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sostegno/ricorsi al TAR
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MessaggioInviato: Mer Dic 05, 2012 3:46 pm    Oggetto: sostegno/ricorsi al TAR Rispondi citando

l'idea è quella di collazionare i vari articoli usciti finora al riguardo, al momento inserisco questo che ho appena letto:

La Nuova Sardegna del 05-12-2012

Studenti disabili, il Tar dà ragione ai genitori
NUORO. La battaglia di civiltà per difendere e rivendicare sempre e a muso duro i diritti dei propri figli disabili, è stata alla fine una battaglia vincente. Perché il Tar ha accolto le loro ragioni. Riconoscendo non solo un numero di ore di sostegno adeguato, 18 e non 9 ore settimanali, ma condannando anche il ministero dell’Istruzione al risarcimento del danno esistenziale provocato dalla mancata erogazione delle ore di sostegno necessarie. Una grande vittoria per le mamme che all’inizio dell’anno scolastico si erano viste negare il diritto allo studio per i loro figli affetti da disabilità, ai quali erano state assegnate un numero di ore inferiori a quelle richieste e certificate nel Piano educativo individualizzato. Una discriminazione contro cui le famiglie hanno puntato subito i piedi, rivolgendosi al Tribunale amministrativo regionale. «Sono molto orgogliosa di aver combattuto e di non essermi arresa di fronte a questa ingiustizia», commenta Giovanna Peddio, mamma di uno studente delle scuole superiori affetto da autismo, e presidente del Comitato genitori per l’integrazione scolastica degli alunni disabili, un comitato spontaneo nato proprio per fronteggiare i continui problemi dell’integrazione nell’ambito scolastico. Lei è una delle tre mamme del comitato che hanno fatto ricorso al Tar, due delle quali (insieme a lei, Franca Puggioni), hanno già in mano la sentenza. Ma anche la Flc Cgil fa sapere di aver vinto la stessa battaglia in difesa di un’altra famiglia e del loro figlio disabile, sempre per la riduzione delle ore di sostegno (i ricorsi sono stati presentati in tutti i casi dal legale del sindacato Giuseppe Andreozzi ), «un’importante vittoria – scrive il sindacato – in difesa dei diritti degli alunni diversamente abili, ai quali una amministrazione cieca e sorda ha sistematicamente negato il pieno diritto all’istruzione». L’ennesima odissea delle famiglie è cominciata all’inizio dell’anno scolastico, quando i genitori hanno scoperto che ai loro figli erano state garantite la metà delle ore di sostegno settimanali di cui hanno invece necessità perché venga assicurato loro il diritto allo studio. «Nel piano educativo individualizzato, l’equipe psicopedagogica aveva indicato 18 ore di sostegno settimanali – spiega Giovanna Peddio –. E questa è stata la richiesta che la scuola ha fatto all’Ufficio scolastico provinciale. Che, invece, non ha adempiuto, concedendo solo la metà delle ore». Una decisione che ha fatto scattare immediata la protesta dei genitori, che hanno fatto sentire forte la loro rivendicazione appellandosi al Tar. «Subito dopo aver presentato il ricorso, le ore sono state aumentate: dal 20 novembre, l’insegnante di sostegno è stato assegnato per tutte le ore spettanti. Mi chiedo perché se la legge riconosce il diritto all’integrazione scolastica dei nostri ragazzi, sia stato necessario rivolgersi a un tribunale per avere ragione». Nella sentenza, la sezione prima del Tar ha ricordato di aver da tempo affermato con pronunce passate in giudicato e confermate, che «il diritto all’istruzione del disabile ha rango di diritto fondamentale, che va rispettato con rigore ed effettività». Condannando, pertanto, il ministero al risarcimento dei danni esistenziali, pari a mille euro per ogni mese di ritardo (dal 14 settembre, primo giorno di scuola, al 20 novembre). «I nostri figli non parlano, spetta a noi dare voce ai loro diritti – conclude Giovanna –. Sono orgogliosa di aver combattuto e vinto questa battaglia: un incoraggiamento ad agire anche per gli altri genitori che continuano a subire soprusi».

di Tiziana Simula

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MessaggioInviato: Mer Dic 05, 2012 3:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

l'ultimo in ordine di tempo che ho letto viene dalla Toscana.... possibile che non leggo mai Piemonte, Veneto, Emilia, tanto per citare......

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MessaggioInviato: Gio Dic 20, 2012 1:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

dalla Sicilia... e sì io mi auguro una pioggia di ricorsi per l'anno Nuovo Wink

La Sicilia del 20-12-2012

Insegnanti di sostegno, condannati Miur e Usr
Rivoluzionaria sentenza del Tar Sicilia che, in materia di insegnanti di sostegno da assegnare agli alunni diversamente abili, condanna l'amministrazione scolastica al pagamento del danno conseguente alla mancata copertura delle ore per il sostegno all'alunno, per un ammonare di 1000 euro per ogni mese di mancata assistenza fino alla copertura delle ore richieste. Il 5 dicembre il Tar Sicilia, sezione di Palermo, si è pronunciato sul caso di un alunno diversamente abile: il ricorso era stato avanzato dai genitori contro il Miur e l'Usr della Sicilia per richiedere l'annullamento del provvedimento del dirigente scolastico che aveva assegnato solamente otto ore settimanali di sostegno a fronte di una grave disabilità. Il tribunale ha dato ragione ai ricorrenti, affermando che il quadro costituzionale e legislativo richiede all'amministrazione di predisporre un servizio didattico adeguato. Nella sentenza si afferma che bisogna dare all'alunno il «supporto necessario a garantire la piena promozione dei bisogni di cura, di istruzione e di partecipazione a fasi di vita normale». Non solo il Tar ha annullato i provvedimenti dell'amministrazione, ma l'ha altresì condannata all'assegnazione a favore dell'alunno di un insegnante di sostegno per 32 ore settimanali, considerato che quello è l'orario di funzionamento della classe. Oltre alle spese di giudizio, pari a 1500 euro più oneri di legge, viene quantificato, in via equitativa, in 1000 euro il danno della mancanza dell'insegnante di sostegno per ogni mese dal deposito del ricorso, fino all'effettiva assegnazione. Al di là dell'episodio, questa sentenza rischia di mettere in discussione i criteri utilizzati anche dall'Usp di Catania. Basti pensare che, nella fase di definizione degli organici, non si è tenuto in alcun conto la situazione degli alunni assegnati nel tempo normale, prolungato o pieno. In pratica, per ogni alunno l'Usp ha assegnato la quota di insegnante di sostegno a prescindere dell'orario di funzionamento delle sezioni e delle classi. La conseguenza ora è che se l'amministrazione dell'istruzione non corre ai ripari, nominando un centinaio di docenti per supplire alle attuali manchevolezze, vi è il concreto rischio di una pioggia di ricorsi.

di Mario CASTRO

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MessaggioInviato: Lun Dic 24, 2012 8:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

sempre dalla Sicilia:
La Sicilia del 24-12-2012

Studente disabile ottiene dal Tar il «sostegno»

Alunno della scuola media «Verga» avrà l'insegnante
di sostegno per 18 ore settimanali e non più per 9 ore


NISCEMI. Dopo novanta giorni dal suono della campanella i genitori di un bambino disabile che frequenta la scuola media Giovanni Verga vincono la loro battaglia amministrativa per rivendicare i diritti di studente del loro ragazzino. A ricorrere al Tribunale sono stati i genitori dello studente della scuola Verga, al quale quest'anno è stata affidata un'insegnante di sostegno. A differenza degli anni passati, forse per colpa della spending review, accanto al ragazzino l'insegnante doveva stare solo nove ore settimanali, la metà rispetto alla normativa.
I genitori a questo punto si sono rivolti al Tar per avere ragione. Vano infatti si sarebbe rivelato il tentativo di presentare tutta la documentazione relativa alla disabilità del figlio. Una battaglia prima personale, e poi amministrativa. Alla fine i genitori l'hanno spuntata su tutto.
Il presidente Nicola Maisano (consigliere estensore Giovanni Tulumello e consigliere Aurora Lento) ha dato ragione alla coppia condannando il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca e l'Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, al pagamento delle spese processuali. Mentre l'insegnante di sostegno che fino a qualche giorno fa assisteva lo studente nelle attività didattiche solo per nove ore settimanali ha visto aumentare l'orario di lavoro.
I Giudici, alla luce della documentazione fornita dai genitori, hanno "censurato" il provvedimento adottato dalla scuola e, con documenti alla mano, hanno dimostrato che i documenti educativi didattici prevedono per una determinata fascia di studenti con disabilità, il rapporto uno a uno, cioè uno studente disabile con un insegnante di sostegno. Il tutto per diciotto ore settimanali e non nove.

di Laura Mendola

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MessaggioInviato: Dom Gen 06, 2013 3:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

da Nuoro, 11 ricorsi:

La Nuova Sardegna del 06-01-2013

Tar, undici famiglie di ragazzi autistici vincono la battaglia
L’amministrazione scolastica condannata a risarcire i danni e ad assicurare tutte le ore di sostegno previste dalla legge

NUORO. Il Tar ha dato loro ragione. Undici famiglie di studenti dislessici di Nuoro e di altri centri della provincia (Fonni, Orgosolo, Orosei e Siniscola), avranno diritto ad avere, per l’anno scolastico in corso (2012/2013) un numero di ore settimanali di sostegno che garantisca il rapporto uno a uno (un insegnante per ogni alunno). Una battaglia vinta dopo il ricorso collettivo, fatto dai genitori dei ragazzi, vittime dei tagli del Ministero della Pubblica Istruzione, rappresentati dagli avvocati Lorenzo Palermo e Luisanna Sedda. «Si tratta di minori portatori di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104 del 1992 – si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo della Sardegna – per i quali, la scuola sulla scorta delle richieste del consiglio di classe e dell’equipe psicopedagogica, in sede di formazione del Pet (piano educativo individualizzato), ha ritenuto necessario, per assicurare ai minori il diritto allo studio, il supporto dell’insegnante di sostegno con rapporto 1/1». Ai minori in questione è stato invece assegnato un numero di ore di sostegno inferiore a quello richiesto, da qui l’azione legale portata avanti dai genitori che hanno visto la situazione ribaltarsi (ma solo dopo la proposizione del ricorso), ottenendo l’insegnante specializzato per tutte le ore spettanti. Ma nonostante sia cessata la materia del contendere in merito alla pretesa principale, il Tar si è pronunciato sulla richiesta del risarcimento del danno affermando «che il diritto all’istruzione del disabile ha rango di “diritto fondamentale”, che va rispettato con rigore ed effettività sia in adempimento ad obblighi internazionali, sia per il carattere assoluto proprio della tutela prevista dall’articolo 38 della Costituzione. Il rango di diritto fondamentale della tutela del minore disabile – si legge nella sentenza – non consente di ammettere cause giustificative di ritardi o di necessari tempi burocratici nella mancata concreta e piena assegnazione delle ore di sostegno al minore disabile fin dal primo giorno di inizio dell’anno scolastico. Inoltre non consente di riconoscere attenuanti alla colpa dell’amministrazione scolastica nell’inadempimento dell’obbligo di cui trattasi». Il Tar, ha così accolto la richiesta di risarcimento, individuabile nel danno che gli effetti della diminuzione, seppur temporanea, delle ore di sostegno ha provocato nella personalità del minore, privato del supporto necessario a garantire la piena soddisfazione dei bisogni di sviluppo, istruzione e partecipazione a fasi di vita tutelata dall’ordinamento. Il danno è stato quantificato in misura pari a mille euro a favore di ciascun ricorrente, per ogni mese di mancato sostegno del rapporto 1/1 da parte dell’amministrazione scolastica, a partire dal primo giorno di scuola. Inoltre ha condannato le amministrazioni scolastiche al pagamento delle spese ed onorari di giudizio per 8800 euro complessivi». «Abbiamo vinto una battaglia importante per un diritto fondamentale – ha sottolineato Pina Rubanu, presidente dell’Angsa Sardegna, l’associazione nazionale Onlus di genitori di soggetti autistici con sede legale a Nuoro, della quale fanno parte anche i genitori degli undici ragazzi – una battaglia che in realtà non avremmo mai dovuto combattere». «Ma ciò che è importante far sapere a chi vive quotidianamente queste realtà – ha aggiunto l’avvocato Sedda, anche lei socia del gruppo – è che non si è soli. Questo è uno dei primi ricorsi collettivi a livello nazionale, che hanno dato ragione ai ragazzi. Certo, muoversi singolarmente comporta una spesa importante che non tutti possono permettersi ma, quando si è in tanti, si trova la forza per andare avanti». Ora, resta da capire se anche altri studenti che necessitano delle stesse ore di sostegno come i ragazzi che hanno fatto ricorso, avranno l’opportunità di vedersi riconoscere un diritto legittimo o se, al contrario, dovranno attendere l’inizio del prossimo anno scolastico. Perchè il ricorso va fatto entro 60 giorni dal momento dell’assegnazione del sostegno». «Far parte di un’associazione – ha detto ancora Pina Rubanu – significa avere un punto di riferimento dove trovare persone che vivono e capiscono la tua condizione. Significa anche unire le forze per affrontare meglio i problemi che ogni giorno si presentano. Oltre ai nostri ragazzi, anche noi genitori abbiamo bisogno di aiuto, visto che dobbiamo essere al massimo con i nostri figli che vivono di noi. Perchè dall’autismo non si guarisce. È una condizione che deve essere gestita e con cui si deve imparare a convivere».

di Kety Sanna

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MessaggioInviato: Gio Gen 10, 2013 3:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

annoto:
class action a Roma= 66 famiglie
class action a Milano= 50 famiglie

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MessaggioInviato: Gio Gen 17, 2013 11:00 am    Oggetto: Rispondi citando

ringrazio Angela di AGE TOSCANA per la segnalazione Smile
da Orizzonte Scuola

NAPOLI: Giulia Boffa - La quarta sezione del Tar della Campania ha accolto ben nove ricorsi di bambini disabili che avevano ottenuto meno ore di sostegno di quelle necessarie ed ha condannato le scuole per aver "quantificato le ore di sostegno solo sulla base delle risorse disponibili e non sulla base della gravità della patologia e delle esigenze di educazione e di istruzione" degli studenti.

I ricorsi dei genitori miravano a contestare l'assegnazione dell'insegnante di sostegno solo per 9 ore su 22 di lezione, non in base alle esigenze effettive dei bambini, ma alle risorse economiche a disposizione della scuola.

I giudici hanno sentenziato che se "il minore è stato individuato quale soggetto portatore di handicap grave" gli si deve assicurare "il diritto soggettivo assoluto a fruire delle attività di sostegno" e non possono essere considerati da ostacolo all'esercizio di tale diritto "misure contingenti o "organizzative del servizio - ivi compresa la carenza in organico di insegnanti dotati di adeguate competenze". Perciò, anche ricorrendo "alla flessibilità organizzativa e funzionale delle classi" bisogna consentire all'alunno bisognevole l'integrazione scolastica attraverso il miglioramento delle sue possibilità nell'apprendere, comunicare, socializzare".

Ora le scuole dovranno rinforzare l'attività di sostegno con l'aggiunta di nuove ore, integrando anche gli organici, e dovranno pagare le spese processuali.

Gli istituti convolti sono l'istituto comprensivo Sant'Anastasia 4, l'istituto comprensivo Vico Equense 3 "Alessandro Scarlatti" , il I circolo didattico di Cicciano, l'istituto comprensivo statale De Nicola-Sasso , l'istittuto comprensivo Statale Marco Polo, la scuola primaria- istituto comprensivo Bozzaotra, il II circolo di Pomigliano D'arco, la scuola secondaria statale di primo grado F. Russo di Napoli, il V circolo didattico Mitilini.

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MessaggioInviato: Gio Gen 17, 2013 11:02 am    Oggetto: Rispondi citando

attraverso il coordinamento delle scuole di Roma:


ROMA - «Mi vergogno di appartenere a uno Stato in cui per finanziare i privilegi di pochi si sottraggono risorse ai bambini in difficoltà. Abbiamo avuto giustizia, ma è triste doversi rivolgere a un avvocato per il riconoscimento di un diritto fondamentale come quello all’istruzione dei minori». Patrizia Capone è mamma di un bimbo di 7 anni, affetto da distrofia muscolare con ritardo cognitivo. Nonostante il neuropsichiatra infantile della Asl che ha in cura il piccolo avesse attestato la necessità di un’insegnante di sostegno con un rapporto di uno a uno, per un totale di 22 ore settimanali, l’Ufficio scolastico regionale per il Lazio del Miur gli aveva assegnato solo 9 ore. Una situazione comune a 66 genitori di Roma e Provincia che nel dicembre scorso, aiutati dal Coordinamento Scuole Elementari di Roma, hanno depositato per i loro figli un ricorso collettivo al Tar del Lazio chiedendo quel che spettava loro di diritto: un’assistenza didattica proporzionata alla gravità dell’handicap certificato.

TROPPI TAGLI
Con la sentenza 224/13 la sezione Terza Bis del Tar del Lazio, presieduta da Evasio Speranza, ha accolto venerdì il ricorso presentato dalle famiglie: «Una vittoria che tutto sommato non stupisce – commenta Marco Tavernese, l’avvocato che ha rappresentato i ricorrenti – La normativa è chiara e la giurisprudenza del Tar del Lazio, che si è sempre espresso in termini positivi, è ormai consolidata. Purtroppo – continua Tavernese – il Ministero continua ad operare una politica di tagli che non tiene conto dei principi basilari espressi dai giudici. La Corte Costituzionale ha già stabilito che i diritti di questi bambini non possono essere lesi da esigenze di bilancio». «È il terzo ricorso collettivo vinto in un anno – si felicita Cesare Calvini del Coordinamento Scuole Elementari di Roma, padre anche lui di un bimbo con disabilità – Sono moltissime le famiglie che si trovano in questa situazione, ma solo una parte sceglie le vie legali, anche causa dell’elevato costo che comporta inoltrare un ricorso, circa 2000 euro. Con un ricorso collettivo, la cifra scende di molto, in questo caso la spesa è stata di 350 euro a testa». Ora che il Tar ha dato loro ragione, la speranza di queste famiglie è che la sentenza venga eseguita quanto prima.



Giovedì 17 Gennaio 2013 - 10:16

da qui:
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MessaggioInviato: Ven Gen 18, 2013 8:39 am    Oggetto: Rispondi citando

sempre attraverso il coordinamento scuole di Roma, riporto un messaggio. Sottolineo che queste famiglie si sono unite e hanno anche attivato una specie di raccolta fondi autofinanziata per permettere a tutti di pagare le spese inevitabili che ci sono quando si ricorre, anche se nel caso di class action le spese sono molto ridotte rispetto all'azione singola. Ricordo anche che questi genitori sono ormai due anni che lottano, e ottengono i loro risultati perchè continuano a frequentarsi, trovarsi, fare i sit, si documentano etc. insomma fanno sentire la propria presenza e partecipano attivamente della scuola piuttosto che subirla.....
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Il nostro ricorso collettivo è vinto !
66 famiglie ricorrenti hanno ottenuto ciò che era stato loro negato da scelte ciniche e irresponsabili di chi, da tempo, amministra la scuola pubblica. La sentenza rinnova il giudizio gia espresso due anni fa dalla Corte Costituzionale: il diritto all'istruzione è un diritto "indefettibile", che non può venir meno. INVIOLABILE ! Neanche per presunte ragioni economiche di risparmio !

Grazie al nostro grande avvocato Marco Tavernese e grazie a Fiammetta e Domenico che con me hanno seguito il ricorso.

Termino con le parole che mi ha inviato Fabrizio, uno dei ricorrenti, che sintetizzano il senso profondo del nostro ricorso:



"Mi fa anche particolarmente piacere che questo risultato sia stato raggiunto unendo le forze di tante persone e lavorando insieme. E’ un bell’esempio di come tante difficoltà, che forse individualmente sarebbero per molti insormontabili, possono essere superate lavorando fianco a fianco. E’ un modello che dovremmo seguire più spesso per fronteggiare chi conta proprio sulle divisioni e sullo scoraggiamento che prende ciascuno di noi quando si trova ad affrontare difficoltà troppo grandi per piegarci e magari negarci diritti.
Grazie di nuovo e ti prego di coinvolgermi e di contare sul mio contributo per altre iniziative.



Grazie a te e a tutti gli altri per averci creduto !

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MessaggioInviato: Sab Gen 19, 2013 7:11 am    Oggetto: Rispondi citando

Vorrei capire quanto costa al MIUR continuare in questa inutile taglio al sostegno, quando poi tutti i tribunali d'Italia gli danno torto!
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MessaggioInviato: Sab Gen 19, 2013 9:01 am    Oggetto: Rispondi citando

l'abbiamo chiesto, per iscritto, alla Corte dei Conti... ma ovviamente nessuna risposta....... riproviamo?

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MessaggioInviato: Mar Gen 29, 2013 1:30 am    Oggetto: Rispondi citando

dalla Sicilia, addirittura 32 ore di sostegno settimanali! Interessante l'invito alla famiglia:
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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2013 3:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

sempre dalla Sicilia, 100 cause tutte assieme! e per tutti soatego 1:1 e risarcimento del danno.....
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MessaggioInviato: Ven Mar 08, 2013 7:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

dal Veneto, finalmente, 5 cause:

Il Gazzettino del 08-03-2013

Battaglia per gli insegnanti di sostegno CAVALLINO. Insegnanti di sostegno a orario ridotto: le famiglie ricorrono al Tar. È quanto hanno fatto cinque genitori di Cavallino-Treporti che, assistiti dall'avvocato Renato Speranzoni, hanno deciso di rivolgersi ai giudici del Tribunale amministrativo regionale per chiedere la presenza a tempo pieno, quindi per tutta la durata settimanale delle lezioni, dell'insegnante di sostegno. Una richiesta che nasce dalla volontà di assicurare il giusto insegnamento scolastico, oltre che il rispetto dei principi sull'integrazione scolastica. «I cinque bambini, iscritti alle scuole elementari del litorale, per le loro patologie, che creano delle difficoltà nel seguire regolarmente le lezioni - spiega il legale dei genitori - sono assistiti da insegnanti specializzati di sostegno ma per un numero di ore settimanali del tutto insufficienti a garantire un supporto adeguato».
In pratica, anziché per tutte le 29 ore settimanali, l'insegnante di sostegno affianca questi alunni per un periodo più limitato che varia, a seconda dai casi, dalle 5 alle 6 ore settimanali. Un «monte ore» ritenuto insufficiente dai genitori per evitare di penalizzare l'apprendimento scolastico dei figli. Da ciò la decisione di rivolgersi al Tar contro l'Ufficio scolastico regionale, tenendo conto che in loro sostegno si è attivata anche l'Uildm, che già in passato si era attivata per situazioni di questo tipo ottenendo, come accaduto per altri casi in tutta Italia, il riconoscimento dell'insegnante di sostegno per tutte le ore settimanali. Ed è quello che chiedono anche in questa occasione i cinque genitori di Cavallino-Treporti, ovvero un insegnante di sostegno a tempo pieno per ognuno dei cinque alunni. «In modo da garantire immediatamente a questi bambini - conclude l'avvocato Speranzoni - l'assistenza di cui hanno bisogno per poter godere pienamente del loro diritto allo studio». Ieri mattina si è tenuta l'udienza in tribunale alla quale, considerata l'urgenza della situazione, nei prossimi giorni, seguirà la decisione dei giudici.

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MessaggioInviato: Sab Mar 09, 2013 7:40 am    Oggetto: Rispondi citando

I giudici daranno ragione alle famiglie, nonostante tutto il Miur continua....
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