà precisa di ottenere il riconoscimento del diritto allo studio.
Diritto che è costituzionalmente riconosciuto a tutti i cittadini italiani.
Vi chiedo di chiudere un momento gli occhi. Lo chiedo a voi tutti. E in questi secondi di buio pensate ad una scuola tutta a piano terra dove non si debba spostare la classe in funzione delle ruote ma in funzione del solo progetto didattico.
Sempre ad occhi chiusi immaginate che gli alunni scrivano. Rimuovete lo schema della penna e del foglio e assumete il solo concetto di scrittura. Che sia libera come deve essere l’espressione dell’essere umano. E che allora si usi la penna, si usi la matita, si usi il computer con il mouse, si usi la voce, si usino gli occhi…
E se ora invece riapriamo i nostri di occhi proviamo insieme a riflettere sul ruolo degli alunni c.d.d. “ normo” rispetto quelli disabili.
Sapete, sogno il momento in cui un alunno percepisca l’utilità didattica dell’alunno che gli è seduto accanto , che sia disabile oppure no. Sogno il momento in cui l’insegnamento e l’elasticità mentale ottenuta attraverso lo studio consenta una riflessione che è di base per una società fondata sulla inclusione.
Alunni e basta. Ognuno diverso e tutti uguali. Ognuno con i suoi limiti e tutti infinitamente assorbiti da un progetto culturale perseguito attraverso canali finanziati, progetti qualificati, fondi specificamente strutturati.
Nella lettera inviata al Ministro abbiamo scritto :
“Genitori tosti vuol dire genitori che non si arrendono, vuol dire genitori che non subiscono il timore reverenziale rispetto il ruolo di alcuni Dirigenti Scolastici che per una larga maggioranza disattendono totalmente o quasi il rispetto dell’applicazione delle norme che attiene gli alunni con disabilità certificata, specialmente se grave … Non produciamo moda da esportazione eppure “viaggiamo” con un anno di anticipo per non naufragare nell’oceano di “ non mi compete”, “ non ho i fondi”, “ dovete fare ricorso”, “ provate a cambiare scuola “ e simili”
Poi il mio lavoro nell’ambito delle forniture per la didattica mi porta a scoprire che dal lontano 1992 nel Lazio esiste una legge regionale ( LR 30/03/1992 nr. 29). Legge attuativa della L. 517 del 04/08/1977 artt. 2 e 7, che finanzia l’acquisto di ausili per la realizzazione di progetti specifici per alunni disabili e svantaggiati.
La curiosità di genitore tosto mi spinge a fare qualche telefonata e scopro l’osceno. Pochissime scuole chiedono i fondi. Tutte hanno alunni disabili.
Genitore Tosto che proprio non si arrende e vado oltre. Fino a chiedere come mai i laboratori che si realizzano non fanno cenno alla accessibilità. Come mai nessuna fornitura prevede postazioni adattate. Bocche aperte e punti esclamativi.
Allora ? che si inizi a riflettere da qui.
Si parla di sicurezza, si predispongono e si simulano evacuazioni dagli edifici. Che tipo di verifiche vengono eseguite sugli alunni in carrozzina?
I docenti scarseggiano, i docenti non hanno i mezzi tecnologici per il loro lavoro e non hanno i giusti riconoscimenti per il ruolo fondamentale che ricoprono.
Gli insegnanti di sostegno sono insegnanti che si aggiornano ma che non smettono mai di farlo a prescindere dal Ministero.
Gli insegnanti di sostegno non hanno nessun mezzo se non la propria cultura per superare barriere non scritte che emergono costantemente nel percorso didattico di un alunno.
Voglio scendere nello specifico e parlare delle ore di compresenza. Ore fondamentali per tutti gli alunni che consentivano una serie di approfondimenti rispetto la quotidianità didattica e che sono sfumate.
E se a fronte di tutto lo scempio a danno del sapere e della cultura , riscontriamo il risultato didattico e relazionale dei nostri figli, quantifichiamo allora il danno emergente derivante dalla mancata prestazione di insegnamento.
Ad agosto il Ministro Gelmini ha firmato le linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.
La prima constatazione è che il Ministro esorta i docenti ad acquisire le conoscenze informatiche necessarie per insegnare ad alunni che apprendono attraverso l’utilizzo di tali strumenti.
In realtà i GT avevano espressamente chiesto :
“Chiediamo infine di ricordare ai Dirigenti Scolastici che ove l’equipe lo ritenga favorevole per la crescita culturale degli allievi, nei casi in cui si renda necessaria la formazione dell’insegnante di sostegno su specifici ausili indispensabili, DEVE essere consentita la elaborazione di un progetto integrato al PEI che attui e soddisfi le reali necessità, in particolare per quanto attiene l’utilizzo di tecnologie innovative e sperimentali su pazienti disabili gravi e gravissimi totalmente paralizzati e quindi privati dell’uso del corpo , ma comunque in grado di contribuire alla crescita della cultura del Paese tutto attraverso la libera espressione di una intelligenza colta e costantemente nutrita.”
Richiesta nei contenuti ben più profonda rispetto un solito ennesimo demandare a chi lotta sul campo.
Nessun cenno, ancora una volta, che chiarisca in che modo queste apparecchiature si debbano acquistare. In che tempi. Sulla base di quale progetto. Progetto redatto da chi? In accordo con chi? Verificato attraverso quale strumento? Fondi che sono dove?
E’ come raccomandare ad un costruttore di costruire un palazzo all’avanguardia e mettere in mano degli operai la paletta per la sabbia. Tanto sono disabili… anzi, come ripete il testo: “ handicappati”.
Però riescono a leggere senza occhi e senza voce. Però riescono a muoversi senza gambe. Però riescono a sorridere nonostante i dolori e i farmaci e le frustrazioni.
Perché certo che le classi discriminate noi non le vogliamo, ma che ci sia il tetto di un solo disabile su venti alunni a voi non sembra un eccesso al contrario?
Eccesso dovuto alla carenza di personale. Perché se le compresenze fossero la regola, io credo che ogni venti alunni anche due disabilità certamente di diversa entità potrebbero coesistere nell’interesse della sicurezza psicologica e dell’autostima degli alunni disabili.
Concludo lanciando una provocazione che però rileva ai fini della cultura e del diritto allo studio dei nostri figli. Riscontriamo la più totale disattenzione rispetto le scuole parificate , dove l’alunno disabile non entra. In una società che così si dimostra ignorante e classista. Nella scuola pubblica si taglia ogni anno un pezzo e nella scuola privata aumentano ogni anno le barriere. Perché nessuno ne parla mai , ma è ora di dirlo! La scuola parificata DEVE svolgere il suo ruolo.
Voglio però chiudere questo mio intervento con l’ottimismo che ci contraddistingue.
In questo Paese non sempre attento, spesso più che distratto, pochi decenni fa non si parlava neanche dei nostri figli. Che questo sia di incoraggiamento per perseguire chi come noi e molto prima di noi ha creduto , lottato, e sorriso dei risultati entusiasmanti che sono stati raggiunti. Perché fra pochi decenni io sono certa che qui a difendere i diritti dei figli dei nostri figli ci saranno gli stessi alunni disabili che comunicheranno attraverso quelle tecnologie oggi così rare …
Grazie a tutti. |
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Mar Ott 27, 2009 1:45 pm Oggetto: |
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l'articolo che riporta il comunicato del CIIS, da Superando:
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Ven Nov 06, 2009 2:39 pm Oggetto: |
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segnalo questo:
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poi oggi leggo questo:
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mah! |
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Ven Nov 06, 2009 10:21 pm Oggetto: |
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si vabbè ma è il deserto dei tartari....
su!
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Sab Nov 07, 2009 7:15 pm Oggetto: |
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il blog tra l'altro è scritto benissimo e assai affascinante  |
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nutella co-admin
Registrato: 24/10/09 20:34 Messaggi: 417
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Inviato: Sab Nov 07, 2009 10:20 pm Oggetto: |
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io vedo vedo .......ma come te vedo anche il deserto dei tartari!!!!!!!!! _________________ vai avanti tu......che a me vien da ridere!!!!!! |
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Dom Nov 08, 2009 11:19 pm Oggetto: |
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effetto "fata morgana"  |
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Lun Nov 09, 2009 8:41 pm Oggetto: |
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le scatole vanno riempite ....... |
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domiziana co-admin
Registrato: 10/11/09 11:32 Messaggi: 25 Residenza: Grottaferrata (Rm)
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Inviato: Mar Nov 10, 2009 11:16 pm Oggetto: |
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| Per l'iniziativa del 20 ho contattato Marilena del CIIS per il Lazio ma ancora non ho ricevuto risposta. Sto cercando di coinvolgere altri genitori ma è dura. |
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Gio Nov 12, 2009 1:56 pm Oggetto: |
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brava! ma questo può essere utile?
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Kodia Site Admin

Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Mar Nov 17, 2009 9:41 am Oggetto: |
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da Superando:
Il 3 dicembre faremo sentire la nostra voce La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) si preparano all'incontro di Roma del 3 dicembre - Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità - che segnerà l'avvio di un'ampia mobilitazione, centrata su alcuni punti irrinunciabili, a promozione e a difesa dei diritti umani, civili e sociali di tutte le persone con disabilità in Italia. Sul fronte della scuola, intanto, il ministro Gelmini accetta l'incontro con le Federazioni per il 19 novembre, mentre altre Associazioni, coordinate da Tutti a Scuola di Napoli, manifesteranno il 20 novembre in otto città e anche il 3 dicembre a Roma
Un incontro in un grande teatro di Roma, nei pressi del Parlamento, per «comporre un'iniziativa solida e sancire l'inizio di una mobiltazione che potrebbe anche portare a un'imponente manifestazione di piazza per la primavera del 2010». Lo dichiara il presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) Pietro Barbieri, in riferimento all'iniziativa già annunciata nei giorni scorsi (se ne legga in questo sito cliccando qui) e promossa congiuntamente alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili), per il 3 dicembre (Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità), a promozione e difesa dei diritti umani, civili e sociali di tutte le persone con disabilità in Italia.
«La strategia di questa iniziativa - sottolinea ancora Barbieri - è mirata a interloquire in maniera forte con il Governo, portando un unico interlocutore, potenzialmente decisivo e presumibilmente il sottosegretario Gianni Letta, ad assumere impegni precisi».
Il documento base su cui si fonda il tutto è quello presentato nell'ottobre scorso al ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, articolato su alcuni nodi principali (Sostegno alla famiglia; Fondo Nazionale per le Poltiche Sociali e Fondo per le Non Autosufficienze; Accertamento dell'invalidità; Sostegno alle persone con grave disabilità; Inclusione educativa; Diritto al lavoro e Legge 68/99; Accessibilità del Servizio Pubblico Televisivo; Servizio Civile Volontario), che riprendono sostanzialmente quanto richiamato nel testo presentato sempre da FISH e FAND in occasione della Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Torino (se ne legga cliccando qui).
«Si tratta di punti irrinunciabili - afferma il presidente della FISH - e che non comportano un importante impegno di carattere finanziario, tenendo anche conto che la Legge Finanziaria in discussione risente della crisi economica e pertanto della riduzione delle entrate. Impegni di spesa importanti, infatti, sono maggiormente auspicabili nella primavera inoltrata, ovvero nel periodo in cui si determina il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF)».
Trattazione a sé merita la questione dell'inclusione scolastica, rispetto alla quale avevamo riferito nei giorni scorsi della decisione - da parte di FISH e FAND - di non partecipare alle riunioni della Consulta Ministeriale dell’Osservatorio sull'Integrazione scolastica degli Alunni con Disabilità, finché il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, cui era stato chiesto un immediato incontro, non fosse intervenuto e avesse garantito risposte concrete.
Ebbene, la richiesta ha avuto quale esito la convocazione a un incontro con il Ministro per il prossimo 19 novembre, accolta con soddisfazione dalle Federazioni, che in un comunicato auspicano «soluzioni per risolvere positivamente le emergenze che, dall’inizio del nuovo anno scolastico, si pongono quali ostacoli per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità». Tra le altre questioni urgenti, lo ricordiamo, il numero degli alunni con disabilità inseriti nella stessa classe e il conseguente rischio di un ritorno alle classi differenziali.
Una situazione, quella della scuola, che vede per altro mobilitate numerose altre organizzazioni di insegnanti, persone con disabilità e genitori, che per il 20 novembre stanno organizzazndo una manifestazione - significativamente denominata La scuola dell'integrazione non si tocca! No alle classi differenziali! - in contemporanea di fronte agli Uffici Scolastici Regionali di almeno otto città, vale a dire Napoli, Roma, Cagliari, Genova, Livorno, Torino, Verona e Padova. Iniziativa, questa, decisa nel corso dell'Assemblea organizzata a Roma dal CIIS (Coordinamento Italiano insegnanti di Sostegno), il 24 ottobre scorso (se ne legga cliccando qui).
Ancora il 3 dicembre, poi, in accordo con FISH e FAND, impegnate come detto in un grande teatro della capitale, l'Associazione Tutti a Scuola di Napoli terrà a Roma un'ulteriore manifestazione di piazza. (S.B.) |
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domiziana co-admin
Registrato: 10/11/09 11:32 Messaggi: 25 Residenza: Grottaferrata (Rm)
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Inviato: Mer Nov 18, 2009 10:18 am Oggetto: |
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SCUOLA & GIOVANI Circa 500 docenti in meno mentre crescono i ragazzi disabili. Pioggia di ricorsi
I racconti delle famiglie: ogni ora che salta è un passo indietro per l'alunno
Taglio agli insegnanti di sostegno
"Torna la classe differenziale"
di MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA - Ogni ora tagliata è un salto all'indietro. Ogni insegnante che se ne va un trauma psicologico difficile da ricostruire. Come una barriera architettonica che non si riesce mai ad abbattere, perché per loro, i bambini e i ragazzi H (così la scuola ancora li definisce) la vita in Italia si è fatta davvero dura. Si chiamano Valerio, Giulia, Martina, Claudia, Adele, hanno dai 4 ai 18 anni, hanno disabilità diverse, e abitano in ogni luogo d'Italia. Da quest'anno, con i tagli della riforma Gelmini, hanno perso la metà dei loro diritti: ore di sostegno dimezzate, assistenza inesistente, accesso allo studio, di fatto, negato. Parliamo di studenti disabili, vittime del taglio degli insegnanti di sostegno, la faccia più oscura e dolorosa della scuola senza più fondi, dove spesso non c'è più nessuno che accompagni al bagno il piccolo con handicap, nessuno che lo sorvegli, e dove anche 5 o 6 alunni disabili vengono concentrati in un sola classe. Dove, denuncia Alessandra Corradi, una mamma di Verona con un bimbo di 4 anni, cieco e con una grave tetraparesi, "sono tornati gli stanzini H". "Spesso mio figlio, con la scusa di proteggerlo dalla confusione, veniva portato in una classe a parte, lui da solo, senza gli altri bambini... Vi sembra integrazione questa?".
I dati dell'anno 2009/2010 segnalano un taglio di circa 500 insegnanti di sostegno con un aumento però di oltre 4000 ragazzi disabili. Questo vuol dire, spiega Giuseppe Argiolas, docente all'Istituto "Colli Vignarelli" di Sanluri, in Sardegna, "che la maggioranza dei ragazzi e dei bambini disabili che ieri avevano diritto a 18 ore di sostegno alla settimana, oggi arriva a malapena a nove". Con conseguenze spesso gravissime per le vite di studenti, che con enormi sforzi e pazienza conquistano pezzetti di autonomia e abilità. "Anche in questo istituto, da sempre all'avanguardia nell'integrazione e nel processo formativo dei giovani con disabilità, oggi c'è una prima superiore con addirittura sei ragazzi con seri handicap riuniti tutti insieme, mentre per il buon andamento della classe, per il successo sia loro che dei ragazzi normodotati non dovrebbero essere più di due. Ma qual è il disegno? Tornare alle classi differenziali?". Il risultato è una pioggia di ricorsi che si è abbattuta sui tribunali regionali di tutta Italia, da parte di famiglie che chiedono, e spesso ottengono, che per i loro figli, vengano ripristinate le ore di lezione legittime.
Una battaglia di raccomandate e carte bollate, come quella che ha intrapreso Marisa Melis, mamma di Martina, che ha 14 anni, una grave malformazione cerebrale, ma una fantastica voglia di vivere e di imparare. Grazie agli sforzi fin qui fatti dalla famiglia e dagli insegnanti Martina fa equitazione, è cintura marrone di karate, partecipa ai campi Scout, legge e scrive bene, ma ha bisogno di continuo appoggio e di percorsi personalizzati. "Invece da quest'anno Martina ha il sostegno soltanto per nove ore alla settimana, contro le 18 dell'anno scorso. Ho protestato con la dirigente, con il ministero, ma non ho ottenuto niente. Se Martina non viene stimolata, seguita, ogni volta si torna indietro, ogni successo di questi bambini è figlio di sforzi enormi... Così ho deciso di fare ricorso al Tar e in questi giorni arriverà la sentenza".
Storie di sfide quotidiane, vissute in silenzio, l'Italia è uno dei paesi d'Europa che destina meno risorse alla cura e allo sviluppo delle persone con handicap. Giulia Dolcetti ha 45 anni, è un'insegnante di sostegno precaria che quest'anno ha perso il posto. "Ma la vittima di questo taglio - racconta Giulia - non sono soltanto io, ma anche un bambino di 9 anni che si chiama Pietro. La sua diagnosi? Grave disturbo pervasivo dello sviluppo. Autismo. Pietro non parla, ma capisce tutto, comunica con il computer, scia e nuota come un campione. L'ho seguito per tre anni, avevamo un rapporto forte e bellissimo: oggi Pietro a scuola non ci vuole più andare. A novembre non gli è stata ancora assegnata un'insegnante di sostegno, e senza di me sembra aver perso il suo legame sia con i compagni che con lo studio... Ma che Stato è questo che punisce i più deboli?".
La guerra dei ricorsi è soltanto all'inizio. E se in Sardegna una mamma passa tutta la sua giornata davanti alla scuola del figlio, affetto da autismo per "tradurre" ai prof che cosa vuol dire il ragazzo, Alessandra Corradi, mamma di un piccolo tetraplegico, spiega in poche parole cosa vuol dire disinteresse. "A mio figlio, cieco fin dalla nascita, le maestre in classe chiedevano: "La vedi quella cosa lì?". La stessa insegnate di sostegno ha confessato che per lei il mio bambino era troppo grave... Per fortuna il Comune ci ha assegnato una "lettrice", che con la musicoterapia e l'ascolto delle fiabe stimola il suo udito e le sue abilità. E quando c'è lei mio figlio cambia, sorride, non è più triste".
(ha collaborato Salvo Intravaia)
(18 novembre 2009) |
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domiziana co-admin
Registrato: 10/11/09 11:32 Messaggi: 25 Residenza: Grottaferrata (Rm)
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Inviato: Mer Nov 18, 2009 10:24 am Oggetto: |
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Se l' handicap perde il sostegno I nostri figli umiliati dai tagli
14 novembre 2009 : FIRENZE
SI FA prestoa dire tagli. Quelle che seguono sono testimonianze concrete di alcuni protagonisti, loro malgrado, della drastica riduzione di insegnanti di sostegno voluta dal ministero dell' Istruzione. Non solo numeri, non solo percentuali, ma volti, storie, sofferenze, che rendono l' idea di quel che ne è seguito meglio di qualunque commento. Tutta colpa di Francesco Francesco ha 10 anni, vede, sente e capisce tutto, ma non cammina, non sta in piedi né seduto da solo, non parla non mangia non beve non va in bagno se non aiutato. Tetraparesi spastica, si chiama il suo handicap, per la Asl richiede assistenza continua. A casa e a scuola, l' elementare Torrigiani di via della Chiesa, dove finora, racconta la mamma Luisa, ha avuto «bravissimi insegnanti di sostegno». Finora. Da quest' anno le 40 ore di sostegno di Francesco - 22 con insegnanti e 18 con educatori del Comune- sono diventate 32 (14 più 1 . In teoria, nelle altre 8 avrebbe dovuto tornare a casa. Un' umiliazione, e la violazione di un diritto fondamentale. Così, è entrata in gioco l' abnegazione. Degli insegnanti normali, che dedicano a Francesco 6 ore di compresenza (ma sottraendola alle attività didattiche). Della custode, che copre un' altra ora (ma sguarnendo una porta della scuola). «Così» protesta la mamma, «se la scuola non funziona come potrebbe, è tutta ' colpa' di Francesco!». Nell' ultima ora scoperta Francesco esce prima e va in piscina. Tutto risolto? Macché. Da lunedì prossimo le compresenze dedicate a Francesco serviranno per le supplenze, e la custode tornerà alle sue mansioni. Punto e a capo. Andrea, bambino dimezzato «Grave disturbo pervasivo dello sviluppo con assenza di linguaggio, iperattività motoria e incontinenza», dice il certificato della Asl. Anche l' autismo di Andrea, 5 anni, alunno della scuola materna Colombo di via Corelli, è entrato nel tritacarne dei tagli, fatto solo di numeri: le sue indispensabili 25 ore di insegnante di sostegno sono diventate, da quest' anno, 13. Un dimezzamento drastico, a cui si aggiungono, per fortuna, le 10 ore di un educatore del Comune. Ma 13 più 10 fa 23, dal monte ore certificato continuano a mancare 2 ore e così Matteo fa 2 ore di scuola in meno alla settimana. Nonostante le proteste all' ex Provveditorato dello stesso dirigente scolastico, e i certificati della neuropsichiatra della Asl. Ma non solo. Nelle 23 ore, racconta la mamma di Matteo, Silvia, «si alternano, spesso nell' arco della stessa mattinata, due persone diverse, l' insegnante di sostegno e l' educatore del Comune». Un altro «dimezzamento». Cui si è aggiunto, quest' anno, il cambiamento della maestra. Risultato, un vero disastro educativo: «Matteo si sdraia a terra senza ragione, se non gli piace qualcosa a tavola butta a terra il piatto, prima non era mai stato così». Per ristabilire il diritto del suo bambino ad una assistenza continuativa, Silvia ha appena presentato un ricorso al Tar contro il ministero dell' Istruzione. Daria, troppo sana Un piccolo handicap cognitivo, un ritardo nell' apprendimento soprattutto dei processi logico matematici. Lieve, ma che cumulandosi giorno per giorno, lascia indietro per sempre. E' per evitare questa deriva che a Daria, anni, alunna di quarta di Scuola-Città Pestalozzi, erano sempre state garantite 11 ore settimanali di sostegno in classe. Ma la mannaia ha colpito anche lei, e paradossalmente, più lei dell' altro bambino disabile della scuola, molto più grave, che non si poteva lasciare senza aiuto continuo. Per Daria, «troppo autonoma», dice, amara, la mamma Laura, le ore sono diventate 4 alla settimana, con un insegnante di sostegno che si alternaa un educatore del Comune. E adesso la bambina «è molto meno seguita, meno stimolata, che poi vorrà dire, prima o poi, meno integrata nella classe», con un ' disagio di vita' sempre più in agguato. Luisa ha chiesto al dirigente scolastico più ore di sostegno. Però lo sa anche lei: «La coperta è quella, non si tira senza scontentare qualcuno». Una colpa in più, per lo Stato: «Aver scatenato una nuova, antica, guerra fra bisogni». © RIPRODUZIONE RISERVATA - MARIA CRISTINA CARRATÙ |
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Inviato: Mer Nov 18, 2009 2:39 pm Oggetto: |
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piccolo cameo: qui, nel deserto di Atacama alla materna, fanno molto presto ad assegnare le ore: sono 12 e stop, quindi un insegnante per due alunni. Non importa nessuna certificazione ASL......
una cosa: ma che è "l'educatore del Comune?", cioè è una prassi tappabuchi o lo prevede proprio la legge?
per tornare all'iniziativa del 20, se non ho capito male le città sono:
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Registrato: 23/10/09 19:04 Messaggi: 434 Residenza: deserto di Atacama
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Inviato: Gio Nov 19, 2009 8:57 am Oggetto: |
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oggi il Ministro incontra CIIS e associazioni varie.... in bocca al lupo!  |
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