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Autore Messaggio
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Inviato: Ven Ott 20, 2017 6:52 pm    Oggetto: Ads

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antonio
neoutente


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MessaggioInviato: Dom Ago 22, 2010 3:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

ok ragazzi facciamo cosi' azzeriamo tutto, se ho sbaglaito in qualche cosa chiedo scusa.
ora due domende cosa sarebbe la L. 162, un utliam cosa dimmi perchè non ti hanno concesso il monta scale, guarda caso io lavoro all'asl e son uno di quelli che fà sopralluoghi e da i pareri per montarlo o meno.
se ti posso aiutare son qui'.
a presto.
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fromcanada
utentejr


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Messaggi: 246

MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 11:18 am    Oggetto: Rispondi citando

i centri Adeli in europa sono 2, quello di Mielno (polonia) e quello di Piestany(slovacchia).Fra i due centri non c'è alcuna collaborazione a quanto mi è dato sapere, anzi..... Wink
Poi c'è un discreto numero di centri Therasuit (che poi è una derivazione dell'adeli e la cui "inventrice" è di origine polacca e con buona probabilità ha avuto a che fare col centro Adeli di Mielno prima di emigrare negli Usa).
Conosco il centro Adeli di Piestany per esserci stata due anni fa.Il costo globale era di molto inferiore all'epoca.Per un appartamento si spendevano circa 400 euro a ciclo e pure il ciclo riabilitativo costava molto meno di quanto mi capita di leggere sui vari blogs di richiesta di contributo. Per me è stata un'esperienza unica, perchè avendo avuto esperienze in più centri di riabilitazione intensiva esteri, non ho trovato grosse differenze in termini di risultati ,in compenso però tra la fatica , le difficoltà di alimentazione ,mio figlio alla fine del ciclo era dimagrito di 2 kg ed era stanco morto.Per me il gioco non valeva la candela...
A proposito però delle stime sui pazienti confesso che sono perplessa. Quando ci sono stata, a parte un bimbo austriaco e due spagnoli, il resto dei pazienti erano italiani (in tutto una ventina, provvenienti princpalmente da Lazio, Veneto, emilia romagna e sicilia,tutti rimborsati asl).Da quando si è verificata la fuga dal centro della Florida, sembrerebbe che la maggior parte dei pazienti si sia riversata sul centro slovacco e quindi dovrebbero essere ancora aumentati.Una stima del 30% di pazienti italiani mi pare esagerata per difetto.Ovviamente i pazienti slovacchi sono pochi perchè per la maggior parte di loro i costi del centro sono proibitivi (all'epoca un fisioterapista slovacco guadagnava meno di 400 euro mensili, e forse per questo il centro aveva un turn over elevatissimo, appena trovavano un impiego in austria,anche come badanti, se ne andavano e lo scorso anno ne ho incontrato più d'uno nel centro ceco dove ho effettuato un ciclo riabilitativo,in repubblica ceca gli stipendi sfiorano i 700 euro mensili)
Ho seguito la discussione sulla sezione benvenuto, ma confesso che non ho ben capito il problema che costringe Antonio a rivolgersi alla pubblica generosità e la questione della commissione che si riunisce ogni 5 anni. Ogni regione ha un centro di riferimento regionale che deve fornire l'autorizzazione, e per farlo ha 30 giorni di tempo ,Se no risponde,la pratica si intende autorizzata in base al silenzio/assenso e quindi si possono presentare direttamente le fatture all'asl anche se non si è avuto un parere positivo.Difficile immaginare un crr che si riunisce ogni 5 anni,anche perchè si occupa di tutte le autorizzazioni e in caso di patologie degenerative,si troverebbe a dover autorizzare una pratica quando il paziente è ormai deceduto da un pezzo.
resta la questione rimborsi, però anche qui c'è una legge nazionale, che fissa il diritto a un anticipo del 70% ,anticipo che ovviamente deve arrivare prima della partenza.E' stato richiesto?
E' importante precisare che la presa in carico non è del 70% ma dell'80% indipendentemente dal reddito.Il restante 20% può essere rimborsato in base al reddito del nucleo famigliare, e il rimborso comprende anche le spese di viaggio,di vitto e alloggio per il paziente e un accompagnatorealcune regioni ne riconoscono anche 2 per i pazienti in gravi condizioni e per i minori
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fromcanada
utentejr


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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 11:39 am    Oggetto: Rispondi citando

p.s. ho letto adesso che Antonio è interessato a conoscere i nostri percorsi quindi in breve ecco quello di mio figlio (ex prematuro con esiti di leucomalacia periventricolare, pci di grado lieve esitata in una diparesi moderata)
Non ottenendo alcuna riabilitazione continuativa in Italia (in genere se ti ritengono troppo grave ritengono inutile la riabilitazione, ma questo accade anche se ti ritengono troppo lieve per starci a perdere del tempo) mi sono rivolta a centri esteri.
Nel 2003 è stato seguito allo Stella Maris di Pisa, al S.Maria Nuova di reggio Emilia e alla Nostra famiglia di Conegliano Veneto.
Ho contattato il tristemente famoso centro in Florida nel 2004 (credo avesse appena aperto) e dopo averlo fatto visitare da una persona competente ho deciso di lasciar perdere
Nel 2005 è stato seguito al don Calabria di Verona, abbiamo provato un centro intensivo in Francia (non pubblico il nome perchè era una bufala costosa), un centro in Belgio (idem)
Nel 2006 è stata la volta di un centro canadese e di un altro paio di esperienze in centri pubblici francesi
Nel 2007 ha cominciato un percorso in un centro riabilitativo privato tedesco (totalmente rimbosabile asl per i pazienti certificati) e un centro austriaco (idem).esperienza positiva in germania, tanto che continua ancora adesso
Nel 2008 germania e centro Adeli
Nel 2009 germania e un centro pubblico della repubblica ceca accessibile col modello E 112.Esperienza valida anche questa
nel 2010 germania e forse si ritornerà in reubblica ceca in autunno.
attualmente mio figlio non ha alcun follow up dalla sanità italiana, perchè ritenuto ormai troppo vecchio e "cronico",e poi tanto è seguito all'estero e in ogi caso non è un "caso grave".per carità,mi passerebbero un paio di cicli l'anno di fisioterapia ambulatoriale, una decina di sedute a ciclo, ma sono io a dire "no grazie" perchè la fisioterapia mi verrebbe fornita all'asl, da terapisti che non lo conoscono e soprattutto in orario scolastico e io preferisco che non perda scuola.tanto non gli servirebbe granchè.
viene seguito da un fisioterapista privato quotidianamente dopo la scuola
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antonio
neoutente


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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 12:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

fromcanada ha scritto:
p.s. ho letto adesso che Antonio è interessato a conoscere i nostri percorsi quindi in breve ecco quello di mio figlio (ex prematuro con esiti di leucomalacia periventricolare, pci di grado lieve esitata in una diparesi moderata)
Non ottenendo alcuna riabilitazione continuativa in Italia (in genere se ti ritengono troppo grave ritengono inutile la riabilitazione, ma questo accade anche se ti ritengono troppo lieve per starci a perdere del tempo) mi sono rivolta a centri esteri.
Nel 2003 è stato seguito allo Stella Maris di Pisa, al S.Maria Nuova di reggio Emilia e alla Nostra famiglia di Conegliano Veneto.
Ho contattato il tristemente famoso centro in Florida nel 2004 (credo avesse appena aperto) e dopo averlo fatto visitare da una persona competente ho deciso di lasciar perdere
Nel 2005 è stato seguito al don Calabria di Verona, abbiamo provato un centro intensivo in Francia (non pubblico il nome perchè era una bufala costosa), un centro in Belgio (idem)
Nel 2006 è stata la volta di un centro canadese e di un altro paio di esperienze in centri pubblici francesi
Nel 2007 ha cominciato un percorso in un centro riabilitativo privato tedesco (totalmente rimbosabile asl per i pazienti certificati) e un centro austriaco (idem).esperienza positiva in germania, tanto che continua ancora adesso
Nel 2008 germania e centro Adeli
Nel 2009 germania e un centro pubblico della repubblica ceca accessibile col modello E 112.Esperienza valida anche questa
nel 2010 germania e forse si ritornerà in reubblica ceca in autunno.
attualmente mio figlio non ha alcun follow up dalla sanità italiana, perchè ritenuto ormai troppo vecchio e "cronico",e poi tanto è seguito all'estero e in ogi caso non è un "caso grave".per carità,mi passerebbero un paio di cicli l'anno di fisioterapia ambulatoriale, una decina di sedute a ciclo, ma sono io a dire "no grazie" perchè la fisioterapia mi verrebbe fornita all'asl, da terapisti che non lo conoscono e soprattutto in orario scolastico e io preferisco che non perda scuola.tanto non gli servirebbe granchè.
viene seguito da un fisioterapista privato quotidianamente dopo la scuola


ciao complimenti una bella mole di lavoro, pero' non hai scritto il nome del tuo pargoletto.
quindi anche te insomma hai girato parecchio, ma io dico ma in italia nn sono capaci di aprire un centro di terapia intensiva?? ma è cosi' difficile?? ahhh si adesso ricordo son solo buoni a PARLARE ed ogni 2 anni andiamo alle elezioni tanto i soldi per fare e rifare elezioni li trovano questi buffoni.
p.s. mi voglio fermare qui' se no' mi bannano dal forum
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fromcanada
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 2:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

perchè pensi che ti potrebbero bannare dal forum? credo che sorattutto qui la libertà di pensiero e di parola sia garantita a 360°.
Centri di eccellenza in Italia ce ne sono ,anche se non sono distribuiti in maniera capillare in tutte le regioni.Quanto alla tua domanda, l'idea che mi sono fatta è che dotare ogni regione di centri di riabilitazione intensiva con un numero di posti sufficiente a coprire tutte le necessità sia considerato antieconomico,nonostante quasi tutte le regioni siano dotate di cattedrali nel deserto che potrebbero benissimo essere riconvertite allo scopo.La riabilitazione non "rende" Wink ma a mio avviso il lamentarsi di essere costretti a emigrare facendo collette perchè l'Italia non passa nulla fa solo il gioco di quelli a cui la situazione attuale sta benissimo.
Se aprono un centro in una città, su 100 potenziali utenti, 99 ci vanno.se ci si limita ad applicare le leggi esistenti, non solo una buona parte dei potenziali utenti non ne è manco a conoscenza e quindi non fa neppure la domanda, ma un'altra buona parte non ha le possibilità comunque di passare lunghi periodi lontano da casa...e quindi a conti fatti le regioni risparmiano.
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Kodia
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 4:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

forse non sarebbe necessario aprire dei centri apposta ma attivare questi cicli intensivi in quelli che ci sono già....... Come mai From secondo te non lo fanno? Solo perchè non è economico? Ma quanto viene pagato il centro a prestazione, cioè mi pare che lo stato rimborsa il centro convenzionato, l'aveva scritto Musico mi pare....
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antonio
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 7:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Kodia ha scritto:
forse non sarebbe necessario aprire dei centri apposta ma attivare questi cicli intensivi in quelli che ci sono già....... Come mai From secondo te non lo fanno? Solo perchè non è economico? Ma quanto viene pagato il centro a prestazione, cioè mi pare che lo stato rimborsa il centro convenzionato, l'aveva scritto Musico mi pare....


ciao, proposta molto intelligente ma sai cosa ti rispondono
" ehh si è una bella idea e sarebbe da fare pero' oltre a non esserci del personale non ci sarebbero i fondi per farlo"
ecco cosa mi hanno risposto
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 8:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

chi ha risposto cosi?
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 8:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Kodia ha scritto:
chi ha risposto cosi?

in pratica nei centri dove ho portato mia figlia e dove va adesso, in pratica quelli che passa la asl
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 8:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

intendevo : una fisioterapista, il direttore del centro, un medico........
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 8:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Antonio ma tu che lavori all'asl non sei riuscito a capire il perchè del ritardo nelle autorizzazioni?
io ricevo la riposta in 10/15 gg.

Kodia, a quali numeri ti riferivi? ai costi del trattamento ambulatoriale che rimborsa l'asl ai centri convenzionati? oppure alla tariffa per il semiconvitto?

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La musicoterapia non è guarire con la musica
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MessaggioInviato: Lun Ago 23, 2010 8:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

il primo che hai detto, Musico
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MessaggioInviato: Mar Ago 24, 2010 12:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

musicoterapista ha scritto:
Antonio ma tu che lavori all'asl non sei riuscito a capire il perchè del ritardo nelle autorizzazioni?
io ricevo la riposta in 10/15 gg.

Kodia, a quali numeri ti riferivi? ai costi del trattamento ambulatoriale che rimborsa l'asl ai centri convenzionati? oppure alla tariffa per il semiconvitto?

ciao, effettivamente leggendo mi sonop spiegato male io, allora l'autorizzazione mi è arrivata si come dici tu piu' o meno in 10/15 giorni , a noi non sono arrivati ancora i soldi , essendo questa la 4° volta (la prima luglio/agosto/2009) in pratica non abbiamo mai ricevuto una lira o meglio un euro dalla asl.
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MessaggioInviato: Mar Ago 24, 2010 5:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

per rimanere in topic copincollo quello che ho trovato sul sito dell'AIAS di Lanciano (Abruzzo), interessante - nonostante risalga al 2004, perchè:
1)parla della battaglia di genitori che da un certo numero alla fine sono rimasti solo in due, ma ce l'hanno fatta ugualmente..... mi ricorda qualcosa che ho già sentito Wink
2) ribadisce che non esiste dover chiedere la pubblica elemosina per curarsi, se
3) apre uno scenario: e se le differenze da regione a regione, in questo campo fossero dovute alla libera interpreatazione? mah!


RIMBORSI PER LE CURE ALL’ESTERO PER PERSONE CON DISABILITA’: UN IMPEGNO DURATO QUATTRO ANNI….


La consapevolezza che l’offerta terapeutica del Sistema Sanitario Nazionale non è sufficiente per un efficace miglioramento delle persone in situazione di disabilità, ha fatto sì che il Ministero della Sanità offrisse ai cittadini italiani la possibilità di recarsi all’estero per cure in centri di altissima specializzazione, qualora la diagnosi, la cura e la riabilitazione non erano garantiti tempestivamente o adeguatamente sul territorio nazionale. Fino al novembre 1989 tuttavia lo Stato italiano rimborsava ai cittadini nazionali che si recavano per cure all’estero, solo ed esclusivamente le spese sanitarie; quelle di soggiorno erano a carico dell’assistito.
Un provvedimento nazionale emanato nel 2000, il D.P.C.M., ha invece equiparato le spese di soggiorno di un assistito e del suo accompagnatore in strutture sanitarie estere, alla degenza ospedaliera, anche se non prevista l’ospedalizzazione per l’assistito. Il D.P.C.M., denominato Atto di indirizzo e coordinamento concernente il rimborso delle spese di soggiorno all’estero per cure in centri di altissima specializzazione delle persone handicappate, stabilisce dunque i criteri per la corresponsione di rimborsi per le spese sostenute dai disabili per le cure all’estero.
Con le modifiche apportate al Titolo V della Costituzione - che assegna la ?tutela della salute? alla potestà concorrente delle regioni – sono dunque le Regioni che hanno il compito di coordinare e rielaborare attività di interesse comune, tra cui, le spese di cura all’estero dei soggetti portatori di handicap in centri all’estero di elevata specializzazione.
In virtù di tali informazioni nello stesso anno, 2000, un gruppo di genitori con bambini e ragazzi in situazione di disabilità intrapresero, con l’Assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, un dialogo difficile ma molto importante: sensibilizzare gli amministratori e i politici locali affinché anche i cittadini abruzzesi potessero usufruire, come previsto a livello nazionale, del diritto di rimborso completo di cure neuro-riabilitative in centri esteri di altissima specializzazione.
Il gruppo di genitori che intraprese tale azione di sensibilizzazione con il tempo andava sempre più rimpicciolendosi a causa delle numerose difficoltà incontrate per far comprendere ai numerosi assessori alla Sanità che si sono susseguiti nel corso degli anni, l’importanza dell’emanazione dell’atto e la salvaguardia di un diritto anche per i cittadini abruzzesi.
E, … proprio la costanza e l’insistenza di soli due genitori di quel numeroso gruppo iniziale ha promosso l’emanazione, il 16 aprile 2004, ben quattro anni dopo la data di inizio della richiesta, di una Delibera di Giunta regionale della Regione Abruzzo che regolamenta il rimborso delle cure all’estero per portatori di handicap.
Anche i portatori di handicap abruzzesi da quest’anno hanno dunque diritto al rimborso delle spese di soggiorno per le cure sostenute all’estero. La delibera di giunta regionale stabilisce il rimborso, secondo la situazione economica (Isee) dell’assistito, anche per le spese di soggiorno dell’assistito e del suo accompagnatore. Ciò anche quando non essendo previsto il ricovero, l’assistito soggiorna, per tutta la durata degli interventi autorizzati, in alberghi o strutture collegate con il centro di altissima specializzazione all’estero.
In caso di ospedalizzazione della persona con disabilità, possono essere riconosciute le spese di soggiorno dell’accompagnatore solo dietro dichiarazione, da parte della stessa struttura ospedaliera, attestante la necessità della sua presenza durante la degenza.
Le richieste di rimborso, per le persone interessate, debbono essere inviate tramite domanda alla ASL di competenza entro e non oltre il 16 settembre 2004.

Per ulteriori precisazioni è possibile consultare la documentazione allegata:

1) Articolo pubblicato su Abruzzo Flash n° 13, Sanità: Giunta rimborsa cure all’estero portatori handicap;
2) Gazzetta Ufficiale della Regione Abruzzo (BURA Anno XXXV n°17 del 18/06/2004), Deliberazione 5.04.2004 n°203.

A cura di Cinzia Di Sebastiano
Presidente
AIAS Sezione di Lanciano Onlus
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antonio
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MessaggioInviato: Mar Ago 24, 2010 8:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

[quote="Kodia"]per rimanere in topic copincollo quello che ho trovato sul sito dell'AIAS di Lanciano (Abruzzo), interessante - nonostante risalga al 2004, perchè:
1)parla della battaglia di genitori che da un certo numero alla fine sono rimasti solo in due, ma ce l'hanno fatta ugualmente..... mi ricorda qualcosa che ho già sentito Wink
2) ribadisce che non esiste dover chiedere la pubblica elemosina per curarsi, se
3) apre uno scenario: e se le differenze da regione a regione, in questo campo fossero dovute alla libera interpreatazione? mah!


RIMBORSI PER LE CURE ALL’ESTERO PER PERSONE CON DISABILITA’: UN IMPEGNO DURATO QUATTRO ANNI….


La consapevolezza che l’offerta terapeutica del Sistema Sanitario Nazionale non è sufficiente per un efficace miglioramento delle persone in situazione di disabilità, ha fatto sì che il Ministero della Sanità offrisse ai cittadini italiani la possibilità di recarsi all’estero per cure in centri di altissima specializzazione, qualora la diagnosi, la cura e la riabilitazione non erano garantiti tempestivamente o adeguatamente sul territorio nazionale. Fino al novembre 1989 tuttavia lo Stato italiano rimborsava ai cittadini nazionali che si recavano per cure all’estero, solo ed esclusivamente le spese sanitarie; quelle di soggiorno erano a carico dell’assistito.
Un provvedimento nazionale emanato nel 2000, il D.P.C.M., ha invece equiparato le spese di soggiorno di un assistito e del suo accompagnatore in strutture sanitarie estere, alla degenza ospedaliera, anche se non prevista l’ospedalizzazione per l’assistito. Il D.P.C.M., denominato Atto di indirizzo e coordinamento concernente il rimborso delle spese di soggiorno all’estero per cure in centri di altissima specializzazione delle persone handicappate, stabilisce dunque i criteri per la corresponsione di rimborsi per le spese sostenute dai disabili per le cure all’estero.
Con le modifiche apportate al Titolo V della Costituzione - che assegna la ?tutela della salute? alla potestà concorrente delle regioni – sono dunque le Regioni che hanno il compito di coordinare e rielaborare attività di interesse comune, tra cui, le spese di cura all’estero dei soggetti portatori di handicap in centri all’estero di elevata specializzazione.
In virtù di tali informazioni nello stesso anno, 2000, un gruppo di genitori con bambini e ragazzi in situazione di disabilità intrapresero, con l’Assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, un dialogo difficile ma molto importante: sensibilizzare gli amministratori e i politici locali affinché anche i cittadini abruzzesi potessero usufruire, come previsto a livello nazionale, del diritto di rimborso completo di cure neuro-riabilitative in centri esteri di altissima specializzazione.
Il gruppo di genitori che intraprese tale azione di sensibilizzazione con il tempo andava sempre più rimpicciolendosi a causa delle numerose difficoltà incontrate per far comprendere ai numerosi assessori alla Sanità che si sono susseguiti nel corso degli anni, l’importanza dell’emanazione dell’atto e la salvaguardia di un diritto anche per i cittadini abruzzesi.
E, … proprio la costanza e l’insistenza di soli due genitori di quel numeroso gruppo iniziale ha promosso l’emanazione, il 16 aprile 2004, ben quattro anni dopo la data di inizio della richiesta, di una Delibera di Giunta regionale della Regione Abruzzo che regolamenta il rimborso delle cure all’estero per portatori di handicap.
Anche i portatori di handicap abruzzesi da quest’anno hanno dunque diritto al rimborso delle spese di soggiorno per le cure sostenute all’estero. La delibera di giunta regionale stabilisce il rimborso, secondo la situazione economica (Isee) dell’assistito, anche per le spese di soggiorno dell’assistito e del suo accompagnatore. Ciò anche quando non essendo previsto il ricovero, l’assistito soggiorna, per tutta la durata degli interventi autorizzati, in alberghi o strutture collegate con il centro di altissima specializzazione all’estero.
In caso di ospedalizzazione della persona con disabilità, possono essere riconosciute le spese di soggiorno dell’accompagnatore solo dietro dichiarazione, da parte della stessa struttura ospedaliera, attestante la necessità della sua presenza durante la degenza.
Le richieste di rimborso, per le persone interessate, debbono essere inviate tramite domanda alla ASL di competenza entro e non oltre il 16 settembre 2004.

Per ulteriori precisazioni è possibile consultare la documentazione allegata:

1) Articolo pubblicato su Abruzzo Flash n° 13, Sanità: Giunta rimborsa cure all’estero portatori handicap;
2) Gazzetta Ufficiale della Regione Abruzzo (BURA Anno XXXV n°17 del 18/06/2004), Deliberazione 5.04.2004 n°203.

A cura di Cinzia Di Sebastiano
Presidente
AIAS Sezione di Lanciano Onlus[/quote
]
ciao, molto interessante, grazie
ragazzi avrei una domanda da fare, cio conosce o magari chi è mai stato a san giovanni rotondo nell'istituto "angeli di padrei pio" ?? avrei bisogno di info, cmq oggi son riuscito ad avere il numero di telefono dato che non hanno un sito di riferimento.
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